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Berlusconi vuole protezioni contro la legge. Ma chi gliele dà?


Berlusconi vuole protezioni contro la legge. Ma chi gliele dà?
04/06/2013, 15:18

Ancora una volta esce un articolo (questa volta su Repubblica) in cui viene rappresentato un Silvio Berlusconi che pretende di bloccare i processi della magistratura. Una cosa che non deve sorprendere. E' da quel primo avviso di comparizione che gli venne spedito nel 1994, per permettere alla Procura di Milano di indagare sulla promessa di una tangente a due finanzieri corrotti fatta da un manager Fininvest, che l'ex premier fa di tutto per bloccare e alterare i processi che li riguardano. E lo fa in due modi: alterando le leggi e dando informazioni false che tutti prendono per vere. Prendiamo proprio l'episodio del novembre 1994: se si chiede all'uomo della strada cosa sia successo, loro risponderanno che Berlusconi ricevette un avviso di garanzia mentre presiedeva il G8 e che ad informarlo fu un articolo del Corriere della Sera. Quasi tutto falso. 
In realtà Berlusconi ricevette un avviso di comparizione, cioè una richiesta di andare in Procura ad una certa ora di un certo giorno, per essere interrogato. Per cattiveria dei Pm di Milano? No. Tutto nasce quando la Procura di Milano mette sotto controllo i telefoni di due finanzieri corrotti. Un giorno viene intercettata una telefonata da parte di un manager della Fininvest che gli fa un discorso di questo tenore: "Se voi due vi state zitti con i magistrati, noi sapremo essere riconoscenti". La telefonata risulta essere fatta dalla costddetta "batteria" (cioè il centralino) di Palazzo Chigi. Qualche breve indagine permette di accertare che il manager era appena uscitod a un colloquio con Berlusconi. A questo punto, è tanto strano se i magistrati cercano di capire cosa i due finanzieri non dovevano dire? E quel "noi" chi comprende? Perchè il dubbio è leggittimo. E' proprio da qui che parte l'avviso di comparizione. Si tratta di una normalissima procedura: si interrogano contemporaneamente due persone (infatti era stato convocato anche il manager della Fininvest), facendo loro le stesse domande. Dopo di che si confrontano le risposte, per capire chi sta mentendo e su cosa. Alla fine, quel processo, nonostante le tante leggi ad personam che hanno ridotto la perscrizione, ha dato come risultato la sentenza di condanna per i manager Finivest e l'assoluzione di Berlusconi per non aver commesso il fatto. QUindi è innocente? Non proprio. Perchè la Corte di Cassazione successivamente ci è ritornata su quella sentenza. Nelle motivazioni della sentenza Mills dicono esplicitamente che quella assoluzione era dovuta solo al fatto che la testimonianza di David Mills aveva ingenerato nei giudici il dubbio sulle responsabilità di Berlusconi. E quindi, come sempre accade in caso di dubbio, i giudici l'avevano assolto. Ma oggi sappiamo che la testimonianza di David Mills era falsa, l'ha determinato una sentenza della Cassazione. Quindi anche l'assoluzione è tutta da discutere. 
E come sappiamo che Mills ha dato una falsa testimonianza? Anche qui il processo non parte per volontà dei magistrati di Milano. Tutto inizia quando David Mills comincia a sentire sul collo il fiato dell'equivalente inglese dell'Agenzia delle Entrate. Avendo 600 mila dollari in nero, ricevuti da Berlusconi, e nel timore che il fisco inglese lo scoprisse, manda una lettera al proprio commercialista, nel quale gli chiedere come fare per regolarizzare questo compenso, da lui ricevuto per mentire nei processi di Berlusconi. E il commercialista prende la lettera e la porta alla Polizia, che ovviamente interroga Mills, si fa dare tutti i dettagli dell'accaduto e poi manda la documentazione in Italia. A quel punto cosa dovevano fare i magistrati milanesi? Ignorare il tutto? E anche questo processo ha dovuto fare i conti con un dimezzamentod ella prescrizione ed altre leggi ad personam che Berlusconi si è fatto approvare dalla sua maggioranza. 
Discorso similare si può fare per il processo Ruby. Qui a dare il via alle indagini non è la cattiveria dei magistrati, ma il fatto che una ragazza di 17 anni, ricoverata in ospedale dopo una lite con una prostituta, Michelle Conceicao, riferisce ai Carabinieri che lei spesso andava ad Arcore da Berlusconi e ne usciva con buste piene di migliaia di euro in banconote da 500. Poichè nessuno dà soldi in cambio di niente, un minimo di indagine per capire cosa una minorenne andasse a fare da un ultrasettantenne ce la vogliamo fare? E dalle indagini esce fuori il resto: il fatto che Emilio Fede l'avesse conosciuta ad un concorso di bellezza in Sicilia e l'avesse portata a Milano, ospitata da Lele Mora; l'episodio della Questura di Milano, dove una telefonata del premier blocca la normale trafila della Polizia (in caso di uno straniero senza documenti, deve essere fotosegnalato, cioè vengono fatte le fotografie e prese le impronte digitali. E poichè affermava di essere una minorenne, ma l'aspetto poteva essere di una maggiorenne, l'indomani sarebbe stata portata in ospedale per fare l'esame del disco distale: una radiografia al polso che permette di conoscere l'età di una persona sotto i 20 anni con una approssimazione di pochi mesi) e affida la ragazza a Nicole Minetti; e così via. Anche qui, che dovevano fare i magistrati? Qui ci sono più che sospetti che ci sia stato un reato. Se i magistrati non fanno indagini, rischiano una denuncia per omissione d'ufficio. E' questo che si vuole? 
E lo stesso per tutti gli altri processi che riguardano Berlusconi. Se mettono sotto controllo i telefoni dell'ex dirigente Rai Saccà e sentono Berlusconi che chiede a Saccà di dare una parte ad una ragazza perchè questo gli consentirebbe di rovesciare il governo Prodi, devono girare la testa dall'altra parte? Se si scopre che Berlusconi ha versato 3 milioni a De Gregorio per lo stesso motivo, che devono fare i magistrati? Stare a guardare? 
Quindi, Berlusconi non ha bisogno di protezioni dalla legge, ma da se stesso. Bisogna - come ha detto di recente anche Corrado Augias in risposta ad una lettera su Repubblica, attirandosi le ire della figlia Marina - che chi gli stia vicino lo tenga "legato" (metaforicamente parlando) per evitare che commetta reati. Perchè il problema di Berlusconi è che lui non considera la legge come tale, cioè come qualcosa da rispettare. Per lui è solo qualcosa da usare se è utile, e da ignorare se non lo è. Il problema è che quando si ignora una legge, scattano delle conseguenze. E sono proprio queste che finora Berlusconi ha evitato. Non perchè sia innocente, ma perchè ha fatto leggi ad hoc per bloccare uno dopo l'altro tutti i suoi processi. E così intende continuare. Solo che adesso non ha più il potere che aveva prima, cioè di essere il Presidente di Consiglio con una solidissima maggioranza. Ma ha la necessità di non essere condannato perchè, come hanno dimostrato le recenti elezioni, se lui non è al potere, la sua ricchezza svanisce. I titoli Mediaset hanno perso tantissimo di valore, mentre Bersani verificava la possibilità di greare un governo con il Movimento 5 Stelle; mentre hanno guadagnato il 30% dopo la creazione del governo Letta. E questo spiega perchè Berlusconi non può uscire dalla politica; e perchè una sua condanna con interdizione dai pubblici uffici sarebbe la fine - economicamente parlando - sua e del suo patrimonio. 

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di Antonio Rispoli
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