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Baudo e l'Anpi, l'inutile querelle sulla bomba di via Rasella


Prima pagina dell'Unità (in versione clandestina) sull'eccidio delle Fosse Ardeatine
Prima pagina dell'Unità (in versione clandestina) sull'eccidio delle Fosse Ardeatine
12/07/2013, 17:59

E' scoppiata una querelle tra Pippo Baudo e l'Anpi, dopo la puntata del programma "Il Viaggio", andata in onda sulla Rai l'8 luglio scorso. In essa si era parlato dell'attentato di via Rasella, la bomba che il 23 marzo del 1944 uccise 32 soldati tedeschi. La bomba venne piazzata dai partigiani e fu la causa dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, in cui vennero uccise 10 persone per ogni soldato tedesco ucciso (anche se per un errore vennero prese 5 persone in più, portando il totale a 335, dato che tra i morti venne conteggiato anche un soldato gravemente ferito). 
Ora, già l'idea di mettere uno come Pippo Baudo a discutere di argomenti storici è discutibile. Meglio portarlo a presentare canzoni, è quello il suo ruolo. Ma non è che quelli dell'Anpi siano più affidabili: sia per la loro ideologia comunista, sia per altri motivi, tendono a distorcere i fatti per dimostrare che loro sono sempre i buoni e i tedeschi erano sempre i cattivi. Perciò inquadriamo la vicenda dal punto di vista storico.
 In quel momento l'Italia aveva già lasciato l'alleanza con i tedeschi. Le truppe alleate, dopo la conquista della Sicilia e del sud dell'Italia si erano bloccate davanti a Cassino, fermate da una resistenza irriducibile dei soldati tedeschi. C'era stato a gennaio lo sbarco di Anzio, ma le truppe alleate non riuscivano a muoversi dalla zona costiera, inchiodati lì dai cannoni tedeschi che gli aerei alleati non riuscivano a colpire. Una resistenza che però - lo sapevano tutti - non poteva durare per sempre: gli approvviggionamenti di munizioni e carburante dei tedeschi erano sempre minori, mentre gli alleati nuotavano nell'abbondanza. Roma in quel momento era il quartier generale dei tedeschi in Italia. I partigiani colpivano spesso tanto i tedeschi, tanto gli italiani accusati di essere collaborazionisti (e anche qualunque altro italiano fosse finito nel mezzo di un loro attacco; da questo punto di vista, non andavano per il sottile). 
Ma i tedeschi non stavano a guardare: le SS guidate da Kappler avevano attaccato a più riprese i gruppi partigiani. 
In questa situazione, i GAP (Gruppi di Azione Patriottica) decisero per l'attentato: misero una bomba in via Rasella, via stretta (che quindi favoriva il raggruppamento delle persone) dove verso le 14 passava un reparto di Polizia Militare delle SS, il Reggimento Bozen, formato per lo più da cittadini italiani di lingua tedesca, provenienti da Bolzano, Trento e Belluno. La definizione che ho appena usato è stata considerata non esatta dalla Cassazione dato che i soldati dovevano essere per forza altoatesini che avevanmo preso la cittadinanza tedesca; ma non intendo avventurarmi in una spiegazione basata su convinzioni e preconcetti e non su dati. 
Il 23 marzo la bomba esplose. In conseguenza di quella strage, Hitler diede come primo ordine quello di distruggere due quartieri di Roma (con tutti gli abitanti), con bombardamenti da terra e dal cielo; Kappler e Priebke si rifiutarono di commettere una strage del genere e convinsero il dittatore tedesco ad "accontentarsi" di una rappresaglia di 10 ostaggi contro ogni soldato ucciso. E fu appunto la strage delle Fosse Ardeatine. 
Perchè inutile querelle? Perchè se si esaminano le tesi avanzate dai sostenitori e dai detrattori su questa vicenda, si ha il tutto e contrario di tutto. Aggravato il tutto dalle sentenze della Corte di Cassazione nei vari processi, sentenze che sono dei paletti invalicabili nel parlare della questione; ma che allo stesso tempo hanno la stessa valenza storica di una chiacchierata con l'amico al bar, dato che le sentenze sono scritte da esperti di diritto, non di storia. Per cui, certo, magari nella trasmissione si sono fatti errori banali (come chiamare i "gruppi di azione partigiani" col nome di "gruppi armati proletari", che invece è una definizione