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Lo ammette lui stesso a Milan Channel

Berlusconi smantella il Milan, non gli serve più


Berlusconi smantella il Milan, non gli serve più
31/07/2012, 14:16

Ancora una volta, gli italiani hanno visto chi è SIlvio Berlusconi. Anche se adesso la cosa riguarda esclusivamente i tifosi del Milan. Infatti, dopo le cessioni di Ibrahimovic e di Thiago Silva per cifre stellari, molti tifosi hanno protestato, perchè la squadra non è più competitiva. E la risposta è arrivata oggi su Milan Channel, con una lunga intervista che si può sintetizzare così: egregi tifosi, scordatevi le campagne acquisti faraoniche del passato; ora si va al risparmio. Poi la pillola è stata addolcita, dicendo che questa è la stessa strada che ha seguito il Barcellona ed è la strada che il Milan prenderà d'ora in avanti. 
Naturalmente si è ben guardato dal dire che quella che possiamo definire come "polisportiva Barcellona" (cioè l'insieme delle squadre che vanno dai bambini di 5-6 anni fino alle squadre professionistiche, non solo per il calcio, ma anche per il basket e per altri sport) ha origini lontane nel tempo: negli anni '80 era già una fortissima realtà, come lo era il Real Madrid. QUanti decenni dovranno aspettare i tifosi del Milan, prima di creare qualcosa che anche lontanamente somigli a quel sistema? 
Ma come sempre, si tratta solo di una mezogna. Come ogni volta che Berlusconi apre bocca, bisogna leggere tra le righe per capire cosa c'è dietro. E in questo caso dietro c'è - ma guarda che strano - l'interesse per le aziende televisive. Spieghiamo perchè.
La discesa in campo di Berlusconi non è una iniziativa sua. Ci è stato portato passo dopo passo, partendo dagli anni '70, quando entrò nella P2. Uno dei passi - che probabilmente gli venne consigliato dallo stesso Gelli - fu quello di farsi conoscere al grande pubblico vincendo come proprietario di una squadra di calcio. E così comprò il Milan, allora abbastanza in disarmo, e cominciò una serie di acquisti faraonici, giocatori, allenatori (se vogliamo credere alle voci non confermate, anche le squadre avversarie, dato che c'è chi dice che comprò lo scudetto del Napoli di Maradona e l'anno successivo in Coppa dei Campioni fece lo stesso per finale e semifinale), ecc. Destò scalpore, all'epoca, l'acquisto dell'argentino Daniel Borghi, comprato a peso d'oro che non giocò quasi mai nel Milan. Ma appunto all'epoca il Milan gli serviva come veicolo per farsi conoscere. E quando nel 1993 Marcello Dell'Utri e Bettino Craxi gli offrirono di comandare il progetto Forza Italia, il Milan divenne un'ottima fonte di propaganda politica. 
Ma oggi non è più così. Fallita Forza Italia, distrutto il Pdl per le lotte intestine, a Berlusconi ora rimane solo una battaglia di retroguardia per salvare il suo vero potere, il dominio nel mondo delle TV, grazie alla proprietà di Mediaset e al controllo totale che ha sulla Rai. In quest'ottica, il Milan ha in questo momento una importanza zero. E quindi diventa solo un modo per fare denaro: vendendo i grossi giocatori, si intascano belle cifre. E nel frattempo usare i soldi dei diritti televisivi per la gestione annuale della squadra, assoldando belle speranze e giocatori con contratto in scadenza. Dato che il Milan gode sempre di un occhio di riguardo da parte degli arbitri, questo è più che sufficiente per garantire di andare in Europa League praticamente tutti gli anni.
Insomma, la squadra è stata retrocessa, da veicolo di propaganda politica a modo per guadagnare soldi. Quello che non era e non sarà, è una squadra di calcio. Resta un tramite per ottenere altro. E i tifosi del Milan? non sono certo problemi del proprietario. 

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di Antonio Rispoli
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