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Berlusconi è partito con la sua campagna elettorale anti-Monti


Berlusconi è partito con la sua campagna elettorale anti-Monti
19/09/2012, 13:46

E' partita ufficialmente la campagna elettorale di Silvio Berlusconi per le elezioni politiche del 2013. Oh, certo, continuano gli schermi per gli sciocchi, del tipo: "Non si sa se si candiderà". Ma in realtà non può non candidarsi: il Pdl non esiste, è Silvio Berlusconi. E lui è troppo paranoico per affidare il ruolo di Presidente del Consiglio ad un'altra persona, fosse anche il servo più fidato. 
Quindi, è iniziata la campagna elettorale. E, come sempre, Berlusconi parla in casa, in un ambiente formato da persone che gli sono a favore. Nel caso specifico, i lettori del Giornale che hanno pagato per una crociera. Cioè persone benestanti (altrimenti non avrebbero avuto i soldi per pagarsi il biglietto) e che si sono fatte fare il lavaggio del cervello dalla propaganda politica pro-Cavaliere fatta dal quotidiano diretto da Alessandro Sallusti. E qual è stato il leit motiv del suo discorso? CHe Monti, appoggiato dalla sinistra sta mettendo tasse su tasse contro i cittadini e quando verrà eletto lui toglierà le tasse, a cominciare dall'Imu. 
Naturalmente nessuno - nè in quel momento, nè il giorno dopo sui giornali -  si è sognato di notare che queste tasse sono state approvate anche dal Pdl, oltre che dal Pd e dall'Udc. Nessuno gli ha fatto notare che Monti ha fatto le stessissime identiche cose fatte dal governo Berlusconi: taglio delle pensioni (con esclusione di quelle dei parlamentari e di quelle d'oro che non sono state toccate); aumento dell'accise sulla benzina; aumento dell'Iva, taglio delle risorse per la scuola e la sanità pubblica; incentivi alla sanità e alla scuola privata (se no il Vaticano come campa?); e così via. Per quanto riguarda l'IMU, è la tassa che Pdl e Lega stavano per mettere. L'unica differenza è che la Lega voleva andasse ai Comuni mentre Monti ne ha fatto una tassa che va prevalentemente allo Stato. Ma cambia poco. 
E soprattutto nessuno gli ha fatto notare che se siamo in questa situazione di crisi, la responsabilità è proprio di Silvio Berlusconi. Infatti, giusto per ricordarlo agli smemorati (cioè al 99% della popolazione italiana), il governo Prodi e poi quelli di D'Alema e Amato avevano ridotto sia il deficit, di circa 80 miliardi di euro, sia il rapporto debito pubblico/pil, dal 121 al 105%. Inoltre il Pil cresceva del 3% all'anno ed eravamo uno dei primi Paesi in Europa. Poi nel 2001 viene elletto Berlusconi e comincia ad aumentare le tasse e a smantellare il welfare. Il risultato: dopo 5 anni il debito pubblico è stato riportato al 108% del Pil, mentre in 5 anni al crescita è stata zero, con in mezzo anche la recessione (solo per noi, ovviamente, non per gli altri Paesi europei. E nel 2005 scatta - sempre solo per noi - la procedura di infrazione per deficit eccessivo, che ormai è vicino al 4% e nel 2006 arriva oltre il 6%, cioè oltre 100 miliardi di euro. E questo nonostante alcuni trucchi ignobili, come nella finanziaria 2005. Infatti, sicuri di perdere le elezioni, Berlusconi e la sua compagine posticipano una marea di spese alla seconda metà del 2006, in modo da non metterle nella finanziaria. Ecco che quindi si finanziano le Ferrovie e l'Anas solo fino al 30 giugno. In questo maniera il governo Prodi aveva due alternative: o appena eletto mettere le mani nei bilanci e trovare quei 7 miliardi necessari a finanziare i due enti per il secondo semestre; oppure non farlo e lasciare i treni fermi e le strade piene di buche per mancanza di soldi. 
Nonostante questo il governo Prodi non solo riesce a superare questo ostacolo, non solo riesce a far cancellare la procedura di infrazione per deficit eccessivo (cosa che ci ha risparmiato una multa che poteva andare dai 7 ai 40 miliardi all'anno) ma ha anche abbassato il deficit di altri 80 miliardi circa, fino a raggiungere i 20 miliardi nel marzo 2008. Trovando anche le risorse per una serie di misure: riduzione del cuneo fiscale, cioè delle tasse che lavoratore ed impresa pagano sulla busta paga; aumentò le pensioni minime, introdusse la quattordicesima, dette un bonus di 800 euro alle pensioni sotto i 1000 euro. Considerando le scarse risorse a disposizione, il risultato era buono. Poi nel 2008 venne eletto nuovamente Berlusconi e la ripresa della distruzione dei conti pubblici è stata avviata: il debito pubblico è schizzato alle stelle, superando a fine 2011 il 120% del Pil e con un deficit che è schizzato fino a raggiungere gli 80 miliardi di euro. 
Oh, certo, si dirà: "Ma c'è la crisi". Vero. Ma se il governo Berlusconi tra il 2001 e il 2006 non avesse sfasciato i conti pubblici, noi l'avremmo affrontata con un avanzo di bilancio e un deficit di parecchio sotto il 100% del Pil. E se il governo Berlusconi non avesse deciso di spendere soldi pubblici a valanga sia per le varie cricche (tipo Anemone, quello che ha regalato una casa da 900 mila euro a CLaudio Scajola "all'insaputa" di quest'ultimo) sia per operazioni come quella di Alitalia, avremmo avuto una ulteriore riserva da usare. 
 La realtà è che gran parte delle responsabilità dei pessimi conti pubblici che abbiamo è di Berlusconi. Non tanto nella crescita del debito pubblico (causata essenzialmente dagli sperperi effettuati dai governi dal 1983 al 1992 - Craxi, Andreotti, Goria, ecc. ecc. - quando il debito pubblico passò dal 73% del Pil ad oltre il 100%) quanto nell'aver interrotto l'opera di risanamento bruciando tutti i sacrifici imposti agli italiani il oltre un decennio. 
Ma questo per gli italiani non è vero. Basta parlare con la gente o guardare su Internet per vedere le idiozie più assurde che vengono raccontate. ANche perchè il Pdl ha distribuito molte false esche a cui la gente crede facilmente. QUante volte abbiamo sentito esponenti del Pdl dire che la colpa è del fatto che non c'è la sovranità monetaria o che la BCE deve avere il potere di fare da prestatore di ultima istanza? E allora ecco centinaia di persone che condividono queste teorie su Internet. Oppure che la colpa è del fatto che il cambio lira-euro ci era sfavorevole? Ed ecco che su Internet si moltiplicano a centinaia i link - ovviamente condivisi a manetta - che dicono che la colpa della crisi è di Prodi. E così via. Ed in effetti è questa la cosa più preoccupante. Non tanto il non condividere questa analisi, cosa normalissima, dato che le opinioni possono differire. Ma il fatto che molti non ricordano quello che è successo. Ci sono tantissime persone che si sono dimenticati i disastri combionati dal governo Berlusconi in passato e che sono pronti a rivotarlo. Con queste premesse, quante possibilità ci sono di cavarcela, dopo le prossime elezioni? Più o meno nessuna. 

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di Antonio Rispoli
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