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Berlusconi e le donne: il problema è la reazione del pubblico


Berlusconi e le donne: il problema è la reazione del pubblico
11/02/2013, 14:08

Ieri si è assistita all'ennesima, vergognosa scena che da oltre un decennio macchia la politica italiana. Il video è passato su tutte le TV: c'è Silvio Berlusconi che fa battute sconce e allusive ("Lei viene? Quante volte?") ad una impiegata della ditta presso cui è andato a fare campagna elòettorale. La donna è visibilmente nervosa e imbarazzata, cerca di rispondere seriamente, mentre l'ex premier continua con il suo atteggiamento maleducato. 
Ma è stato molto significativop il comportamento degli altri, dei presenti alla scena. Nessuno di loro ha preso le difese della ragazza, si sono limitati a farsi una risata. SI tratta di un comportamento che pochi hanno notato e ancor di meno hanno stigmatizzato. Ma in quel comportamento c'è tutto il peggio dell'Italia e - tutto sommato - perchè l'Italia vota Berlusconi. 
Innanzitutto c'è il disprezzo verso le donne: lei viene umiliata, ma nessuno muove un dito per difenderla. Perchè? Perchè è una donna, quindi può essere umiliata. Si tratta di quello stesso sentimento che sta alla base di quello che molti - usando un termine semanticamente orrendo - chiamano femminicidio. Il concetto di una donna da usare per il proprio divertimento; ed è un comportamento al quale lei si deve stare. Se non si sta, se si ribella, se vuole far ricordare di essere una persona e non un oggetto, scatta la reazione violenta: botte e magari una coltellata o un colpo di pistola per uccidere la persona. 
Poi c'è il discorso della subalternità: lei è una subalterna, i suoi capi sono uomini. Quindi quando il capo (che in questo caso è Berlusconi, dato che ai dirigenti della società conviene tenerselo buono per ogni evenienza) fa apprezzamenti volgari e offensivi, la subalterna se li deve tenere, non importa quantop imbarazzata ed umiliata ella sia. E nelle immagini si vede: non guarda Berlusconi, guarda verso le prime file dei dirigenti, da una parte a chiedere aiuto; dall'altra a cercare un qualche sostegno che non arriva. Anche qui è un comportamento che purtroppo si ripete fin troppo spesso, sia nella variante dirigente maschio-subalterna donna, sia nella variante dirigente femmina-subalterno maschio; sia nella variante "soft" del ricatto implicito (accetta o subirai conseguenze sul lavoro) o dell'accettazione da parte del subalterno o della subalterna (Io ci sto, ma tu mi paghi) sia nella variante più dura dello stupro sul luogo di lavoro. 
Tutti comportamenti che sono tipici del retaggio maschilista e sciovinista di una certa Italia. Ma sono anche comportamenti che nel tempo sono diventati di uso comune prima attraverso i film erotici degli anni '70 e '80 (quelli oggi conosciuti come "commedia sexy") sia attraverso l'uso sempre più disinvolto delle ragazze in Tv solo dal punto di vista dell'aspetto. Da Drive In degli anni '80 (con personaggi come Lory Del Santo, le Bombers ed altre ragazze la cui presenza era lo stacco tra unop sketch e l'altro) fino alle veline e similari presenti in tutti gli show che oggi si vedono. Sono tutti esempi dove la donna ha un ruolo praticamente nullo, se si esclude il "dovere" di mostrare generosamente lil proprio corpo. Insomma, essere quella donna oggetto che spesso è nella fantasia sessuale maschile, ma che non si trova nella realtà.
Tornando alla vicenda, come si è visto, il problema non è stato il comportamento di Berlusconi: l'individuo è quello e non ci può aspettare altro; ma il compoprtamento del pubblico. Oppure, usando una celebre frase: "Io non me la prendo con te che fischi; ce l'ho col tuo vicino che non ti butta di sotto"

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di Antonio Rispoli
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