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Bitcoin a 18 mila dollari: è la moneta del futuro o solo speculazione?


Bitcoin a 18 mila dollari: è la moneta del futuro o solo speculazione?
11/12/2017, 15:50

Da ieri Bitcoin è entrato alla Borsa dei derivati di Chicago con una quotazione di 15 mila dollari per un Bitcoin. In meno di 24 ore è già arrivato a 18 mila dollari e potrebbe aumentare ancora. A Chicago si scambiano i futures, cioè -dicendolo in parole semplici per non esperti - si scommette se questa valuta virtuale varrà di più o di meno in futuro. Alcuni esperti già parlano dei Bitcoin come di una moneta del futuro, altri sono parecchio più pessimisti. Ma cosa sono i Bitcoin?

Tecnicamente sono definiti una "criptovaluta". Cioè una valuta digitale che ha la caratteristica di essere scambiata mediante un sistema di computer disseminati in tutto il mondo, in modo che nessuno possa controllare pienamente questa valuta. Questo in teoria garantisce transazioni libere e corrette, come avviene con le valute normali. Sia ben chiaro: non ho le competenze per dire che ci sono irregolarità o cose irregolari. Ma per esperienza e per cronaca so che non esiste un sistema sicuro e inviolabile sul web. E quindi sono scettico su tutto quello che riguarda questi siti. Per questo ho detto "in teoria". 

Ma il punto sostanziale è: il Bitcoin è una vera valuta digitale o è solo una bolla speculativa? Gli esperti sono convinti che il boom del Bitcoin sia dovuto essenzialmente al fatto che non è controllabile. Quindi è l'ideale per riciclare il denaro sporco: io ho 100 mila euro derivanti dal commercio di droga, li cambio in Bitcoin e poi li trasferisco ad altra persona che li cambia in dollari. Et voilà, il denaro è pulito, irrintracciabile e a prova di indagine. Anche perchè non è necessario che il trasferimento sia fisico. Se io e Giovanni (chiunque sia Giovanni) conosciamo la password di accesso, io posso cambiare gli euro in Bitcoin in Italia e lui può cambiare i Bitcoin in dollari a Chicago. E' questo il vantaggio delle valute digitali. E la stessa Banca d'Italia ha detto che non è in grado di seguire il percorso dei Bitcoin o di stabilire chi ne sia il proprietario. La valuta digitale è al portatore. Se la prende chi sa i codici di accesso. Paradossalmente, se io ho soldi in Bitcoin e dimentico i codici, quei soldi sono persi per sempre. E si calcola che finora sono stati persi così 4 miliardi di dollari. 

Naturalmente, può anche servire come invetsimento speculativo. Cioè cambio i miei soldi in Bitcoin sperando che crescano; ma devo essere pronto a venderli immediatamente se cominciano a scendere. Per esempio, chi li ha avuti dall'inizio e li ha tenuti, ha fatto un affarone: alla sua creazione, il Bitcoin valeva 250 dollari. ha avuto due momenti di crisi (nel 2009 e nel 2014) ma poi si è ripreso e oggi vale quasi 20 mila dollari. Un incremento dell'8000% in meno di 10 anni. Un affarone. Ma chiaramente, è roba da esperti. Il vecchietto con 50 mila euro di pensione non può pensare seriamente di investire in Bitcoin: non è in grado di seguire l'andamento delle borse telematiche e quindi di agire con la necessaria immediatezza, in caso di crollo. Eppure, nonostante questo, secondo molti esperti, ci sono persone che stanno usando i Bitcoin proprio per questo aspetto: è un investimento che finora è stato remunerativo, non ha costi aggiuntivi e può essere fatto aggirando le banche (e gli esosi compensi che pretendono per la gestione dei titoli). 

Proprio per questo, i Bitcoin sono una bolla speculativa destinata ad esplodere. Certo, ci vorrà tempo, ma esploderà. Nel momento in cui la tecnologia informatica consentirà di monitorarli, i criminali si sbarazzeranno di ingenti quantità di questa criptovaluta. E poichè i Bitcoin sono sensibili alla legge della domanda e dell'offerta, come tutte le valute (ma non hanno una Banca Centrale che possa controllarne la quantità in circolazione, cosa che non potrà evitare o ammortizzare le speculazioni), questo provocherà un crollo del Bitcoin. A quel punto si butteranno a pesce gli speculatori su questa moneta e i prezzi scenderanno più velocemente, lasciando il cerino acceso in mano proprio a coloro che l'hanno usatocome mezzo di investimento. E se in Italia saranno stati in tanti a bruciarsi con questa avventura, scommetto... quello che ho di più caro (indovinate a cosa mi riferisco. E' una parte anatomica dlel'uomo e non della donna) che saranno in tanti a chiedere che lo Stato risarcisca le perdite. Esattamente come è avvenuto con le obbligazioni di Banca Etruria e delle altre banche. Anche lì la gente ha speculato e quando gli è andata male hanno preteso che fosse lo Stato (cioè i cittadini onesti che lavorano) a ridragli i soldi. 

Naturalmente, questo non è un destino prefissato. Se si modificasse qualche cosa, si potrebbe evitare. Basterebbe creare l'equivalente di una banca centrale e rendere il Bitcoin più controllabile. Questo porterebbe ad una forte discesa del valore della criptovaluta ma nel lungo periodo la renderebbe più stabile. E non è detto che perda il suo valore di investimento, magari come bene rifugio alla pari dell'oro. Ma c'è interesse a fare questo passo? Ne dubito. Anche perchè il Bitcoin è la criptovaluta più famosa ma non è l'unica. Quindi i criminali passerebbero ad un'altra criptovaluta e si parlerebbe di quell'altra criptovaluta (attualmente ce ne sono una mezza dozzina disponibili nel mondo) come adesso si fa col Bitcoin. Purtroppo, le leggi e la burocrazia tendono sempre a tardare rispetto alle novità; e questo crea per un certo periodo delle praterie sconfinate per chi ha pochi scrupoli. E questo in economia si traduce in una bolla speculativa, che prima opoi esplode - come tutte le bolle speculatibe - lasciando morti e feriti. E spesso coivolge anche chi non c'entra. Per esempio, temo che qualche banca on line possa proporre ai propri clienti investimenti in Bitcoin o addirittura in futures sui Bitcoin, spacciandoli per investimenti sicuri. Esattamente come Banca Etruria e le altre banche fallite hanno proposto ai propri clienti che volevano incassare interessi più alti di quelli offerti dai titoli di Stato le proprie obbligazioni. E sappiamo come è finita.

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di Antonio Rispoli
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