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Berlusconi e il Ruby-ter: ovvia conseguenza di un crimine


Berlusconi e il Ruby-ter: ovvia conseguenza di un crimine
24/01/2014, 18:17

La Procura di Milano ha annunciato giovedì l'iscrizione nel registro degli indagati di 45 persone: Silvio Berlusconi, i suoi legali Niccolò Ghedini e Piero Longo, e più o meno tutti i testimoni portati dai difensori di Berlusconi, Mora, Fede e Minetti nei due processi denominati Ruby e Ruby-bis. Si tratta del processo che ha visto Berlusconi condannato a 7 anni per concussione e prostituzione minorile e del processo che ha visto gli altri tre condannati a pene tra i 5 e i 7 anni per sfruttamento della prostituzione anche minorile. Le accuse sono di corruzione in atti giudiziari per Berlusconi e i suoi avvocati, mentre gli altri dovrebbero essere indagati solo per falsa testimonianza (reato punito comunque con una condanna fino a 6 anni di reclusione). 
Si tratta di una ovvia conseguenza, come ha detto la Procura "un atto dovuto": le due sentenze contenevano la trasmissione degli atti alla Procura perchè indagasse per questi reati; e non si può indagare senza iscrivere le persone nel registro degli indagati. Quindi fin qua siamo nella burocrazia. In teoria, potrebbe anche uscire un gigantesco nulla di fatto con 45 archiviazioni.
Ma chi si ricorda le dichiarazioni rese ai Pm e le dichiarazioni rese in aula, oltre alle intercettazioni telefoniche, sa che ben difficilmente sarà così. C'è da spiegare come si conciliano le dichiarazioni sulle "cene eleganti" di cui parlano le ragazze con le intercettazioni telefoniche in cui parlano del "culo flaccido" di Berlusconi, per esempio. Da quando nelle cene eleganti si va in giro col culo da fuori? Inoltre come spiegare l'invito a "cene eleganti" con le buste da 10 mila che le ragazze ricevevano? O con le intercettazioni in cui dicevano di volere di più perchè non era facile andare a letto con Berlusconi? O ancora quella in cui la Minetti "briffava" una delle ragazze al suo primo invito e le raccomandava come vestirsi e cosa fare? Più tutto il resto che è inutile elencare, basta andare a rileggere le cronache dei giornali nei giorni del processo.
Per cui diventano ridicoli certi titoli come quello di oggi del Giornale: "Presi 44 ostaggi" (sottintentendo che l'intenzione dei Pm è di colpire il Cavaliere e gli altri ci sono finiti in mezzo). Non sono ostaggi, sono persone che sono sospettate di aver commesso un reato grave. Perchè è da considerarsi grave un reato come la falsa testimonianza, che prevede da 2 a 6 anni di reclusione. E se l'hanno commesso, sono complici, quindi è giusto che vadano condannati. Perchè se la ricostruzione fatta dai Pm è corretta (e in base a quanto si sa lo è, indipendentemente dai risultati di un futuro processo), noi abbiamo tre persone - Berlusconi, Ghedini e Longo - che hanno creato una storia che potesse giustificare la concussione e la prostituzione minorile di cui Berlusconi è stato "utilizzatore finale", per usare le parole di Ghedini, e di cui Fede, Minetti e Lele Mora sono stati i procacciatori di ragazze giovani e carine. 
Ancora più ridicolo è il titolo di Libero di stamane: "Il Cavaliere rischia 32 anni di galera". In realtà, la pena non arriverebbe a 10 anni, ammesso che i giudici vogliano calcare la mano. Infatti la corruzione in atti giudiziari è punita con una sanzione da 3 ad 8 anni di reclusione. Trattandosi di tanti fatti insieme, si applica il principio della continuazione: pena piena per il reato considerato più grave e poi una pena ridotta per tutti gli altri. Per un caso del genere, una pena media può essere di 5 anni di reclusione per il reato più grave e altri 5 anni per tutti gli altri 40 casi in questione, e sarebbe finita lì. 
Anche se bisognerebbe capire una cosa, dopo tanti anni: che Berlusconi ama troppo violare la legge. Come disse una volta Marco Travaglio, "è seriale il ragazzo". Basta pensare alla genesi di questa vicenda: lui va a prostitute, compresa una ragazza minorenne. Quando la ragazza minorenne viene arrestata, chiama la Polizia per farla liberare e commette il reato di concussione. Quando Ruby racconta alla Polizia prima e ai magistrati poi dei bunga bunga ad Arcore, chiama i suoi avvocati e convince i suoi testimoni a raccontare il falso... insomma, commesso un reato, commette gli altri per nascondere il primo. La stessa cosa in passato: dirigenti Fininvest pagano tangenti alla Guardia di Finanza affinchè non facciano verifiche su Tele+ (processo in cui Berlusconi è stato assolto grazie alle false dichiarazioni di David Mills); per coprirsi, Mills viene convinto in cambio di 640 mila dollari a raccontare il falso ai magistrati. Insomma, ogni fatto crea la base per un reato successivo. Poi per carità, magari Berlusconi riuscirà a farsi altre leggi ad personam per bloccare o cancellare i processi, come ha sempre fatto in passato; oppure magari le farà scrivere a Renzi e al Pd che sono suoi complici. Questo non lo posso sapere, è nelle nebbie del futuro. Quello che so è che anche questa volta, a dispetto di quello che dirà Berlusconi e ripeteranno i suoi sgherri, l'azione della magistratura non è viziata da un odio politico ma dal fatto che Berlusconi è uno che ama delinquere. 
Mi viene in mente una battuta di uno spettacolo di Daniele Luttazzi. Parlando di Stefania Craxi e di come lei sovverta abitualmente i fatti per giustificare i reati commessi dal padre, riportò una frase della Craxi: "Bisogna fare in modo che quanto accaduto non si ripeta". Il commento di Luttazzi: "Beh, è semplice, basta non rubare". Ed è quello il concetto, basta non violare la legge, che non c'è niente da temere dalla magistratura. 

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di Antonio Rispoli
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