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"Bisogna trovare la pacificazione tra magistrati e politici". Semplice...


'Bisogna trovare la pacificazione tra magistrati e politici'. Semplice...
20/09/2013, 18:04

Oggi, per l'ennesima volta sentiamo due politici - due persone che, per le loro cariche, dovrebbero rappresentare tutti gli italiani - dire che bisogna trovare il modo di pacificare magistrati e politici (e da notare che entrambi nominano prima i magistrati, segno che psicologicamente li considerano i primi responsbaili). Mi riferisco al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri. E sono solo gli ultimi due, dato che questo è un argomento che decine e decine di politici ha toccato. 
Ora, vediamo di chiarire una premessa: io parto dal presupposto che quando si lancia una accusa, poi la si deve dimostrare. Se c'è una guerra in corso tra magistrati e politici, lo si dimostri. In questi casi si inizia con l'esempio di Mani Pulite che "eliminò i partiti politici di allora, lasciando intatto solo il PCI". Oppure con le vicende giudiziarie di Berlusconi. E' una guerra? 
Allora, vediamo come si sviluppò la vicenda di Mani Pulite. Tutti ricordano l'arresto di Mario Chiesa ad opera di Di Pietro, mentre intascava una tangente. Pochi ricordano il resto. Cioè che fu Mario Chiesa ad indirizzare Di Pietro. Quando Craxi lo scaricò, dicendo che era un mariuolo e una mela marcia, e Di Pietro lo avvisò che avevano scoperto i suoi conti segreti in Svizzera (poichè portavano i nomi di note marche di acqua minerale, Di Pietro avvisò l'avvocato di avvisare il suo cliente che "l'acqua è finita"), Mario Chiesa cominciò a parlare con i magistrati, dando importanti spunti di indagine che portarono poi ad altre persone. Ma fin qui si agiva ancora a livelli intermedi, piccoli imprenditori, politici di rilievo comunale o poco più. La svolta fu un intervento della Procura di Roma, che chiese l'avocazione delle indagini. Si tratta di una situazione comune, quando l'indagine è ampia, come è il caso della corruzione: due Procure indagano, una all'insaputa dell'altra, sugli stessi reati. Allora, la legge prescrive che è la Procura che si occupa del reato più grave che avvisa l'altra e si fa mandare i fascicoli, per poi proseguire da sola. Ma all'epoca a Roma c'era in Procura qualche giudice disonesto (dice niente il nome di Renato Squillante? ndr). Per cui capitava che da Roma non ci fosse nessuna indagine seria. Veniva aperto un fascicolo solo per poter bloccare le indagini nell'altra procura, perchè poi veniva messo tutto in un cassetto e mandato in prescrizione. E di solito funzionava. Quella volta la Procura di Roma fece lo stesso. Ma il pool di Mani Pulite si oppose, sostenendo che i reati erano diversi e quindi ognuno poteva andare per la sua strada, e chiese alla Corte di Cassazione di dirimere la questione, come prevede la legge. E la Cassazione dette ragione a Milano. 
Questo è un momento molto importante, perchè a quel punto gli imprenditori disonesti si resero conto che non c'era più a proteggerli nè la politica nè altro. Quindi cominciarono ad andare da Di Pietro a confessare tutto non appena arrivava loro l'avviso di garanzia. E chiaramente nelle confessioni parlavano dei politici a cui davano i soldi.
Chiaramente, i proimi politici beccati furono quali milanesi. DI quali partiti? Del Pds, innanzitutto, che vide parecchi dirigenti indagati e rinviati a giudizio (e cacciati dal partito, con discrezione. Per questo se ne parla così poco).  Poi anche Psi, Dc, e così via. Quando le indagini si estesero a livello nazionale, furono indagati tutti i partiti. Anche il Pds. Se non ci fu nessun dirigente nazionale coinvolto è perchè l'unica tangente che Di Pietro riuscì a seguire diretta al Pds, "svanì" nel momento in cui entrò a Botteghe Oscure. Cioè non si riuscì a provare a chi era stata consegnata all'interno della dirigenza del partito. E' una sostanziale differenza rispetto per esempio a Craxi, per cui abbiamo uno che gli ha consegnato i soldi in una scatola di scarpe, un altro glieli ha lasciati sul letto che aveva nel suo ufficio milanese e così via. Per il Pds non c'è nulla del genere. Quindi il Pool Mani Pulite, cosa poteva fare? Ricordo che una volta in Tv disse: "Non potevo mica arrestare tutti quelli che erano nel palazzo". Il che è vero. La responsabilità penale è personale, non poteva arrestare l'allora segretario Achille Occhetto, se non c'era la sicurezza che avesse intascato la tangente. E comunque non furono i magistrati a decretare la fine dei partiti, ma gli elettori stessi che cominciarono a mandare a quel paese i politici (ricordate il "popolo dei fax"?) costringendo così i partiti a cercare di rifarsi il look, con una serie di cambi di nomi durati fino ad oggi. Tentativo peraltro inutile, all'epoca. 
Ma questa è una guerra? Cioè i magistrati che dovevano fare? Bisogna ricordare che tra coloro che vennero processati per Mani Pulite, meno del 5% è stato assolto. Certo, ci sono stati una marea di prescritti perchè poi i politici cominciarono a cancellare i reati commessi lasciando i Pm con in mano un pugno di mosche. Ma anche questo non può essere addebitato ai magistrati: loro durante le indagini partono dal presupposto che le regole rimangano, non possono prevedere come i politici imbroglieranno le carte. 
