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"Agibilità politica", il modo del Pdl di dire "eversione"


'Agibilità politica', il modo del Pdl di dire 'eversione'
26/08/2013, 15:06

Dopo la sentenza del primo agosto, che ha confermato la condanna di Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione, un nuovo termine è stato introdotto nella politica italiana. Il termine è "agibilità politica", ed è stata introdotta dal Pdl, nel senso che la condanna la toglierebbe a Berlusconi. Cosa si intenda ovviamente non è dato saperlo, dato che nessuno ha spiegato il termine. In fondo, la sentenza non ha effetti diretti su Berlusconi: si deve fare un anno di arresti domiciliari o di affidamento ai servizi sociali. Una bazzecola, insomma. Certo, c'è il problema della pena accessoria, cioè l'interdizione dai pubblici uffici, per un periodo (ancora da definire) che andrà da 1 a 3 anni. Ed infine c'è il problema - che non è penale, ma comunque causato dalla sentenza - della legge Severino, che prevede l'impossibilità di candidarsi per 6 anni per chi viene condannato ad una pena superiore ai 2 anni. Ora, quale di queste tre norme blocca la cosiddetta "agibilità politica"? Nessuna. Berlusconi può continuare a fare come Grillo, dirigere il partito dall'esterno, dato che in Parlamento, grazie al Porcellum, mette i suoi servi, senza lasciare la scelta ai cittadini; e per il resto va bene così. Tanto in vita sua non ha mai presentato un disegno di legge e ha percentuali di assenza vicine al 100%. Quindi non fa nessuna differenza se è eletto in Parlamento o meno. 
A ripetere quanto detto sopra, se riesco a farlo senza ridere, mi merito un premio teatrale per la migliore imitazione di Candido, il famoso personaggio di Voltaire. Perchè è chiaro che questa è l'apparenza, per gli stolti che ci vogliono credere. In realtà c'è ben altra battaglia sotterranea che viene combattuta.
La prima la potremmo definire caratteriale: Berlusconi è una persona con un ego enorme. Per lui l'idea di essere giudicato da altre persone - che lui ritiene inferiori a se stesso - è poco meno che un abominio. Sottoporsi alla condanna è anche peggio. Insomma, questo è un primo passo negativo, dal suo punto vista.
La seconda è stata accennata su diversi giornali, ma in termini sbagliati. Riguarda la protezione che concede l'essere un parlamentare. Si sa che un parlamentare per esempio non può essere intercettato, senza l'autorizzazione della Camera (E una volta chiesta l'intercettazione, la stessa è inutile, se chi deve essere intercettato lo sa). E non c'è bisogno di andare indietro di molto tempo per ricordare la battaglia che fecero i legali di Berlusconi per impedire che i magistrati di Milano, nell'ambito del processo Ruby, ficcassero il naso nello studio del commercialista di Berlusconi, sostenendo che quella fosse proprietà del Pdl. Il rischio è quello: se i magistrati beccano Berlusconi mentre compie un altro reato, potrebbero perquisire la sua casa, oppure disporre misure cautelari contro di lui. Attenzione, non parliamo dei processi vecchi, perchè in questo caso le prove sono state raccolte completamente ed ormai sono a processo. Parliamo dei processi nuovi, per i reati che Berlusconi ha eventualmente commesso e che non sono stati ancora scoperti. Se non ne ha commessi ovviamente non corre rischi. 
Ma è comunque una protezione in meno. E per una persona che, come dimostra il suo curriculum, è sempre stato particolarmente bisognoso di protezioni legali ed extralegali (le oltre 50 leggi ad personam che gli hanno permesso di bloccare quasi tutti i processi che lo riguardavano), averne una così potente quale è quella di parlamentare, significa molto. Ed è questa è la questione fondamentale. 
Ma non è "agibilità politica", bensì una scelta eversiva. Infatti, noi abbiamo uno dei principi di base di uno Stato democratico che è il divieto di interferenze tra la politica e la magistratura. Un principio che non sempre è rispettato integralmente, ma almeno nelle apparenze sì. Ma è un principio che non mostra falle, di fronte ad una sentenza definitiva: se c'è la condanna, il politico finisce in galera (o quello che la condanna prevede). Solo in Italia si stanno usando metodi eversivi per impedire questo. Si va dalla diffamazione continua del Giudice Antonio Esposito, fatta sul Giornale, con una serie di presunte prove che poi poche semplici verifiche hanno smentito; al tentativo di usare il Parlamento come sistema per impedire l'applicazione delle leggi. Infatti, cosa altro è, se non un tentativo eversivo, l'idea di bloccare l'applicazione della legge Severino e dell'interdizione dai pubblici uffici attraverso manovre da compiersi in Giunta per le elezioni o in Parlamento? E non bisogna credere alle dichiarazioni che leggiamo sui giornali: una parte non piccola del Movimento 5 Stelle e del Pd aspetta solo di poter agire di nascosto, col voto segreto, per salvare le terga del Cavaliere. 
Invece qui la questione è di una semplicità assoluta. Sono quattro semplici passi: 1) E' arrivata la condanna di terzo grado per frode fiscale, cioè per aver rubato ai cittadini italiani 376 milioni di euro non pagando le tasse; 2) Alla condanna segue la punizione, da scontare agli arresti domiciliari o ai servizi sociali; 3) La legge Severino prevede che chi viene condannato non posso essere eletto per 6 anni; 4) Questo significa che SIlvio Berlusconi non può essere candidato a nessuna carica elettiva in Parlamento, in Regione, Provincia o Comune fino al 31 luglio 2019. Semplice, no? 

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di Antonio Rispoli
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