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Venture capital oggetto del meeting di Unioncamere


Venture capital oggetto del meeting di Unioncamere
11/07/2010, 12:07

Utilizzare il venture capital per favorire la maggiore patrimonializzazione delle PMI e l’incentivazione degli investimenti produttivi più innovativi. E’ su questo che si deve puntare, soprattutto per superare i vincoli posti dall’accesso al credito.
Se ne è parlato a Napoli durante il convegno “Lo small business act e il venture capital come sostegno alla crescita delle PMI Campane” organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con Unioncamere Campania.
L’incontro napoletano ha dato il via al piano programmato di iniziative che prevedono la partecipazione dell’Associazione Bancaria Italiana e Borsa Italiana e finalizzato al raggiungimento di intese bilaterali incentrate sulla promozione di misure congiunte inerenti l’attività d’investimento nel capitale di rischio di imprese non quotate. “Un irrobustimento delle piccole e medie imprese e non un semplice aiuto – ha sottolineato il presidente Unioncamere Campania Augusto Strianese – è ciò che si intende offrire per rafforzare il capitale sociale di aziende che, così, aumenterebbero il loro potere contrattuale e potrebbero affrontare il processo di internazionalizzazione con serenità”.
Il convegno fa seguito all’accordo di collaborazione siglato tra il Ministero dello Sviluppo Economico con l’Aifi, l’associazione italiana di private equità e venture capital, e il coinvolgimento del sistema camerale italiano, siglato dopo la considerazione che nel mercato italiano l’attività d’investimento nei capitali di rischio è meno dinamica rispetto ad altri Paesi europei ed ha maggiori concentrazioni nel Nord Italia piuttosto che al Sud ove è ancora poco presente. A ciò fa da contraltare la domanda sempre crescente di individuazione e selezione di nuovi e idonei strumenti di implementazione e rafforzamento della competitività delle micro, piccole e medie imprese che rappresentano il sistema centrale dell’economia italiana.
“In Lombardia – ha sottolineato il presidente Strianese – è stato costituito un fondo comune d’investimento le cui quote sono detenute da Parmacam, la holding di partecipazione della Camera di Commercio di Milano, e dagli enti camerali di Bergamo, Brescia e Como in diverse percentuali. Inizialmente il fondo avrà una dotazione di 80 milioni di euro, per metà già sottoscritta dagli enti promotori. La quota rimanente è attualmente oggetto di sottoscrizione da parte di banche, fondazioni, enti locali ed istituti finanziari: il fondo è gestito dal una SGR già autorizzata dalla banca d’Italia e si propone di effettuare investimenti in un orizzonte temporale di medio-lungo termine come socio di minoranza nell’equity di piccole e medie imprese con investimenti finalizzati a sostenere il percorso di crescita curando in particolare aspetti come l’innovazione e l’internazionalizzazione. Una iniziativa analoga potrebbe essere promossa a livello campano: in particolare si potrebbe prevedere che il fondo chiuso per la Campania dovrà investire nelle piccole e medie imprese della regione”.

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di Redazione
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