Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Astir: Gabriele indagato, intervengano Romano e Caldoro


.

Astir: Gabriele indagato, intervengano Romano e Caldoro
14/09/2012, 11:28

NAPOLI – Continuano le peripezie giudiziarie dell’ex super assessore regionale Corrado Gabriele, delfino dell’ex re di Napoli Antonio Bassolino e ideatore astuto del famigerato progetto ‘Isola’ che ha "ingannato un’intera generazione di disoccupati". Siccome questi presupposti non bastavano ad un curriculum di tutto rispetto, compresa la condanna a 4 anni per abusi sessuali sulle figliastre e l’interdizione per un lustro dai pubblici uffici, Gabriele torna all’attenzione dei media per un nuovo filone d’inchiesta dove l’ex assessore figura tra gli indagati sulla questione delle assunzioni illegittime all’Astir, l’azienda partecipata della regione Campania che si occupa di bonifiche. Il reato ipotizzato: abuso d’ufficio in concorso. Il problema riguarda il patto di stabilità interno risalente al 2009 che prevedeva l’assunzione di 38 persone con contratti full time e part time. Gabriele, come rappresentante dell’amministrazione regionale, in concorso  con alcuni membri del collegio sindacale dell’Astir, secondo quanto emerge dall’inchiesta del PM Giancarlo Novelli, avrebbe violato i suoi precisi doveri di vigilanza sulla gestione anche contabile dell’azienda partecipata. A far emergere l’ “affaire” come è stato definito dalla carta stampata, l’attuale assessore regionale, Marcello Taglialatela. L’assessore all’urbanistica della Giunta Caldoro punta il dito proprio contro l’ex assessore al lavoro definendolo come “il maggiore beneficiario delle assunzioni all’Astir”. Infatti la circostanza maturò proprio nell’ “ambito della campagna elettorale”, come precisa Taglialatela nell’esposto presentato ai giudici. Intanto in questi ultimi giorni i lavoratori dell’Astir, senza stipendio da 6 mesi, sono tornati in piazza con energiche proteste che stanno gettando nello scompiglio non solo la città ma anche la stessa amministrazione regionale costretta a confrontarsi con le mancanze endemiche della passata gestione. A questa situazione di denuncia istituzionale da una parte e di energiche proteste di piazza dall’altra, Gabriele risponde annunciando querele, circostanza smorzata poi dall’arrivo di questo ulteriore filone d’inchiesta sulle assunzioni illegittime. Ennesima picconata ad un impero costruito sulla clientela che ha trasformato la politica in un mercimonio indiscriminato. A questo punto noi della Julie ci chiediamo: che fine ha fatto il codice etico? Questi rappresentanti dell’istituzione regionale devo continuare a svolgere il loro incarico? E’ quantomeno doveroso nei confronti di oltre 5 milioni di campani e di fronte all’opinione pubblica nazionale che facciano sentire la propria voce il presidente del Consiglio regionale Paolo Romano ed il governatore Stefano Caldoro, garanti non solo dello svolgimento attivo e proposito dei loro personali incarichi, ma responsabili della legalità e della democrazia reale e non apparente degli indirizzi e delle scelte che il parlamento regionale compie, nella sua autonomia, ma soprattutto nel pieno rispetto del proprio mandato.

Commenta Stampa
di Rosario Lavorgna
Riproduzione riservata ©