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Biden: "Putin ha influenzato il referendum del 4 dicembre". Quanto?


Biden: 'Putin ha influenzato il referendum del 4 dicembre'. Quanto?
12/12/2017, 15:50

La settimana scorsa c'è stata una intervista dell'ex presidente statunitense Joe Biden (lo era con Barack Obama presidente) alla rivista Foreign Affairs, in cui è stato detto che la Russia ha influenzato il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre scorso, favorendo la vittoria del no, e che tuttora sta aiutando Movimento 5 Stelle e Lega. Immediate si sono alzate le proteste sia dei partiti coinvolti sia di molti cittadini che su Twitter e su Facebook hanno protestato. Ma può essere vera quella dichiarazione di Biden? E se sì, quanto ha influito l'interferenza della Russia?

Innanzitutto, c'è da dire che Joe Biden è una persona a cui tutti - colleghi e avversari politici - riconoscono onestà intellettuale al di là degli schieramenti. Insomma, è il tipo che se dice una cosa è perchè la pensa. Può anche dire una cosa sbagliata, ma ha motivi per dirla ed è convinto che sia vero. Quindi sbagliano coloro che dicono che ha detto questa frase perchè non ha accettato la sconfitta di Hilary Clinton o cose del genere. In realtà Biden ha detto solo quello che risulta dalle indagini dell'Fbi e dell'Nsa e che ha potuto rendere pubblico. Poi sia chiaro: è una indagine e in teoria le conclusioni possono essere diverse. Ma questo è emerso. 

E quindi la domanda successiva diventa: quanto la Russia ha influenzato il risultato del referendum? Vediamo di metterla da un punto di vista più semplice: il no ha vinto grazie alle interferenze russe? Chiaramente è difficile rispondere in maniera netta. Ma la differenza tra il sì e il no è stato così ampio che appare difficile pensare che la Russia possa aver spostato il voto di almeno 4 milioni di italiani. In realtà le interferenze russe - almeno da quanto si ricava dagli ottimi servizi che sta facendo soprattutto La Stampa - si limiterebbero ad un po' di fake news pubblicate sui social network. Non sono da sottovalutare, perchè anche le fake news possono spostare dei voti. Soprattutto se - come è lecito sospettare - i russi lavorano con una rete di influencers già diffusa in Italia come quella messa su nel corso degli anni dalla Casaleggio & associati. Questa è solo una ipotesi, ma è una ipotesi da non sottovalutare visti i contatti che nel corso degli anni ci sono stati tra esponenti del Movimento 5 Stelle e persone vicine a Putin. 

Quindi penso che possiamo dire che la Russia ha influenzato il voto sul referendum costituzionale, ma non è stata decisiva. In realtà, a deciderlo fu la fortissima polarizzazione che l'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi fece sul referendum, presentandolo come un voto personale. Non pochi di quelli che andarono a votare, votarono sì per "difendere" la permanenza del governo Renzi oppure votarono no per farlo cadere, dato che Renzi aveva promesso di dimettersi in caso di sconfitta. In realtà, il lavoro degli hacker russi è più sottile e più a lungo termine. Cercano solo di demolire i partiti che loro ritengono più stabili. Agli hacker russi basta diffondere false notizie, nel caso italiano contro il Pd e contro Renzi. Questo intendeva Biden, quando ha detto che la Russia è schierata con Lega e Movimento 5 Stelle.

Perchè proprio M5S e Lega? Semplicemente perchè così si raggiunge l'obiettivo russo, che è quello di destabilizzare il Paese. Piaccia o non piaccia, questa è una operazione centralizzata a livello di governo. E il governo russo ha sempre avuto nalisti molto validi nello stilare i profili dei vertici dei partiti dei vari Paesi europei. Sanno come la Lega ha governato quando era nel governo Berlusconi. E sanno come il Movimento 5 Stelle sta governando le città in cui ha eletto propri sindaci. Se uno dei due partiti andasse al governo del nostro Paese, sanno benissimo che lo manderebbero sull'orlo del default in un paio di anni (M5S) o poco più (Lega). E questo rientra nei loro interessi. E' lo stesso motivo per cui hanno hackerato la posta elettronica di Hillary Clinton e ne hanno poi diffuso il contenuto tramite l'entourage di Trump. La Clinton è molto più affidabile per gli statunitensi di Trump, che invece era ovvio facesse il casino che sta combinando. 

In questo campo, la Russia non è alla sua prima esperienza. Negli anni '30 del secolo scorso l'URSS provò a destabilizzare molti Paesi attraverso i partiti comunisti che vi si erano costituiti. E lo stesso fecero negli anni '50 e '60. Non ebbero grande successo: al di là di qualche sciopero, nei Paesi dell'Europa Occidentale i partiti comunisti tendevano a non seguire molto gli ordini di Mosca. Oggi la Russia può fare a meno di ricorrere ad altri. Può centralizzare tutto all'interno in modo da controllare ciò che viene fatto. E può creare una base di comunicazione attraverso i social network, in modo da influenzare le opinioni. Ma "influenzare" non vuol dire "spostare i voti". Si può influenzare chi è già in qualche maniera portato verso quella direzione, ma se uno vota Pd non basta leggere qualche fake news per spostarsi sulla Lega o sul Movimento 5 Stelle. 

Ma attenzione, perchè con la nuova legge elettorale, il Rosatellum, e i suoi collegi uninominali, spostare anche qualche decina di voti o anche qualche centinaio in un singolo collegio può decidere il vincitore. E' chiaro che questo vale per qualche collegio che è in bilico, non per tutti i collegi. Ma anche quello può contare. 

Ci sono rimedi? Certo che ce ne sono. Il primo è combattere le fake news. Cosa impossibile, a giudicare da quello che vedo sui social network. Dove mi è capitata una cosa assurda, ma che rende l'idea di quello che è l'italiano medio: la stessa persona che pubblica un articolo di David Puente (noto debunker, molto attivo nello smascherare le bufale del web) che sbugiarda un link a favore del Movimento 5 Stelle e subito dopo pubblica una fake news - fin troppo evidente che era un falso - sempre contro il Movimento 5 Stelle. Perchè questo è l'utente medio di Facebook: considera fake solo quella notizia che non va nella direzione per cui lui tifa; tutto il resto è vero. Mentre le fake news sono pubblicate da tutti: da partiti di destra, di centrodestra, di sinistra e di centrosinistra. E ciascuno dovrebbe avere la coscienza per fare una selezione di ciò che è vero e ciò che non lo è; indipendentemente dalle proprie idee politiche. 

Voglio fare un esempio un po' datato, ma che rende l'idea. Una volta,su un blog satirico, intitolato "Il Corriere del Corsaro" uscì una falsa intervista a Renzi, in cui l'allora Presidente del Consiglio diceva: "Se tutti quanti lavorassero, la disoccupazione sarebbe a zero". Ora è chiaro che nessuna persona che abbia un solo neurone funzionante può dire una frase del genere. E' una cazzata colossale (perdonate il francesismo), tanto che è ovvia. Eppure, nelle settimane successive sono uscite dei link in cui la frase veniva riportata come se fosse stata una frase veramente pronunciata. E molte persone simpatizzanti per il partito di Beppe Grillo lo postavano convinti che fosse vero. Ed è questo l'errore, perchè in realtà dovrebbero essere gli stessi grillini a non postare quel link quando lo vedevano. E lo stesso vale per quelli del Pd o della Lega. Ma lo faranno? No.

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di Antonio Rispoli
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