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50 anni fa avveniva l'omicidio di John Kennedy



Il momento il cui Kennedy si porta le mani alla gola dopo essere stato colpito
Il momento il cui Kennedy si porta le mani alla gola dopo essere stato colpito
21/11/2013, 14:35

Cinquanta anni fa, in questo giorno e a quest'ora in cui sto scrivendo, uno scambio di comunicazioni tra Washington e Dallas metteva a punto gli ultimi dettagli di quello che sarebbe diventato il più misterioso omicidio della storia statunitense, quello del Presidente John Fitzgerald Kennedy. 
C'è da dire che di ipotesi su quell'omicidio ne sono state fatte in quantità industriali, sui retroscena, gli interessi, ecc. Io mi limiterò ad elencare quello che si sa di sicuro. Innanzitutto la versione ufficiale, come uscì dalla Commissione Warren, a cui fu delegata l'indagine parlamentare: un solo colpevole, Lee Oswald, che con un fucile a ripetizione manuale 91/38 (così si chiama, dall'anno in cui fu approvato il progetto - 1891 - e quello dall'anno in cui venne modificato e migliorato, cioè il 1938) sparò tre colpi contro Kennedy, colpendolo una volta alla schiena e una volta alla testa; il terzo proiettile andò fuori mira e colpì un ponte a decine di metri dalla vettura presidenziale. Il proiettile che colpì Kennedy alla schiena - sempre secondo la versione ufficiale - poi colpì anche la schiena di un senatore, che era sul sedile anteriore della limousine presidenziale, la mano e la gamba. E' quello che venne definito "proiettile fatato". 
Una versione ufficiale smentita dai fatti. Innanzitutto, esiste la registrazione presa dalla radio di servizio di uno degli agenti di scorta al corteo presidenziale che mostra come gli spari furono 8 e non 3. Inoltre esiste un filmato dell'omicidio (quello che si vede sempre in TV, sgranato ma comprensibile), fatto da un passante, Adam Zapruder, con la sua cinepresa da 8 mm appena comprata. In essa si vede innanzitutto che tra il primo momento in cui Kennedy viene colpito e il momento in cui arriva l'ultimo colpo, passano 4 secondi e mezzo. E' un dato importante, perchè dimostra che non può essere stato Oswald a sparare. Infatti, il fucile 91/38, come detto, è a ripetizione manuale. Significa che, dopo aver sparato, bisogna afferrare un pomello che si trova sul fianco della canna, tirarlo indietro, abbassarlo per espellere il bossolo sparato, rialzarlo e spingerlo in avanti, prima di premere nuovamente il grilletto. E non lo si può fare mantenendo il fucile in linea di mira, altrimenti, quando si tira indietro il pomello un cilindro metallico (l'otturatore) finisce nell'occhio. Per questo, usando quell'arma, ci vogliono 4 o 5 secondi per sparare un secondo proiettile. Nelle prove fatte da esperti, il tempo minimo per sparare tre proiettili è di circa 8 secondi. 
Inoltre, se si guarda il filmato si nota che il primo momento in cui Kennedy è ferito è quello in cui il presidente porta le mani alla gola, piegando la testa in avanti. Il che è incompatibile con un colpo alla schiena: al momento in cui il proiettile colpisce, si subisce un urto, come un pugno. Se uno riceve un pugno alla schiena, tende a piegare la testa indietro, non in avanti. Ma anche il colpo finale, alla testa, spinge il cranio violentemente all'indietro (c'è la famosa e drammatica scena della moglie Jacqueline - visibilmente in confusione - che si arrampica sul retro dell'auto per recuperare i frammenti di cranio e materia cerebrale spinti via dal proiettile), segno che arriva da davanti. 