legata alle Brigate Rosse degli anni '70 e '80); e ci sono state altre opinioni discutibili. Ma sono discutibili solo rispetto alle sentenza della Cassazione. Perchè a questo punto resta la domanda: se è legittima la bomba piazzata dai partigiani italiani a via Rasella, come stabilito dalla Cassazione, perchè non lo sono le bombe piazzate dai partigiani afgani contro i soldati italiani (e non solo)? In entrambi i casi abbiamo una bomba usata contro soldati di un esercito invasore. E se l'eccidio delle Fosse ardeatine è stato un atto di violenza gratuito, come stabilito dalla Cassazione, perchè gli oltre 2000 civili uccisi in Afghanistan (per non parlare di quelli uccisi in Iraq) non hanno mai visto alcun soldato processato? 
In realtà questo è uno dei punti fissi delle guerre "asimmetriche", come vengono chiamate oggi, cioè quelle dove un esercito regolare deve confrontarsi con la resistenza partigiana (comunque venga chiamata dalla propaganda politica dei vari Paesi). I partigiani non possono mai agire come un esercito, cioè scontrarsi in campo aperto con i nemici. Non sono mai armati ed addestrati in maniera valida e quindi sarebbero spazzati via. Quindi devono agire su due fattori: logoramento e propaganda. Il logoramento è quello inferto ai nemici: l'omicidio mirato, la bomba, l'assalto al punto sensibile, ecc. Tutte cose che servono a far sentire il nemico meno sicuro. La propaganda invece è un insieme più complesso, che si compone di varie fasi, non in  sequenza, ma che avvengono contemporaneamente. Da una parte è una propaganda in cui si incita la popolazione ad ostacolare i nemici, sabotando la produzione e cose del genere. Dall'altra è intesa a dimostrare di essere forti, in modo da attirare nuove reclute. La terza parte è la più crudele, ma negarla è da stupidi: si fanno spesso attentati inutili di per sè, ma finalizzati ad ottenere dall'esercito dominante una reazione violenta ed indiscriminata sui civili. Questo causa una forte reazione di odio nella popolazione contro l'esercito dominante e crea un terreno favorevole ai partigiani. La bomba di via Rasella rientra perfettamente sie nel secondo che nel terzo caso: l'uccisione dei soldati è un segnale per dire: "Noi partigiani siamo forti"; la forte reazione dei soldati tedeschi crea o incentiva un forte sentimento d'odio nella popolazione. 
Purtroppo è impossibile fare simili ragionamenti in una discussione aperta e pubblica. Il forte sentimento antinazista spinge a mettere insieme cioè che non sta insieme. Facciamo un esempio, per spiegarmi. La Corte di Cassazione ha deciso che l'attentato era legittimo e che la rappresaglia no. Adesso immaginiamo i palestinesi che mettano una bomba in Israele e uccidono 32 soldati e gli israeliani fanno una rappresaglia, uccidendo 335 civili palestinesi. CHe succederebbe? CHe in Tv tutti direbbero peste e corna dei palestinesi, mentre la rappresaglia finirebbe sotto silenzio. Eppure sto descrivendo uno stesso episodio. E non è immaginifico: nel 2006 gli israeliani attaccarono il Libano, uccidendo centinaia di civili e pretendendo una fascia di terra larga oltre 200 Km e profonda 30 come rappresaglia per il rapimento di un soldato e l'uccisione di altri 5. E mai nessuno ha criticato Israele per quella aggression e nel nostro Paese. 
Parimenti piene di odio polityico antinazista sono le sentenze della Cassazione sulla strage di via Rasella e l'eccidio delle Fosse Ardeatine, basta leggere le motivazioni. Poi è chiarto che i partigiani (che sono gli unici a parlare) e i loro discendenti abbiano sempre detto che loro erano i buoni e i tredeschi erano i cattivi. Vero o no che fosse, che altro potevano e possono dire? Per di più hanno anche le sentenze della Cassazione a cui appoggiarsi, quindi cosa pretendere di più? Per non parlare di testimonianze molto "accomodanti" come quelle rese dai tedeschi prigionieri di guerra che, interrogati dopo il 1945, per molti anni hanno sempre rilasciato dichiarazioni false ma che accontentavano coloro che interrogavano.   

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di Antonio Rispoli
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