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USA: IL CONGRESSO RIGETTA IL PIANO ANTICRISI DI BUSH, WALL STREET AFFONDA


USA: IL CONGRESSO RIGETTA IL PIANO ANTICRISI DI BUSH, WALL STREET AFFONDA
30/09/2008, 08:09

Sembravano avere raggiunto un accordo, Congresso e Senato statunitensi, per approvare il piano anti crisi di Bush da 700 miliardi, anche se avevano trasformato le tre paginette presentate dal Ministro del Tesoro Henry Paulsen in un blocco di 110 pagine per tutte le limitazioni imposte. Innanzitutto i 700 miliardi di dollari sono divisi in tre tranche e non immediatamente disponibili: 250 miliardi subito; altri 100 a richiesta del Presidente; gli altri 350 solo con l'approvazione del Congresso ma dopo le elezioni di novembre. Inoltre un tetto alle retribuzioni d'oro dei manager, l'elaborazione di misure per il rientro delle somme prestate, misure a favore delle famiglie in difficoltà per i mutui. Ma quando si è andato a votare, 228 congressisti (133 repubblicani e 95 democratici) hanno detto di no e solo 205 hanno detto di sì. Il piano quindi è stato bocciato, e la situazione ha messo paura a Wall Street, che è crollata in maniera tale da ricordare il "giovedì nero" del 1987. E questo nonostante già in giornata la Citybank si era dovuta muovere per assorbire - con il beneplacito e l'aiuto della Federal Reserve - la Wachovia, altra banca ormai sull'orlo del fallimento.

Ma la crisi si è espansa anche all'Europa, che pure sta vivendo la crisi bancaria, come dimostrano i salvataggi della banca belgo-olandese Fortis da parte dei governi belga, olandese e lussemburghese; oppure la HRE, banca tedesca salvata dal governo tedesco. E poi gli indici delle borse sono crollati, determinando molte volte la sospensione dei titoli per eccesso di ribasso. E anche stamattina le borse asiatiche sono partite tutte negative, dimostrando l'enorme fragilità della finanza attuale.

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di Antonio Rispoli
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