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Al Tg1 Berlusconi mente su magistratura e su De Benedetti


Al Tg1 Berlusconi mente su magistratura e su De Benedetti
29/06/2013, 12:40

Ancora una volta ieri si è visto lo scempio esistente nel mondo dell'informazione televisiva: la "intervista" fatta a Silvio Berlusconi durante l'edizione serale del Tg1. E la chiamo "intervista" per carità di patria, dato che in realtà c'è stato un soliloquio, un "uso criminoso della Tv pubblica, pagata con i soldi di tutti", per usare le parole con cui nel 2001 lo stesso Berlusconi ordinava alla Rai di cacciare Biagi, Santoro e Luttazzi. 
Durante il soliloquio, oltre ad attaccare come sempre i magistrati, definiti "toghe rosse" e peggio, ha anche parlato della sentenza sulla vicenda De Benedetti, riuscendo a non parlare mai di cosa era quel processo. E chiaramente senza che quelal caricatura di giornalista lo dicesse o glielo chiedesse. Ha solo detto che il risarcimento è ingiusto e che lui è il danneggiato per aver dovuto ridare a De Benedetti Repubblica, l'Espresso e il resto dei quotidiani locali. In realtà, giusto per rinfrescare la memoria a quell'ultrasettantenne che non ricorda nulla che gli convenga, lui non aveva nessun diritto ad avere niente dell'imperop Mondadori, dato che il diritto era dalla parte di De Benedetti. Tanto è vero che Berlusconi diede i soldi della Fininvest a Cesare Previti affinchè corrompesse il giudice Metta per ottenere una sentenza favorevole (questo ha dimostrato la sentenza di Corte di Cassazione che ha condannato Previti). Inoltre, quando restituì i giornali (a causa di un intervento di Andreotti, che non gradica che il suo rivale Craxi, tramite Berlusconi, controllasse tutta la Tv privata e un bekl pezzp dell'editoria italiana) a De Benedetti, non lo fece certo gratis. Ebbe 330 miliardi di lire. Ed erano lire di 20 anni fa, quando con un milione di lire al mese ci campavi. 
Quindi in che consiste il danno di Berlusconi? Nel fatto di non aver potuto godere i frutti del suo frutto?  Anche questo non è vero, perchè comunque si è tenuto - indebitamente - Panorama, diverse riviste settimanali e mensili e soprattutto la Mondadori, cioè la prima casa editoriale in Italia. Un pacchetto che gli ha permesso, nel corso degli ultimi 20 anni, di incassare fior di milioni, ogni anno. Milioni che non gli spettavano, perchè se non avesse fatto corrompere i giudici a proprio vantaggio, Berlusconi non avrebbe mai avuto nulla, dell'impero Mondadori. 
E in più, come scrissi in questo editoriale subito dopo la sentenza di appello, già un risarcimento di 560 milioni è un regalo che gli è stato fatto dai giudici. L'ennesimo, come sempre avviene nelle sentenze. Un risarcimento giusto per De Benedetti deve essere superiore al miliardo. Oppure 560 milioni, ma in aggiunta alla restituzione di tutto quello che Berlusconi gli rubò 20 anni fa. Ed è una cavolata dire, come fa il Cavaliere: "Hanno fissato un risarcimento che è 5 volte il valore dell'azienda". Perchè lui non ha rubato l'azienda adesso, ma 20 anni fa. Quindi, se proprio vuol fare un paragone, dovrebbe sommare il valore di Mondadori ad ogni 31 dicembre dal 1992 ad oggi e restituire a De Benedetti questa somma, ovviamente rivalutata nel tempo.
Ma chi ha seguito il Tg1, quanto sa di questo che ho descritto finora? Nulla. Perchè sulla Tv pubblica nulla di quanto è vero passa. Non è passato nulla se non le parole di Berlusconi sulla sentenza di risarcimento della Cir; nulla su ciò che è successo durante il processo Ruby (chi ha seguito solo i Tg è convinto che Berlusconi sia stato condannato senza prove per essere andato a prostitute); nulla su ciò che è successo nel processo Mediaset (evasione di 376 milioni, ma in Tv si è parlato di 3 milioni); e così via. E' questo il servizio pubblico che abbiamo? Quando il governo greco ha chiuso la Ert (cioè la Tv pubblica greca), c'è stata una sollevazione popolare, perchè si chiudeva l'unica voce più o meno equilibrata. Ma io comincio seriamente a chiedermi: varrebbe la pena di fare lo stesso in Italia, se chiudesse questo servizio pubblico, che sa solo essere servo di Berlusconi? 

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di Antonio Rispoli
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