Infine c'è la prova che Oswald non stava alla finestra della biblioteca al sesto piano a sparare al Presidente. Esiste una foto che ritrae la macchina presidenziale nel momento in cui imbocca una curva a gomito proprio davanti a quella biblioteca. E guardandola con un ingranditore, si nota che Oswald è sulla soglia della biblioteca a guardare. Inoltre c'è la testimonianza di quattro persone che hanno visto il giovane, meno di un minuto dopo gli spari, al pianterreno, intento a prendere una bibita dal distributore automatico a pochi passi dall'ingresso. C'è qualcuno che riesce a scendere a piedi 6 piani di scale e ad essere poi fresco e rilassato - a detta dei testimoni - senza un po' di sudore addosso e senza ansimare? 
Questi sono i fatti certi e documentati. Altri fatti certi e documentati sulla vicenda sono di contorno. Per esempio le oltre 40 persone morte "accidentalmente" che sapevano qualcosa della vicenda oppure che indagavano sulla stessa. Si tratta di persone che sono morte in investimenti stradali, oppure uccisi durante rapine in posti isolati o cose del genere; ma che in una maniera o nell'altra aveva a che fare con quell'omicidio. Oppure l'ostruzionismo - per usare un eufemismo - che si trovò a combattere il Procuratore Jim Garrison, che indagò sull'omicidio Kennedy e istruì anche un processo contro alcune delle persone ritenute complici di quell'omicidio (per i dettagli, basta vedere la splendida ricostruzione dei fatti rappresentata nel film "JFK"): in quell'occasione alcune prove presentate da Garrison vennero manipolate ed altre distrutte. 
Poi ci sono alcune deduzioni a cui è difficile trovare risposte alternative. Per esempio: stabilito che non fu Lee Oswald a sparare, chi fu? E dove si trovava? Teniamo presente che 8 proiettili in 4 secondi è una impresa, se non si usa un mitra. E poi le ferite dei passeggeri dell'auto dimostrano che a sparare furono diverse persone, almeno tre. Anche qui, per i dettagli, è utile il film JFK. Mi limiterò a riassumere. Uno si trovava realmente nella biblioteca dove Oswald lavorava e sparò almeno due proiettili, forse tre: uno nelle schiena di Kennedy, uno nella schiena del senatore, e uno nella gamba (oppure quello sparato nella schiena è uscito dal petto ed è finito nella gamba). Uno era sul lato dell'auto, col compito più difficile, sparare ad un bersaglio che si muove con un angolo di 90 gradi: un colpo mancò tutti e colpì la colonna di sostegno di un ponte a decine di metri dalla vettura (le schegge di cemento poi colpirono in faccia un agente dei servizi segreti che era lì di guardia) e un altrò colpì la mano del senatore. Il terzo, probabilmente il migliore tiratore, era in posizione frontale e spara i due colpi mortali: il primo alla gola, il secondo alla testa, che spaccò letteralmente in due la calotta cranica. 
Ma anche qui, c'è qualcosa di strano: il reperto autoptico contraddice i fatti. Il medico disse infatti che il proiettile era entrato nella schiena ed era uscito per la gola, quasi mezzo metro più in alto. Inoltre, se era uscito dalla gola, come aveva fatto a non colpire l'autista che era poco più avanti? Nessuna parola sullo stato in cui era il cervello, nonostante ne dovesse parlare, visto che era stato colpito alla testa. In rtealtà, al momento dell'autopsia pare che non ci fosse un cervello da esaminare. Secondo le testimonianze, il cadavere di Kennedy venne messo in aereo più o meno intero, ma all'arrivo a Washington era senza cervello e il sacco mortuario non era quello nero della partenza, ma quello verdognolo usato dai militari. Per chiarire: il cervello è morbido ed elastico ma sufficientemente compatto da mantenere la traccia del proiettile che lo attraversa. E quindi avrebbe dimostrato che Kennedy è stato colpito frontalmente. 
Come ho detto, questi sono i fatti accertati. Ma chi ha organizzato tutto? Chi aveva interesse a che Kennedy morisse e che contemporaneamente aveva il potere di manipolare così tante cose? 

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di Antonio Rispoli
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