Editoriali / L'opinione

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A chi fa bene una campagna elettorale così urlata?


A chi fa bene una campagna elettorale così urlata?
16/02/2013, 16:11

Che quella che stiamo vivendo sia una delle peggiori campagne elettoprali mai viste nel nostro Paese, l'hanno scritto in tanti. Non c'è uno straccio di proposta seria, nei discorsi dei politici. Solo proposte irrealizzabili (Grillo e il reddito di cittadinanza da 1000 euro al mese, per esempio), impossibili (Berlusconi e la restituzione dell'Imu) oppure semplicemente inutili (Bersani e la sua proposta di pagare i debiti dell'amministrazione pubblica con titoli di Stato). 
Inoltre, stiamo vivendo una campagna elettorale degna di una dittatura: in Tv ci sono tutti i giorni Mario Monti e Silvio Berlusconi che parlano senza contraddittorio; qualche volta si può vedere anche Bersani, intervistato da qualche giornalista; molto di rado si vede Ingroia, a cui viene opposto di solito qualche tignoso politico del Pdl. Discorso a parte per Beppe Grillo, che ha deciso di non fare campagna elettorale in Tv, salvo che nell'ultima settimana: domani si farà intervistare da Sky (ovviamente anche in questo caso, come per Berlusconi e Monti, non ci sarà nessun contraddittorio ma un giornalista così felice di fare l'intervista che gli farà fare in pratica un monologo di mezz'ora. E si deve stendere un velo pietoso sull'ipocrisia di Grillo, che ha sbattuto fuori dal Movimento chi è andato in Tv (Giovanni Favia, Federica Salsi) e chi ha cercato di difendere la libera scelta dei primi due (Raffaella Pirini), mentre lui ci va tranquillamente senza che nessuno fiati. 
Ma, oltra all'assenza dei contenuti, colpisce la violenza verbale con cui si sta in campo; in particolare da parte di Grillo e di Berlusconi. Ormai ogni intervento che fanno (il primo nelle piazze, il secondo in TV) è una sequela di promesse imbarazzanti, tanto sono false, e di insulti verso gli avversari. E chiaramente è lecito aspettarsi che le cose continueranno così anche dopo le elezioni. E poi, che succederà? 
Si dice che i pesci hanno coscienza dell'acqua solo quando vengono tolti da essa. E molti italiani non hanno coscienza della situazione attuale delle istituzioni. Dopo 10 anni di berlusconismo e di distruzione sistematica delle stesse, ormai non ci sono argini che possano contenere le derive populistiche. C'è un famoso discorso di Mussolini, quello dopo l'omicidio Matteotti, che inizia con una frase del tipo "Potevamo riempire queste aule sorde e grigie con manipoli..." ecc. ecc. Io mi chiedo: se Berlusconi e Grillo adesso riempiono il Parlamento di "bivacchi di manipoli", chi li fermerà? E questo riguarda soprattutto i grillini. Perchè se il partito di Berlusconi porta in Parlamento soprattutto ricchi e delinquenti in guanti bianchi, quello di Grillo porta persone di estrazione economica più bassa, il cui comportamento è più imprevedibile. Infatti, ciascuno di loro dovrà dimostrare la sua fedeltà al padrone, se vuole essere rieletto, dato che per chi vota il Movimento 5 Stelle contano solo le parole di Grillo. Oppure - come paventano in molti - una volta eletti cominceranno ad andare in giro col cartello "Vendesi" (metaforicamente parlando, è ovvio) e a trattare con chi offre loro una permanenza stabile in Parlamento. In entrambi i casi, qui parliamo di persone che entrano in Parlamento dopo aver dimostrato il massimo disprezzo per le istituzioni. Quali speranze ci sono che le rispettino, una volta giunto ad avere magari (sommando i voti di grillini e Pdl) 250 deputati e oltre 100 senatori? Insomma, lo scenario migliore che ci si prepara davanti è, da una parte, un governo Bersani -Monti che massacra il ceto medio, i dipendenti, i pensionati... insomma, le stesse categorie già massacrate nell'ultimo decennio, dal punto di vista economico, prima dal governo Berlusconi e poi dal governo Monti; dall'altra una "opposizione", fatta principalmente da Pdl, Lega e Grillo che ci farà rimpiangere le immagini (già viste in passato) dei cappi sventolati o delle fette di mortadella sbafate a quattro palmenti. 
Ma è questo tutto quello a cui si può aspirare? Possibile che per il cittadino italiano medio sia così difficile capire che è nel proprio interesse votare non una bandiera, un simbolo, un simulacro di 50 o 100 o 200 anni fa, ma la persona. Ed ovviamente la persona che conta. Prendo senza fatica un esempio personale. Il mio comune ha un sindaco che ormai è vicino alla scadenza del secondo mandato e quindi ha deciso di candidarsi al Senato. Lui finora si è comportato benissimo nel guidare il Comune, ha notevoilmente migliorato l'arredo urbano e, a parte le accuse dell'opposizione di aver truccato un concorso per vigili urbani (accuse comunque mai dimostrate da una sentenza di condanna della magistrtura), ha avuto una gestione ineccepibile. Quindi, potrebbe essere da votare. Peccato che con il Porcellum non si vota la persona, ma il partito; in questo caso il Pd. E poichè non sarà il sindaco ma Bersani a decidere le azioni future del partito; poichè ha già detto tante volte che intende allearsi con Monti e seguire la sua agenda (cosa che io ritengo sia letale per l'Italia); in ragione di questi motivi non lo voterò. 
Come si vede, un ragionamento allo stesso tempo semplice e logico. Ma un ragionamento che, guardandomi attorno, vedo lontanissimo dalla mente degli italiani. 

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di Antonio Rispoli
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