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Anche in Basilicata il Movimento 5 Stelle crolla alle elezioni


Anche in Basilicata il Movimento 5 Stelle crolla alle elezioni
20/11/2013, 14:04

Per la terza volta in tre elezioni amministrative che si sono tenute negli ultimi 6 mesi, si è assistito ad un crollo totale dle Movimento 5 Stelle. Questa volta è toccato alla Basilicata dopo il crollo alle amministrative del maggio scorso e quello alle regionali in Trentino (dove M5S si è attestato al 3%). I voti danno il Movimento 5 Stelle sotto il 10%, mentre alle elezioni di febbraio arrivarono quasi al 25%. Poi per carità, i grillini negano la sconfitta, facendo notare che alle ultime elezioni loro non c'erano e quindi i 33 mila voti presi sono 33 mila voti in più (detto per inciso, rispetto alle ultime elezioni regionali sono esattamente i 33 mila voti che mancano al Pdl). Ma rispetto alle elezioni nazionali hanno avuto solo un terzo dei voti. D'altronde è stata la stessa scusa usata giustificare lo sfacelo di maggio scorso e delle regionali in Trentino. Peccato che è facile confrontarsi col nulla, ma molto fuorviante. 
Sarebbe più saggio capire il perchè di questo calo. Ma anche il perchè è evidente: il problema del Movimento 5 Stelle sono gli eletti. Ve li ricordate prima delle elezioni? "Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno". Oppure "scopriremo tutte le magagne che fanno i partiti nelle segrete stanze". E frasi di questo genere. Per carità, sono frasi ad effetto che sono utilissime in campagna elettorale, ma che poi non hanno sostanza. Perchè cosa hanno fatto di concreto i grillini? Per "concreto" intendo al netto di tutte le balle raccontate da Grillo tipo la restituzione dei 42 milioni di rimborso elettorale (M5S non può legalmente incassare quei soldi per mancanza dei requisiti di legge; e se non li può incassare, non li può neanche restituire). Disegni di legge presentati: pochissimi; e la maggior parte viziati da gravi vizi di forma e di contenuto. Come per esempio la legge sul reddito di cittadinanza: idea non sbagliata in assoluto; ma la proposta di legge è molto inferiore alle promesse della campagna elettorale (non 1000 euro al mese, ma 600), è una integrazione al reddito e non un vero e proprio reddito; e soprattutto non è finanziato, se non in maniera illegittima o incostituzionale. E' una legge che ha qualche senso? Non può neanche essere discussa, così com'è, perchè la V Commissione Bilancio (cioè quella che verifica dal punto di vista ragionieristico se una legge ha una copertura finanziaria) la bloccherebbe sul nascere. E non è neanche una novità dal punto di vista concettuale: l'80% della legge è identica a quella che il Pd aveva presentato nel 2010. Solo che allora le coperture erano più serie. 
Può mai continuare a riscuotere successo un partito che quindi presenta il nulla? E che per di più ha fatto l'esatto opposto di ciò che aveva promesso? Infatti M5S ha promesso di lottare contro la casta; ma la prima cosa che hanno fatto è stata di aiutare il "matrimonio" politico tra Letta e Berlusconi, nonchè la rielezione di Napolitano. Due cose che potevano essere evitate con estrema facilità: bastava accettare l'accordo di programma presentato da Bersani e l'elezione di Prodi come Presidente della Repubblica. Immagino la risposta dei grillini: siamo stati coerenti, l'avevamo detto che non ci saremmo accordati con nessuno. A costoro vorrei ricordare un paradosso che si insegna in economia. Immaginiamo che ci siano due persone, che chiameremo Carlo e Giovanni. Carlo riceve 10 mila euro, ma ha un impegno chiarissimo: potrà avere quei soldi solo se li dividerà con Giovanni in maniera che sia soddisfacente per entrambi. Giustizia vorrebbe che Carlo dividesse i soldi esattamente a metà o che, in uno slancio di generosità, desse una parte maggiore a Giovanni. Ma sappiamo benissimo che questo non succederà, non è nelle corde delle persone. Quindi cercherà di prendersene la maggior parte possibile senza scontentare l'altro. Diciamo che quindi Carlo divide i soldi così: 7000 euro a se stesso, 3000 euro a Giovanni. A questo punto la scelta di Giovanni quale sarà? Accetterà una divisione ingiusta oppure rifiuterà e resterà senza un centesimo? Bene, Giovanni nell'esempio che ho fatto è M5S: poteva accettare di stare al governo non da solo ma col Pd; e di eleggere un Presidente della Repubblica che non era il Rodotà che loro volevano imporre, ma comunque era meglio di Napolitano ed era una delle prime scelte (la nona, per essere esatti) della base grillina. Insomma, potevano incassare i 3000 euro. Invece hanno rifiutato. Certo, neanche Carlo (cioè il Pd) ha avuto niente, anche se poi Carlo è riuscito a trovare un accordo con Martino (il Pdl); ma chi si è trovato a bocca asciutta è proprio Giovanni. E gli elettori se ne sono accorti. Per questo hanno poi punito i grillini. non votandoli.
E questo vale anche per le elezioni amministrative di maggio e per le regionali in Trentino. Ora a breve ci sarà un'altra controprova, questa volta a livello nazionale: le elezioni europee. E anche qui sarà interessante vedere il risultato: qualsiasi risultato sotto quello delle elezioni del 2013 significa un arretramento.
Un altro problema è la scarsa copertura che ha offerto Grillo a questo genere di elezioni. Un solo comizio o due non bastano ad attirare le persone. E lo scarsissimo livello dei candidati - ovunque i grillini sono stati eletti, hanno dimostrato di non essere capaci di gestire la res pubblica - unito alle delusioni provenienti dal Parlamento ha fatto il resto, condannando il Movimento 5 Stelle ad essere insignificante, da un punto di vista politico. Insomma, ormai c'è o non c'è, è la stessa cosa. 
Ed è una ben misera fine, se si pensa che il simbolo a 5 stelle era stato pensato come "bollino di qualità", garantito da Grillo stesso, per delle liste civiche (quindi tipicamente locali) che garantissero pulizia al proprio interno e trasparenza. Che poi è quella che manca a Grillo e Casaleggio.  

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di Antonio Rispoli
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