Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Usa, Italia, Germania: il valore del governo base dello sviluppo economico


Usa, Italia, Germania: il valore del governo base dello sviluppo economico
15/07/2011, 11:07

Si continua a dire che c'è crisi, che c'è la speculazione finanziaria e così via; che non riguarda solo i piccoli Paesi come Grecia, Spagna ed Irlanda, ma anche quelli più grandi come gli Stati Uniti, per la prima volta nella loro storia a rischio default. Ma nessuno che esamina il perchè di questi risultati catastrofici; e soprattutto: come mai la Germania ne sembra immune?
Naturalmente, ogni Paese ha la sua specificità; pensare di dare una risposta globale e completa sarebbe sbagliato. Tuttavia, se si esamina la situazione, qualche linea generale la si può ricavare. Per farlo prendiamo tre Paesi: Stati Uniti, Italia e Germania.
Il rischio default statunitense ha un nome molto semplice: guerra. George Bush ebbe una nazione che aveva un rapporto debito pubblico/Pil pari a circa il 35% e l'ha portato oltre il 70%, in omaggio a quel vecchio detto statunitense, che vuole i repubblicani abili a sfasciare i conti pubblici e a rinsaldare le famiglie, mentre i democratici sono abili a sfasciare le famiglie (vedi Bill Clinton) e a rinsaldare i conti pubblici. Barack Obama avrebbe dovuto fare l'unica cosa logica: chiudere con le invasioni di Iraq ed Afghanistan. Ma le forti pressioni delle lobby petrolifere, molto interessate a prelevare il petrolio iracheno, hanno bloccato qualsiasi risparmio in quel settore. E questo ha sollevato ancora il debito pubblico, che ormai è arrivato al 100% del Pil. E per legge, negli Usa, non si possono stampare titoli oltre questa soglia. Ma a fronte dell'incapacità di Obama di risolvere la questione, c'è collaborazione dall'altra parte? No. I Repubblicani - che nel 2011 hanno preso la maggioranza al Congresso, nelle eleizoni di medio termine - hanno la vista puntata esclusivamente sulle elezioni presidenziali che si svolgeranno a novembre 2012. Quindi, a fronte della richiesta di collaborazione avanzata dal Presidente Usa, tutte le loro risposte sono state relative a misure temporanee, della durata di 12 mesi, in modo da mettere in evidente difficoltà Obama davanti all'opinione pubblica soprattutto nella fase finale, in prossimità delle elezioni. Insomma, per usare un termine sconosciuto negli Usa, stanno giocando allo sfascismo, al tanto peggio tanto meglio, convinti come sono che gli Usa siano troppo importanti per subire conseguenze.
In Italia, la situazione è ancora peggiore. Gli anni dei governo Berlusconi hanno completamente sfasciato il tessuto sociale ed economico nazionale, portando alle stelle il debito pubblico (nel 2001 era il 105%, quest'anno supererà il 120%), aumentando a dismisura il deficit (dal 2,9% del Pil del dicembre 2000 al 4,4% del dicembre 2005, con previsioni che lo mandavano al 6,4% del dicembre 2006; e poi dall'1,7% del dicembre 2007 al 4,3% del dicembre 2010, passando per il 5% del dicembre 2009) e mantenendo una crescita media del Pil sottozero. Anche l'ultima manovra, che si sta approvando in questi giorni non taglia nei settori essenziali (pensioni, sanità) e costringe gli enti locali ad aumentare le tasse o a tagliare i servizi ai cittadini. Una scelta che bloccherà lo sviluppo, si stima un calo del Pil che nel 2014 arriverà ad un -0,8%. E dato che le stime di crescita per il 2014 sono intorno all'1,5%, torniamo sotto l'1%. Con questi dati, anche con questa manovra non raggiungeremo nel 2014 il pareggio di bilancio; anzi, rischiamo di avere un deficit ancora più alto.
Guardiamo invece alla Germania. Certo, il deficit è ancora un po' alto, ma il governo di Angela Merkel ha dovuto spendere decine di miliardi per salvare cinque banche che rischiavano il fallimento. Senza contare che mai, neanche in questo periodo di crisi, si sono tagliati i soldi per aiutare lo sviluppo delle regioni dell'est. Nonostante questo sono stati trovati i soldi anche per aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo nel Paese. Il risultato? Nel 2010 la crescita del Pil è stata del 4,7% e quest'anno, anche se il governo ha messo una crescita del 2%, i dati mostrano che supererà di nuovo il 4%. Spesso si dice che però la Merkel ha perso le elezioni amministrative nei vari lender (regioni). Ma il politico che sacrifica il proprio Paese solo per vincere le elezioni, non è degno di entrare in politica.
Qual è la linea comune che si può ricavare? E' una linea comune che nessuno esamina mai e si chiama "valore dello stipendio". Infatti, uno dei problemi storici dell'economia americana è il fatto che gli stipendi di basso livello (camerieri, operai non specializzati, segretari/e, ecc.) sono assolutamente insufficienti per vivere. E' una scelta voluta per permettere di avere una grande quantità di manodopera che accetta qualsiasi lavoro senza mai aprire bocca. Ma a livello macroeconomico questo rallenta lo sviluppo. Le guerre servono agli Stati Uniti, di solito, proprio per aumentare la platea dei lavoratori.
In Italia la caduta del potere di acquisto degli stipendi c'è dagli anni '90, da quando venne cancellata la scala mobile. Una caduta che è aumentata da quando, nel 2002, il governo Berlusconi incentivò le speculazioni interne sui prezzi al momento del cambio tra lira ed euro. Ed oggi con gli stipendi si possono comprare solo le cose essenziali; ed anche questo è un blocco allo sviluppo.
Invece in Germania l'unica cosa che è stata fatta è stata bloccare per qualche anno (da due a tre) l'adeguamento all'inflazione degli stipendi. Ma chiaramente, essendo gli stipendi tedeschi quasi il doppio di quelli italiani, a parità di condizione, la cosa non ha creato problemi. Anche perchè c'era fiducia che il governo non allungasse lo stop aglia deguamenti salariali, per cui la domanda interna si è mantenuta stabile. E così si è passati dallo spettacolo di Dresda e dei porti del nord i cui piazzali erano strapieni di autovetture che non si riuscivano a vendere per mancanza di acquirenti nel novembre del 2008 ad oggi, con i dati che dicono che il mercato delle auto tedesche cresce del 10%. Visto quanto conta il valore delle persone che guidano la politica di un Paese? E' chiaro che devi avere anche una base economica e produttiva, ma i tre Paesi in questione ce l'hanno.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©