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Unioncamere presente a Vinitaly


Unioncamere presente a Vinitaly
11/04/2010, 11:04

Il vino e la Campania. Un binomio solido e antico. Già ai tempi dei Romani la fertilità di queste terre produceva alcune delle più “preziose” bevande che finivano sulle tavole dei patrizi dell’urbe. Una propensione naturale del territorio che, nei secoli, si è trasformata in una ricchezza in continua crescita.
Per questo all’edizione 2010 del Vinitaly la Campania doveva presentarsi in maniera adeguata allo sforzo che i tanti professionisti della viticoltura ogni giorno profondono nel loro lavoro per far si che anche il vino rientri nelle eccellenze di questo ricco territorio.
La superficie vitata totale in Campania è di oltre 30.000 ettari (30.307): nella divisione provinciale l’area più vasta è rappresentata dalla provincia di Benevento con il 36 %, seguita da Avellino (22,7 %), Salerno (19,8 %), Caserta (13,2 %) e Napoli con l’8,3 %.
Nel 2009 la produzione regionale di vino è stata di 1.743.419 ettolitri, pari al 3,7 % della produzione nazionale. Nel contesto generale, va sottolineata certamente l’importanza assunta dal segmento dei vini di qualità in Campania che oggi può contare su 18 DOC (con oltre settanta tipologia), 3 DOCG e 9 IGT.
A testimonianza, poi, dell’alta qualità delle produzioni vitivinicole campane, la presenza di aziende con marchio proprio riconosciuto a livello nazionale ed internazionale, ma anche di aziende di ridotte dimensioni che operano nei mercati di nicchia.
Anche sul fronte delle esportazioni, si registra un importante ed interessante incremento: la Campania sui mercati internazionali colloca circa 21 milioni di euro di prodotto, facendo registrare un incremento, dal 2007 al 2008, del 19,8 %, un trend positivo che viene confermato nei dati del primo trimestre del 2009 che, rispetto all’anno precedente, già fa segnare un ulteriore + 6,1 %. Questi dati sono totalmente in controtendenza rispetto all’andamento nazionale che nel primo trimestre del 2009 ha registrato, invece, una dura flessione con il - 9,2%

“Il risultato ottenuto in Campania - ha dichiarato il Presidente di Unioncamere Campania Augusto Strianese nella sua veste anche di Presidente dell’Ente Camerale Salernitano - nasce dalla considerazione che per rispondere alle trasformazioni intervenute nel mercato del vino, in particolare l’emergere di nuovi paesi produttori e la modifica degli stili di consumo, occorreva puntare su una strategia che potesse contemperare la necessità di innovazione con quella di tradizione. Nel settore specifico della produzione, quindi, si è deciso di puntare e valorizzare le coltivazioni di vitigni autoctoni, come testimoniato dalla presenza dei numerosi marchi a denominazione d’origine.
Per quanto riguarda, invece, l’orientamento del mercato, oltre a destinarlo in gran parte a quello regionale, si stanno implementando strategie di sviluppo per il mercato nazionale ed internazionale, soprattutto dove è maggiore la possibilità di assorbimento dei vini di qualità medio alta.
Non va, però, dimenticato che la Campania gioca una carta che poche regioni hanno a disposizione: la vastità di eccellenze del settore agroalimentare. Accanto ai nostri vini, infatti, abbiamo la filiera dell’olio, abbiamo l’oro bianco e l’oro rosso, la mozzarella di bufala ed il pomodoro san Marzano, abbiamo, ancora, i profumati limoni della costiera amalfitana, le castagne irpine e i torroni del Sannio.
Non dimentichiamo, poi, che proprio la Pizza Margherita, il piatto divenuto famoso in tutto il mondo e portato avanti un po’ come la bandiera della Campania, è fatta dai tre prodotti principe: mozzarella di bufala, pomodoro San Marzano e olio extravergine d’oliva.
Il buon mangiare e il buon bere sono di casa in Campania, ed è importante che tutte queste eccellenze riescano a fare rete tra loro per aprirsi varchi in un mercato internazionale in cui, l’agroalimentare di qualità, è molto richiesto”.

