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Arrestato custode di Auschwitz. E i nazisti di oggi?


Arrestato custode di Auschwitz. E i nazisti di oggi?
07/05/2013, 14:25

Ieri è stata diffusa la notizia dell'arresto di Hans Lipschis, accusato di essere uno dei soldati tedeschi che, tra il 1941 e il 1945, lavorò ad Auschwitz, nel campo di concentramento. Chiaramente non ho nessuna prova per dire se l'arrestato sia o non sia lui; ma innanzitutto mi pongo una domanda: che senso ha arrestare un ultranovantenne? Per carità, se dicono che lui ha di queste responsabilità, sicuramente sarà vero. Ma a più di 90 anni, che risorse credete che abbia per scappare o per ammazzare qualcuno? 
In realtà, questo è accanimento puro e semplice. Non perchè non siano da condannare certi episodi della storia, ma perchè siamo fuori dal contesto storico. A che serve prendersela con un soldato semplice, quale era Lipschis? Forse che poteva rifiutarsi di obbedire agli ordini? Anzi, probabilmente a suo tempo fu contento di non essere mandato sul fronte russo, dove gli scontri portarono alla morte di milioni di soldati. Stare nelle retrovie, avrebbe garantito di sopravvivere più a lungo. 
Nel processo di Norimberga si stabilì un principio interessante: il soldato che ubbidisce agli ordini è comunque responsabile di ciò che fa. In base a questo principio, migliaia di ex soldati tedeschi sono stati tenuti prigionieri per anni e per decenni. Ma è un principio che è nato al processo di Norimberga e finito 30 secondi dopo. Infatti non mi pare di aver mai visto soldati statunitensi giustiziati per le atrocità commesse in Corea, Vietnam, e via via elencando fino alle attuali invasioni in Iraq ed Afghanistan e agli attacchi condotti in Libia e Siria. Nè mi è mai capitato di vedere sul banco degli accusati soldati e politici israeliani per la lenta ma continua campagna di sterminio ai danni dei palestinesi che stanno portando avanti dal 1967. Per non parlare dei russi per l'AFghanistan e la Cecenia o dei cinesi per il Tibet e così via. Insomma, il soldato semplice tedesco durante la seconda guerra mondiale è colpevole ipso facto di ogni reato al mondo; poi i soldati occidentali stuprano donne e bambine ma nessuno muove un dito contro di loro. 
Ed è questo il punto fondamentale. Si parla tanto del nazismo, delle persecuzioni degli ebrei, ecc.; ma lo si fa in maniera sbagliata. Bisogna contestualizzare la situazione, capire i perchè. Cioè è sbagliato pensare che una mattina 80 milioni di tedeschi si svegliano e decidono di perseguitare gli ebrei. In realtà, quello fu solo l'esito di una situazione iniziata quando Adolf Hitler era solo un ragazzino che andava alle elementari. Fu all'inizio del '900 che si diffuse una idelogia che esaltava il nazionalismo tedesco, e che venne abbondantemente sfruttata per convincere i tedeschi ad accettare i dolori della Prima Guerra Mondiale. Quando la guerra finì, per i tedeschi fu una fine - in un certo senso - "strana". Non ci fu una sconfitta militare devastante, ma un lento dissanguamento dovuto al blocco inglese che impediva di far giungere ai tedeschi le derrate alimentari. Insomma, la Germania perse per fame. Ma proprio questo, unito al fatto che i ministri dell'Imperatore Guglielmo II lo costrinsero alle dimissioni, fece sì che i tedeschi vivessero la resa della Germania come un episodio di profonda ingiustizia. Ingiustizia che divenne rabbia (per nulla repressa) quando la Francia impose alla Germania delle clausole di resa veramente vessatorie, trattandola come se fosse stata invece sconfitta. Una rabbia che si accrebbe man mano che da una parte il governo stampava denaro in quantità sempre maggiore, scatenando una iper-inflazione che impoverì la gente; mentre dall'altra parte le rivolte venivano soffocate nel sangue. In questa situazione, i nazisti ebbero buon gioco nell'indicare un bersaglio su cui scaricare la rabbia della gente; e quel bersaglio furono gli ebrei. Cosa facilitata dal fatto che diversi grossi industriali e banchieri erano ebrei; e su di loro venne scaricata la colpa della resa dei tedeschi. 
Ma i nazisti non sono stati solo i tedeschi. Chiunque mostri odio verso il prossimo per il colore della pelle, per la religione o per il suo status è un nazista. E sta ad un passo dall'uso della violenza. E ci sono Paesi che usano la violenza come normale metodo di azione: Stati Uniti, Israele, Russia, ecc. Ma alcuni combinano le due cose, come Israele: da quando è nato ha usato sempre e solo la violenza, per "trattare" con i propri vicini. E da quando nel 1967 scatenò la Guerra dei Sei Giorni, conquistando vaste estensioni della Siria, della Giordania e dell'Egitto, ha cominciato lo sterminio dei palestinesi, per rubare le loro terre. Una parte di loro (circa un milione e mezzo di donne, bambini pochi uomini e pochissimi anziani) sono rinchiusi in una immensa prigione a cielo aperto che è Gaza: circa 300 Km quadrati chiusi da un muro, le cui entrate sono vigilate dai soldati israeliani che impediscono il passaggio di cibo, acqua, medicine e quant'altro e sparano proiettili esplosivi su chiunque si avvicini a meno di un chilometro dal muro. Qual è la differenza, rispetto a quello che facevano i nazisti?

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di Antonio Rispoli
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