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Brunetta e Grillo vs. Fazio: nell'interesse di chi?


Brunetta e Grillo vs. Fazio: nell'interesse di chi?
18/10/2013, 18:51

Domenica, durante la puntata di "Che tempo che fa", abbiamo assistito al solito spettacolo che avviene quando c'è in Tv qualcuno del Pdl. Arriva - più per miracolo che per altro - una domanda scomoda e il Pdl-ino la butta in caciara. Nel caso specifico, c'era il capogruppo alla Camera Renato Brunetta come ospite. Quando Fabio Fazio gli ha chiesto di Alitalia e di come Berlusconi e il Pdl avesse fatto spendere allo Stato oltre 6 miliardi di euro (2 miliardi per la mancata vendita organizzata da Prodi e almeno 4 miliardi di spese, finora, per ripagare i debiti) Brunetta, col suo solito modo di fare petulante, ha cominciato a parlare del fatto che Fazio ha appena firmato un contratto con la Rai da 5,4 milioni in 4 anni (dal 2014 al 2017). La risposta di Fazio è stata da manuale: gli ha fatto notare che lui rende all'azienda e soprattutto che a differenza di Berlusconi, lui paga le tasse e non fa frodi fiscali. 
Il giorno dopo ci si è messo anche Grillo, arricchendo la vicenda con una serie di menzogne, come è abituato a fare: le principali sono che ha detto che Fazio lavora per Berlusconi, perchè Mediaset è proprietaria del 33% di Endemol, la società che ha il format del programma; e che Fazio è pagato con i soldi pubblici. Evidentemente il signor "so tutto io, voi state zitti e non fiatate" ha dimenticato che non da pochi giorni, ma il 3 aprile 2012 Mediaset Spagna ha reso noto di aver ceduto la sua quota del 33% di azioni Endemol per 66 milioni. Aperta e chiusa parentesi: Berlusconi ha comprato quelle stesse azioni per 2700 milioni di euro. Una perdita di valore superiore al 97%. Bell'imprenditore del cavolo. 
Inoltre, sul fatto che Fazio venga pagato con soldi pubblici, facciamo due calcoli. Secondo le tariffe della Rai, uno spot di 30 secondi per le trasmissioni che raggiungono lo share di quella di Fazio e in quella fascia oraria, costa tra 62 e 72 mila euro. Facciamo 65 mila euro l'uno, come media. Ogni blocco pubblicitario contiene dai 6 agli 8 spot, esclusi quelli di autopromozione della rete (cioè i film o gli altri spettacoli che trasmetterà Rai3). Il numero varia a seconda se sono spot da 20 o 30 secondi. Diciamo che sono 6 spot, teniamoci il più basso possibile. 65 mila euro moltiplicato per 6 fa 390 mila euro, che è quello che la Rai guadagna per un singolo blocco pubblicitario. Ogni puntata di Fazio prevede 4 blocchi pubblicitari, per un totale di circa un milione e mezzo di euro. Questo significa che con una sola puntata Fazio fa guadagnare alla Rai quanto basta per pagargli lo stipendio per un anno. Ma Fazio è in Tv tutti i sabati e le domeniche dell'anno, salvo poche eccezioni, tra settembre e giugno. Vogliamo calcolare 35 o 40 week end all'anno? sono 70-80 puntate. QUesto significa che la trasmissione "Che tempo che fa" porta nelle casse della Rai in un anno tra i 100 e i 120 milioni di euro. Ora, non conosco i costi della trasmissione, ma è chiaro che, trattandosi di una trasmissione che avviene esclusivamente in studio, i costi sono solo quelli del personale: gli stipendi (soprattutto quelli al regista e alla Litizzetto, ed eventualmente a Gramellini, se hanno con lui un accordo economico), le spese di elettricità ed attrezzature... insomma, poca roba. Vogliamo dire che sono 30 milioni di euro l'anno di spese? Facciamo anche 40, consideriamo che bisogna pagare anche la Endemol. Significa che la Rai incassa ogni anno dalla trasmissione dai 60 agli 80 milioni di euro. Ancora convinti che Fazio è pagato con i soldi pubblici? 
Ora, è chiaro che Brunetta e Grillo non sono due idioti coglioni, per quanto male si possa pensare di loro. Quindi, perchè hanno fatto quelle sparate stupide ed inutili? La risposta l'ha data Maurizio Crozza, quando ha detto, nel suo intervento all'inizio della puntata di Ballarò, che non aveva accettato la proposta della Rai di firmare un contratto, per evitare di trovarsi nella stessa situazione di Fazio. E Crozza è un altro che è in grado di calamitare parecchio pubblico. Basta vedere gli ascolti che ha sempre fatto con i suoi programmi su La7, con uno share sempre molto al di sopra della media della Tv. E pare che la stessa cosa sia successa con Benigni, in passato spesso attaccato dal Pdl per i suoi cachet giudicati troppo alti (ma con una resa equivalente a quelli di Fazio): alla fine non si è firmato nessun contratto.
E quindi ecco scoperto il vero obiettivo del fuoco incrociato Grillo-Brunetta: far guadagnare Berlusconi. Perchè ovviamente, se non ci sono Crozza e Benigni in Rai, continueranno a mandare quelle fiction da due soldi strapagate ma che fanno share molto bassi e quindi rendono poco. Mentre Berlusconi - che ha suoi uomini alla testa della Rai, delle reti televisive, ma anche della Sipra, la società incaricata dalla Rai di raccogliere la pubblicità - continua con i suoi programmi a guadagnare come prima. E magari di più, man mano che la gente si scoccia di guardare sempre le stesse cose sulla Rai. 
La cosa divertente è che Grillo sa benissimo che cosa significa prendere cachet altissimi. La sua ultima apparizione in Rai, negli anni '90, venne pagata - lo disse allora lo stesso Grillo - 350 milioni di lire. Cioè oltre 300 mila euro per una singola puntata. Fazio, per avere la stessa cifra, deve lavorare un mese e fare una decina di puntate della sua trasmissione. Allora vorrei capire: quei soldi non erano pubblici? Sia ben chiaro: non ho le tabelle di allora degli spot pubblicitari, quindi non sono in grado di dire se la Rai ci abbia guadagnato o meno; ma è molto probabile di sì, dato che all'epoca non era sotto il controllo di Berlusconi e quindi otteneva tariffe di mercato vere. Quindi è probabile che anche in quel caso, come nel caso di Fazio, trasmettere lo spettacolo di Grillo rese parecchi soldi alla Rai. Ma proprio perchè la situazione è la stessa (come è la stessa per il cachet di Celentano e di ogni altro grande artista), Grillo avrebbe dovuto stare zitto.
Il punto è che fa presa sulla gente l'idea che "si paghino troppi soldi pubblici", crea indignazione. Perchè ovviamente nessuno spiega che è un investimento: devi spendere, se vuoi guadagnare. Soprattutto in TV devi avere gente in gamba per avere uno share alto e quindi poter vendere gli spot ad un prezzo alto. E la gente in gamba si fa pagare, perchè è rara. 

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di Antonio Rispoli
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