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Sono stati 92 gli istituti falliti nel 2011

Usa, meno crack delle banche ma i problemi restano


Usa, meno crack delle banche ma i problemi restano
03/01/2012, 19:01

NEW YORK - I fallimenti calano ma i problemi per le banche americane non sono alle spalle. Nel 2011 i crack sono stati 92, con gli ultimi due dopo un mese di quiete, ovvero il periodo più lungo degli ultimi tre anni senza alcun fallimento. Il bilancio 2011 risulta decisamente migliore degli anni passati, nel 2010 i crack erano stati 157 e nel 2009 erano stati 140. Ma si tratta - riporta il Wall Street Journal - solo di apparenza: il calo 2011 è il risultato del fatto che le banche in difficoltà non falliscono più velocemente come in passato. «Le banche deboli restano in vita più a lungo anche se sotto capitalizzate e quando falliscono sono in una condizione peggiore rispetto al passato. Questo, e il fatto che 844 istituti di credito restano nella lista delle banche con problemi stilata dalle autorità, suggerisce che i fallimenti resteranno una componente del panorama bancario per mesi, forse per anni, con gli istituti più deboli che impiegano più tempo a recuperare o fallire» afferma il Wall Street Journal. Le autorità di regolamentazione precisano di non tenere deliberatamente in vita più a lungo le banche: la ripresa economica fa sì che il deterioramento delle banche sia più lento e - evidenziano - questo allunga i tempi di un eventuale fallimento nel raccogliere capitale e cercare di risolvere da sole i propri problemi. Il 66% delle banche fallite nel 2011 era «significativamente sotto capitalizzato nei sei mesi che hanno preceduto il fallimento» con un Tier 1 inferiore del 25% rispetto alle banche fallite nel 2010, quando solo il 29% degli istituti di credito era decisamente a corto di capitale nei sei mesi che hanno preceduto il crack. Il Government Accountability Office, la corte dei conti americana, ha bacchettato nei mesi scorsi le autorità di regolamentazione americane, rimproverandole di non aver spesso agito abbastanza velocemente nel gestire i segnali di deterioramento mostrati dalle banche. I regolatori si sono difesi dalle accuse spiegando di non voler intervenire troppo velocemente di fronte ai problemi e di dover offrire agli istituti di credito in difficoltà la possibilità di salvarsi da soli. La Federal Deposit Insurance Commission, l'agenzia di assicurazione dei depositi, ha evidenziato che nel 2011 la redditività delle banche è salita ai massimi da prima della recessione. «Le banche continuano a lavorare per pulire i loro bilanci e migliorare le loro condizioni» e l'economia in miglioramento e la maggiore redditività «possono aiutare a stabilizzare il capitale delle banche in difficoltà e offrire più tempo alla banca per raccogliere capitale o cercare soluzioni strategiche».

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di Valerio Esca
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