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Berlusconi vuole correre verso le elezioni. E l'Italia?


Berlusconi vuole correre verso le elezioni. E l'Italia?
06/12/2012, 16:59

Negli ultimi giorni Silvio Berlusconi è ufficialmente tornato in campo. Lo si vede dalla sua azione all'interno del Pdl: prima ha di fatto tolto da mezzo le primarie, stabilendo che lui sarà il candidato del Pdl, che si opporrà a Pierluigi Bersani; ha cominciato a porre ultimatum al governo Monti, chiarendo che non voleva alcun decreto "liste pulite", nemmeno nella versione debole e ridicola prevista dal governo, con l'ineleggibilità solo per chi ha condanne passate in giudicato superiori ai 4 anni (e in Italia per un colletto bianco, per avere una condanna più alta, devi solo stuprare una minorenne o ammazzare qualcuno). Per risposta il governo questa sera ha approvato il decreto legge, detto per inciso.
Ma comunque, al di là di questo, oggi il Pdl (sempre per volontà di Berlusconi) ha deciso di non sostenere più il governo  Monti, astenendosi sul Dl Sviluppo e minacciando di fare lo stesso sui prossimi. Una situazione che ha generato il dubbio se il governo Monti sia in grado di durare a lungo, dato che a questo punto non ha una maggioranza. Infatti, con il Pdl astenuto e Lega e Idv che votano contro, restano solo Pd, Udc e alcuni dei partitini del Gruppo Misto a sostenere il governo. E insieme non raggiungono i 316 seduptati e i 162 senatorim come deve essere. L'astensione del Pdl sul singolo provvedimento ci può stare; ma se si tratta di un atteggiamento sistematico, il governo Monti deve rassegnare le sue dimissioni. E non per un capriccio: è stato lo stesso motivo per cui le ha rassegnate nell'ottobre scorso il governo Berlusconi. 
Tuttavia, ci sono alcuni dettagli che val la pena di considerare. Il primo è che ora, secondo i sondaggi, Berlusconi ha un gradimento che è meno della metà di quello che aveva nel 2008; inoltre la Lega Nord si è staccata e ben difficilmente si presenteranno unite alle prossime elezioni. Certo, essendo un comunicatore ed avendo il controllo di tutte le Tv, l'ex premier può facilmente recuperare 5 o più punti usando la stessa tattica usata dal 2009 in poi: cancellati i talk show, restano solo i Tg, che badano bene ad oscurare tutti i partiti che non siano il Pdl. Ma anche questo può non bastare. 
Perchè il Pdl non è più il partito del 2008. Allora era un partito sicuramente vincitore delle elezioni e quindi c'erano tanti che gli si affollavano intorno per avere una poltrona. Ma adesso? Berlusconi non è in grado di garantire la sola poltrona di parlamentare a più di un terzo dei deputati e senatori che portò con sè nel 2008. E per questo che i mal di pancia all'interno del partito sono sempre più forti. Tanto che non è un mistero che gli ex An vogliano staccarsi. E non è detto che siano i soli. Oggi, durante la discussione della fiducia al Dl Sviluppo, ad applaudire QUagliariello, del Pdl, erano in pochissimi, forse meno di 100, sui 280 deputati di cui dispone il Pdl. Sempre nel Dl Sviluppo, Franco Frattini ha votato in dissenso dal Pdl. Questa mattina Guido Crosetto, altro esponente di punta del Pdl, durante la trasmissione Omnibus su La7, se ne è andato, appena l'argomento è diventato il ritorno di SIlvio Berlusconi. Tanti episodi che mostrano un partito che ormai è allo sbando. Insomma, la nave galleggia ancora, ma è stato già dato il "si salvi chi può". Addiruttura su L'Espresso si è parlato di una pattuglia del Pdl che starebbe per uscire dal partito per mettersi ad appoggiare Monti fino alla fine del mandato. 
In tutto questo, che fine farà l'Italia? Dipende da quanta chiarezza verrà usata per sistemare le cose. La strada più chiara a questo punto è Monti che va al Quirinale entro fine della settimana, Napolitanop che scioglie le Camere e data per le elezioni fissata a febbraio. La prima data utile sarebbe il 10 o il 17 febbraio, a quel punto (devono passare per legge da 75 a 95 giorni tra lo scioglimento delle Camere e l'elezione); l'ultima ai primi di marzo. Ma è chiaro che non siamo nella situazione di potercela prendere comoda. Ci sono pressioni interne ed esterne che spingono perchè le elezioni avvengano dopo una campagna elettorale più breve possibile. 
Ma non è questo l'interesse di Napolitano. E' evidente che vuole insediare il governo Monti bis (che troverebbe l'Ok di Pd, Pdl e Udc), ma per fare questo bisogna fare in modo che il Pd non cresca troppo; mentre deve crescere oltre il 20% il Movimento 5 Stelle. Infatti i grillini sono utili ad un gioco di squadra pro-Monti. Assorbono una percentuale cospicua di voti e li tolgono dal panorama politico del prossimo parlamento. Cosa che giustifica la scelta di un premier fuori dai partiti. Per esempio un senatore a vita, come Mario Monti. 
Come si vede, in tutta questa discussione (che trancio qui perchè il resto lo si può capire facilmente) l'interesse degli italiani non viene minimamente menzionato. E non deve stupire, dato che i partiti più grandi hanno ampiamente dimostrato di non avere alcun interesse al benessere dei cittadini. E questo vale sia per Pd, Pdl e Udc che stanno sostenendo il governo Monti, ma anche il Movimento 5 Stelle che laddove governa (come a Parma) dimostra una inerzia ed una superficialità assolute. Prendiamo i rifiuti dei cittadini parmensi: niente inceneritore, hanno promesso. Però non hanno offerto nessuna soluzione praticabile, non hanno preso alcun provvedimento finora e i loro rifiuti li mandano negli inceneritori presso le altre province. Non è così che si governa: se sei in grado di risolvere un problema, lo fai; altrimenti taci. 

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di Antonio Rispoli
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