Per il presidente della Camera di Commercio di Caserta, De Simone, fondamentale è fare rete: “ non sarebbe possibile fare promozione del territorio senza aver assimilato appieno questo concetto, e qui al Vinitaly ne stiamo avendo un esempio concreto. Noi, nel casertano, abbiamo alcune eccellenze che godono di fama storica, come il Falerno, ed è fondamentale per far conoscere le peculiarità delle nostre eccellenze essere presenti sui mercati. Ci siamo riusciti portando qui a Verona le cinque Camere di Commercio della Campania, la regione Campania, per presentare insieme il nostro mondo del vino. I risultati sono veramente eccezionali, anche perché questo mondo rappresenta una fetta importante dell’economia della regione. Certo, sia chiaro, le vie del vino devono essere coniugate con le altre eccellenze esistenti sul territorio. Da casertano, potrei dire che sono fuori quota, perché altra nostra eccellenza è la mozzarella di bufala, ma sono tanti i prodotti che ci accomunano alle consorelle campane, come i formaggi, alcuni tipici salumi e la profumata mela annurca. E’ necessario coniugare le varie vie, quella del vino e quella dei prodotti agroalimentari per essere presenti sul territorio”.

“Benevento è una bella e grande realtà – a parlare è il presidente della Camera di Commercio di Benevento Gennaro Masiello - viene definita la cantina della Campania, ha una produzione vitivinicola in termini di investimento di superficie che la porta ad essere la prima nella regione con quasi il 40%. Sta mostrando grande dinamismo reagendo a questo momento difficile e lo fa introducendo innovazioni interessanti che, però, hanno un forte radicamento con le tradizioni del territorio e ancorati alla tipicità e, quindi, la cultura autoctona del viticoltore della nostra provincia. Bisogna incentivare le innovazioni che partono da un mondo agricolo , da un territorio che può arrivare direttamente sul mercato eliminando quindi le inefficienze di una filiera che o è troppo lunga o, a volte, specula”.

E’ Luca Perozzi, segretario generale della Camera di Commercio di Avellino, ad illustrare l’esperienza irpina: “Sicuramente l’irpinia vanta dei vini di grande tradizione storica riconosciuti a livello internazionale, ma esiste parimenti una crescita esponenziale delle cantine. Ormai sono 174, con 13 milioni di bottiglie prodotte nel 2009. Poi occorre segnalare un dato storico: esiste in irpinia un vitigno, quello dell’Aglianico, che risale agli antichi greci e che viene coltivato solo qui, rendendo unico il vino prodotto e il territorio che lo accoglie. Per quanto riguarda la partecipazione al Vinitaly, occorre sottolineare che esistono vari tipi di fiere. Questa è tra quelle più importanti del settore, ed era giusto partecipare coniugando il momento di vetrina, che anche è importante, al momento di business che serve essere ben curato, soprattutto perché delle famose 174 aziende, sono tante quelle molto giovani il che vuol dire seguirle e ben indirizzarle nel mercato. La Camera di Commercio di Avellino cerca di essere molto presente nella crescita delle giovani aziende, sia accompagnandole in percorsi espositivi, come questo, sia supportandoli in quegli iter burocratici che sono semplici per chi vive nella vitivinicultura da anni, ma possono essere veramente ostici per chi è alle prime armi”

A rappresentare la Camera di Commercio di Napoli c’è l’Agripromos, azienda speciale dell’ente, ed è Marco Storace ad illustrare la presenza al Vinitaly della provincia Napoletana: “La provincia di Napoli si presenta con 38 aziende che rappresentano le 4 aree geografiche provinciali, da Sorrento ai Campi Flegrei al Vesuvio fino ad Ischia. La sua presenza non solo vede le aziende, ma anche le strade del vino. Importanti anche le presenze dei Consorzi di tutela e, alla fine, in totale rappresentiamo un totale di circa 100 aziende. Noi ci proponiamo con un biglietto da visita nuovo: la nuova disposizione degli spazi, comprensiva di uno spazio comune da dedicare agli eventi, ha consentito di far affluire più persone. In effetti abbiamo fatto in modo che fosse seguita tutta la filiera vinicola, e siamo contrni perché le aziende hanno avuto un ottimo riscontro da questo sforzo messo in piedi attraverso la cooperazione delle varie Camere di Commercio”.

E, a proposito delle vie del vino, da segnalare la presentazione alla stampa, al Vinitaly,nell’area centrale del padiglione della Campania, della guida della strada del vino della Campania “ Costa D’Amalfi”, edita dall’assessorato regionale.
Il volume, in distribuzione gratuita, presenta un quadro completo della produzione vitivinicola della costa d’Amalfi, accompagnando il lettore non solo con i vari bouquet, ma anche nelle vie della divina costiera. I testi di grande interesse e dovizia di particolari, sono stati scritti dal noto giornalista Luciano Pignataro, mentre il volume è stato realizzato con il coordinamento della dottoressa Antonietta Gentile della Comunità Montana Monti Lattari e di Michele Manzo, funzionario dell’Ismecert.
Alla presentazione erano presenti l’autore dei testi Luciano Pognataro, il presidente dell’Enoteca Provinciale di Salerno Ferdinando Cappuccio e i produttori.

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di Redazione
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