Poi c'è la vicenda Berlusconi. Ma qui è come sparare sulla Croce Rossa. 18 processi (non 50 o 100 come è solito dire quando comincia a sparare balle), tre assoluzioni vere (di cui una, quella sulle tangenti sulla Guardia di Finanza, ottenuta comprando la testimonianza di David Mills con 640 mila dollari), una condanna e poi tutte prescrizioni (che sono altrettanti riconoscimenti di aver commesso il reato per cui si è accusati). Dove sta la guerra? Quasi tutti i processi erano motivati (ne hanno sbagliato 1 su 18, cioè meno del 6%).
Perchè è questo il punto: che deve fare un Pubblico Ministero quando ha una notizia di reato che riguarda un politico? deve dire: "No, questo è un politico, quindi non lo indago"? Allora, se i politici, Napolitano in testa, vogliono questo, abbiano il coraggio di dirlo apertamente. Anche se a dire il vero lo fanno quasi. Quando alcuni di loro parlano di reinserire in Costituzione l'autorizzazione a procedere per le indagini sui parlamentari, di fatto dicono che i parlamentari devono essere intoccabili, perchè l'esperienza dimostra che sono casi eccezionali quelli in cui il Parlamento collabora con la magistratura. Di solito preferiscono fare l'impossibile per ostacolare indagini e processi. 
Quindi, accertato che non c'è una ostilità preconcetta dei magistrati contro i politici, è vero forse il contrario? Assolutamente sì. E' dal 1992 che tutti i partiti (esclusa l'Idv, per quel poco tempo che è stato in Parlamento) votano a favore delle leggi che cancellano i reati dei politici. C'è qualche partito che le ha votate tutte (Pdl); c'è qualcuno che le ha votate quasi tutte (Lega e Udc), qualcuno che ha votato solo quelle che gli convenivano (Pds-Ds-Pd); ma tutti hanno ostacolato l'attività dei magistrati. Perchè come vogliamo definire, per esempio quando un reatoi viene ccancellato, come fecero i partiti per il finanziamento illecito ai partiti o per l'abuso di ufficio non patrimoniale (per esempio quando violo la legge per assumere nel settore pubblico il figlio di un mio amico)? Oppure quando un reato viene depenalizzato al punto da non essere più perseguibile, come è stato fatto da Berlusconi con il falso in bilancio? Vorrei ricordare che non c'è stato neanche un processo, finora, tra quelli affrontati da Berlusconi, in cui le regole non sono state cambiate in corsa. La sentenza Mediaset, che ha condannato Berlusconi a 4 anni di reclusione, ha superato la bellezza di 15 leggi ad personam, partendo con una imputazione di frode per 376 milioni di euro ed arrivando a soli 7 milioni frodati che non erano andati in prescrizione (comunque è stato accertato in Tribunale che Berlusconi ne ha intascati 376). 
E' per questo che per me è stata fonte di soddisfazione il fatto che nel processo Ruby Berlusconi sia stato condannato a 7 anni di reclusione: è la prima volta che una legge varata dall'imputato per i propri interessi gli si rivolta contro. Infatti, in quel processo c'erano due reati: essere andato a letto con una prostituta minorenne e concussione. Il primo reato è stato sanzionato con un anno di reclusione. Per il secondo la Bocassini ha chiesto 5 anni, portando il totale a 6 anni. Ma il Tribunale l'ha condannato a 7 anni. Perchè? Non per cattiveria dei giudici, ma proprio per la modifica voluta da Berlusconi. Infatti, mentre il processo era in corso, il reato di concussione è stato modificato. Al momento dlel'inizio del processo prevedeva una condanna da 4 a 12 anni di reclusione, con prescrizione a 15 anni. Ma Berlusconi aveva fatto introdurre, nella cosiddetta legge anticorruzione (che in realtà non era anti), una modifica del reato. Che adesso è diviso in due: se è concussione per induzione (cioè che il concussore convince la vittima ad agire illegalmente con le parole) la pena va da 4 a 8 anni, con prescrizione in 10 anni; se è concussione per costrizione (cioè con minacce) la pena è da 6 a 12 anni, con prescrizione a 15 anni. L'intento era evidente: poichè era una concussione per induzione, la prescrizione era stata tagliata di 5 anni in un niente. Peccato che il Tribunale ha considerato il reato come concussione per costrizione. E quindi la pena minima erano 6 anni, più 1 per per l'altro reato. Totale 7. 
Tutti questi esempi forse avranno annoiato qualcuno, ma mi sono serviti per spiegare perchè non si può parlare di guerra tra magistrati e politici, ma di aggressione dei secondi sui primi. E quindi, se si vuole la pacificazione, bisogna che i politici la smettano di aggredire i magistrati ed anzi collaborino eliminando dai partiti coloro che violano la legge come ha sempre fatto l'Idv e come ha fatto in parte il Pd. 
In fondo, il come smettere questa aggressione lo disse Luttazzi in un suo vecchio spettacolo di oltre 15 anni fa. Commentando le dichiarazioni di Stefania Craxi, in difesa del padre, da lei considerato un perseguitato (nonostante una mezza dozzina di condanne di terzo grado ed almeno altrettanti processi interrotti perchè Craxi morì), Luttazzi riprese una frase della Craxi: "Bisogna fare in modo che questo non accada mai più". Commento di Luttazzi: "Semplice, basta non rubare". 

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di Antonio Rispoli
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