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A 24 ore dalle consultazioni, quale governo ci aspetta?


A 24 ore dalle consultazioni, quale governo ci aspetta?
19/03/2013, 14:09

Domani il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano convocherà i neoeletti Presidenti di Camera e Senato - Laura Boldrini e Piero Grasso - per cominciare le consultazioni in vista della creazione di un nuovo governo. Ma come andrà a finire? E' evidente che non ci sono i numeri per nessuno per governare da solo. 
Per prima cosa Napolitano dovrebbe conferire un incarico (esplorativo o no, si vedrà) a Pierluigi Bersani o ad altra persona che il Pd indicherà. Ma come può formare il governo? Con quale maggioranza al Senato? Perchè il problema è essenzialmente questo. E i numeri sono impietosi: anche ammesso di riuscire ad avere l'appoggio di tutti i grillini, siamo più o meno alla pari, tra maggioranza ed opposizione, Un accordo solo con i montiani non servirebbe a nulla (ammesso che Monti accetti, dato che l'elezione di Grasso alla Presidenza del Senato l'ha indispettito parecchio, voleva per sè quel seggio); e un accordo col Pdl sarebbe l'ennesimo inciucio che rafforzerebbe Grillo e farebbe perdere qualche altro punto percentuale al Pd. Anche perchè le richieste del Pdl finora palesate sono improponibili, a cominciare dalla presenza di Berlusconi al Quirinale dopo Napolitano: a lui farebbe comodo perchè gli consentirebbe di bloccare per 7 anni tutti i processi che lo riguardano, ma per l'Italia sarebbe un disastro. Il Presidente della Repubblica rappresenta il nostro Paese all'estero; e abbiamo fatto già abbastanza figuracce quando Berlusconi era Presidente del Consiglio, per potercene permettere altre. 
QUindi un governo Bersani più Grillo. Ma quante possibilità ci sono di vedere una cosa del genere? Praticamente zero. Grillo ha urlato ed inveito contro tutti e adesso non può cambiare idea. Inoltre è nel suo interesse - politicamente parlando - di creare ostacoli alla creazione del nuovo governo. Una situazione di caos e ingovernabilità è quello che ci vuole per creare scontenti, che sono le persone più adatte ad essere catturate dalla protesta dei grillini.
Quindi l'unica alternativa sensata, se il Parlamento fosse composto da persone responsabili, sarebbe quella di creare un governo, magari anche senza fiducia (quindi che rimane per il disbrigo dell'ordinaria amministrazione), che si occupi di gestire il Paese mentre si fanno solo due cose: elezione del Presidente della Repubblica e nuova legge elettorale. Dopo di che via a nuove elezioni. magari anche a giugno se Napolitano capisse la gravità della situazione e si dimettesse in anticipo rispetto alla scadenza del suo mandato. Ma ci vorrebbe un Parlamento di ben altro livello rispetto a quello eletto. Qualcuno forse può immaginare i rappresentanti dei quattro principali partiti che si incontrano in una stanza e in un paio di ore escono con una legge elettorale fatta come si deve? ALtro che fantasia ci vuole, per immaginare una cosa del genere. 
Eppure, il discorso è semplice: ci sono solo due sistemi in grado di fornire governabilità. Il primo è una legge come l'attuale, ma con le preferenze e il premio di maggioranza nazionale anche al Senato. Ma il problema è il premio di maggioranza: è giusto che chi abbia il 30% dei voti abbia più del 50% dei seggi? 
La seconda possibilità è una legge maggioritaria con doppio turno. Ma anche qua, sarebbe il caso di predisporre un premio di maggioranza per la coalizione più forte. Perchè altrimenti si tornerebbe agli episodi delle elezioni del 2001 e del 1996, quando c'erano accordi e inciuci tra i vari partiti, per far eleggere Tizio anzichè Caio, dandogli un seggio "sicuro" o meno. 
Perchè purtroppo c'è una cosa che pochi tengono presente: la irresponsabilità dei politici attuali. Nella Prima Repubblica, sia pure con tutti i vizi e i comportamenti illegali che avevano, comunque non c'era irresponsabilità. Si agiva per far andare avanti l'Italia. Magari male, perchè di cappellate ne facevano tante; ma almeno non c'era questa gioia nel fare a pezzi l'Italia che vedo oggi. Movimento 5 Stelle vuole la distruzione del Paese per ottenere più voti, approfittando della disperazione della gente; Pdl, Lega e Scelta Civica hanno come unico interesse i propri affari. E il solo Pd sta agendo in maniera diversa, nel senso che pensa ai propri affari, ma questi coincidono in parte con lo sviluppo del Paese.
A questo punto, è chiaro che anche una legge elettorale diversa o un governo non cambierebbero le cose. Siamo sinceri: qualcuno ha sentito, come misura per uscire dalla crisi, proporre da qualcuno una cosa diversa dal dare soldi alle imprese? Copn incentivi, facilitazioni o taglio del cuneo fiscale, il concetto base è stato sempre e solo di aiutare le imprese. Ma questo a che serve, se poi la gente non ha i soldi per acquistare nulla? Ed è inutile che si dica: "Ma se noi aiutiamo le imprese, quelle poi assumono e così si rilancia l'economia". Un discorso del genere è ammissibile solo da chi non sa nulla di economia; se lo fa qualcun altro, è malafede. CI sono due enormi falsità in questa frase. La prima è che, in questa situazione di crisi, nessuno assume: a che scopo aumentare la propria produzione se non si vende? La seconda è questa: a che serve assumere qualcuno se poi lo si paga 500 o 600 euro al mese? Perchè con le leggi attuali, questo viene pagato un neo assunto, se gli va bene. E non serve a nulla, a livello macroeconomico, dato che con queste somme uno a malapena sopravvive. Quello che serve è invece aumentare notevolmente il potere di acquisto dei salari di chi già lavora. E' questa la leva che può sollevare la nostra economia. Ma a nessuno interessa, questo aspetto. Anche i partiti di sinistra come Sel e Fds non hanno mai parlato di misure del genere. Si parla solo di dare i soldi alle imprese, oppure di uscire dall'euro o sciocchezze simili. Ma nessuno che faccia la cosa più logica ed intelligente che si possa fare: esaminare l'economia di un Paese oggettivamente, trovare il punto debole e correggere quello. Tutti invece agiscono sulla base di due elementi: l'ideologia liberistica o neoliberistica (che non manca mai), anche se è quella la causa della crisi economica che ci colpisce da cinque anni; e la volontà dei partiti e degli ecopnomisti di tenersi buone le imprese. O qualcuno crede che sia un caso che le gravissime responsabilità delle imprese nella crisi (evasione fiscale, dipendenti sottopagati o che lavorano in nero, trucchi vari per aggirare le leggi e accumulare denaro) non vengano mai ricordati o menzionati? 

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di Antonio Rispoli
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