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Anche in Francia, pieni diritti per le persone gay


Anche in Francia, pieni diritti per le persone gay
24/04/2013, 14:50

Anche la Francia ha approvato la legge sul matrimonio gay, diventando il 14esimo Paese ad adottare questo provvedimento. Senza contare che negli Usa sono una decina gli Stati dove vengono regolarmente celebrate. 
Eoppure in Italia non si riesce neanche a discutere di questo argomento. Appena vi si accenna, subito partono due tipi di reazioni. La prima è quella degli integralisti/estremisti cattolici, che cominciano a dire che il matrimonio gay è contro natura, che i gay sono solo dei viziosi o - peggio - dei malati da ricoverare; e così via. La seconda è quella di coloro che invece sostengono (su che basi, non si sa) che i gay non hanno alcun interesse verso il matrimonio e che esso viene fatto perchè esiste una lobby gay che vuole danneggiare il tessuto sociale grazie al matrimonio. 
In realtà, in qualsiasi Paese civile il matrimonio risponde a due semplici esigenze: tutelare davanti alla legge il rapporto esistente tra due persone che si amano e tutelare anche i frutti di quel matrimonio (i figli). Il matrimonio gay non fa nulla di diverso. Il punto è che il matrimonio religioso di norma non contempla il rapporto sessuale, dato che quasi tutte le religioni mostrano una certa intolleranza per l'omosessualità. Possiamo permettere che sia la religione a decidere della nostra vita? 
In fondo, in un Paese laico e con una legislazione decente, si dovrebbero rispettare due semplici norme: vietare ciò che danneggia gli altri; regolamentare ciò che riguarda se stessi.  Poichè il matrimonio appartiene alla seconda fattispecie, va regolato, ma non vietato. E invece oggi in molti Paesi è vietato sposarsi. 
Alcuni, seguendo le teorie di coloro che ipocritamente vogliono negare i diritti ai gay senza dirlo apertamente, sostengono che basti un semplice accordo privato tra i coniugi, per avere gli stessi effetti ottenibili da un matrimonio. Il che è assolutamente falso. Immaginiamo una normale scena: due gay convivono, dopo aver sottoscritto tale contratto, magari davanti ad un notaio. Uno dei due viene arrestato e finisce in galera; il partner vuole andare a trovarlo, per confortarlo, per stare insieme. Così si presenta in carcere... e viene mandato via a calci nel sedere, dato che dal punto di vista legale è un perfetto estraneo e quindi deve passare attraverso una lunga procedura per ottenere dal giudice un permesso. Oppure, pensiamo al caso in cui uno dei due muoia e voglia lasciare i suoi beni al partner. Quindi va dal notaio e fa un testamento in questo senso. Al momento dell'apertura del testamento si presenterebbero la madre, il padre, il fratello, la sorella e tutto il parentado per otterene la cosiddetta "leggittima", che è una parte dei propri beni (che può arrivare al 75%) che non è nelle disponibilità del testatore. E poichè l'accordo tra privati non ha nessun valore rispetto alla legge, ecco che il partner, essendo sempre per la legge un perfetto estraneo, si troverebbe con un pugno di mosche in mano, mentre i parenti (che nove volte su dieci sono persone che hanno allontanato il gay dalla famiglia) si spartirebbero il meglio della torta. 
E' così che devono essere trattate le persone? Negare loro i più elementario diritti? Perchè il matrimonio per i gay significa questo: poter lasciare i propri beni al partner, poterlo assistere se è malato, potergli stare vicino se dovesse avere problemi con la giustizia. Tutte cose che sono normali in una coppia eterosessuale, ma che sono proibite in una coppia gay. Allora, perchè non fare una legge che consenta ai gay di avere gli stessi diritti degli eterosessuali? Non di più, ma gli stessi. Poi è chiaro: chi vuole usarlo, lo farà; chi non vuole, resterà insieme al partner convivendo. Ed è questo il fulcro: la scelta. Ciascuno di noi deve avere la possibilità di scelta. Per il matrimonio, ognuno può scegliere se sposarsi o no. Cosa c'è di male nel concedere questa scelta anche ai gay? La risposta spesso è: ma loro non possono avere figli, non sarebbe un vero matrimonio. Va bene, allora. Non chiamiamolo matrimonio, chiamiamolo "piripacchio"; basta che le tutele legali siano le stesse di un matrimonio. E a quel punto si avrà la stessa situazione di una coppia sterile. Semplice, no? 
Come si vede, tutte le obiezioni che vengono normalmente opposte sono solo infantili ed omofobe scuse. La verità è molto più semplice: non si vuole. Si deve mantenere - per motivi sociali, politici, religiosi o altro - attivo l'odio contro i gay, l'omofobia. E quindi si nega ad un decimo della popolazione il diritto che è cocnesso agli altri nove decimi. 

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di Antonio Rispoli
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