Editoriali / L'opinione

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A.A.A. Cercasi persona onesta e capace per il Quirinale


A.A.A. Cercasi persona onesta e capace per il Quirinale
08/04/2013, 15:17

Mancano 10 giorni alla prima seduta del Parlamento a camere riunite per l'elezione del Presidente della Repubblica. E ancora non si sa chi sarà il candidato alla Presidenza della Repubblica. 
Per il Pdl è noto: l'unico candidato è Silvio Berlusconi stesso. Il quale ha bisogno di trovare il modo per fermare i processi a proprio carico. Il massimo che è riuscito ad ottenere ès tato un taglio di 5 anni per la prescrizione del processo di concussione per la vicenda Ruby, ma il resto rimane in piedi. E quindi serve altro per bloccare tutto. 
Per il Movimento 5 Stelle il discorso è apparentemente chiuso: se faranno come ha oprdinato Grillo, non voteranno e basta. Dopotutto, la strada scelta dal comico genovese è la più semplice: dicendo no a tutto, si blocca l'attività del Parlamento e del governo e si aumenta il malessere del Paese. E questo significa più voti che Grillo, con la sua demagogia da due soldi, può raccattare. 
Infine il Pd, che al momento non ha fatto nessun nome perchè neanche loro hanno una chiara strategia. Stare con il Movimento 5 Stelle? Oppure un nuovo inciucio col Pdl? Oppure dare qualcosa ai montiani, in modo che i loro voti, uniti a quelli del Pd, consentano di eleggere il Presidente? Non lo sanno neanche loro. E d'altronde, non è detto che il Pd voti in maniera compatta. Esaminando le notizie, le voci e quello che ci sta in mezzo, appare probabile che Renzi voglia approfittare di questa elezione per indebolire Bersani, togliendosi qualche decina di voti (si parla di una cinquantina) sui quasi 500 che il Pd ha. Pochi? Dipende dai punti di vista. 
Anche con i nomi, è un disastro. Uno dei meno peggio è quello di Romano Prodi. I cui punti di forza sono evidenti: è ben conosciuto ed apprezzato all'estero, è abituato a stare nei consessi internazionali, ha un modo di fare che ben si confà ad un rappresentante istituzionale. Ma è pur sempre una persona legata alle banche, una di quelle persone che sostengono le stesse teorie economiche che hanno provocato la crisi che stiamo vivendo. Insomma, non è la migliore possibile. 
Discorso simile per Emma Bonino: meno conosciuta ed apprezzata, ma di idee molto simili in campo economico. Ma non è questo il momento di avere qualcuno che invochi la distruzione dei sindacati e la privatizzazione di scuola e sanità.
Altri due nomi che sono stati fatti sono quelli di Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelski. In questo caso, i due sono stati indcati in quanto costituzionalisti. La qual cosa non sarebbe male, dopo il settennato scandito dalle incostituzionalità di Napolitano. Ma due persone abituate ad agire e a parlare con la tipica calma e l'aplomb all'inglese, come possono reagire ai continui attacchi mediatici di Grillo e Berlusconi? Partono decisamente in svantaggio. 
Il problema è che in questo momento, data la situazione particolare, serve un Presidente della Repubblica molto particolare. Non basta un professore di Diritto Costituzionale, serve qualcuno che ami la Costituzione e voglia farla rispettare. Ma che contemporaneamente abbia anche un enorme forza d'animo per respingere con forza e veemenza gli attacchi altrettanto forti e veementi che arriveranno. E che, dulcis in fundo, abbia anche l'autorità per collaborare con un governo (se ci sarà) che difenda gli interessui italiani senza fare la solita figura degli ultimi della classe che piangono con la professoressa e che cercano di impietosirla per avere un 5 stentato, come accadeva col governo Berlusconi. 
Un nome? Anche ammesso che la mia proposta venisse presa in considerazione, non ce l'ho un nome. Non vedo, nel mondo politico, qualcuno che abbia le qualità che ritengo necessarie. Gli unici che vedo sono persone del passato, come Sandro Pertini e Oscar Luigi Scalfaro. Cioè persone che siano capaci di andare anche contro il Parlamento, se necessario, pur di stare dalla parte dei cittadini. Come fece Pertini, che rifiutò di firmnare un decreto con cui i parlamentari, nel bel mezzo del secondo shock petrolifero, si volevano aumentare lo stipendio; o come fece Scalfaro, che rifiutò di nominare Craxi Presidente del Consiglio (c'erano troppe voci sul suo coinvolgimento, allora ancora presunto, in Tangentopoli) nel 1992 e Previti Ministro della Giustizia nel 1994. Sono queste le qualità che servono: un Presidente che non entri nella politica perchè non è di sua competenza (e non come Napolitano e Ciampi, che hanno collaborato col governo Berlusconi per rendere presentabili i più grossi aborti di legge usciti da quel governo), ma che ponga a terra i binari su cui il governo poi dovrà muoversi, restando nel rispetto della Costituzione. 
Qualcuno ha un nome da suggerire? 

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di Antonio Rispoli
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