Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Lo ha dichiarato in una intervista sul Mattino di Napoli

Caldoro vuole riorganizzare le Regioni secondo il dettato della mafia finanziaria

Dopo le province, riforma costituzione. Addio politica

Caldoro vuole riorganizzare le Regioni secondo il dettato della mafia finanziaria
24/09/2012, 15:17

Stefano Caldoro chiede di rivedere l’asset geopolitico della Penisola con un’intervista al prestigioso quotidiano “Il Mattino”. Non solo riordino delle province, ma anche una rivisitazione dei confini regionali istituzionali. Un discorso che viene posto nell’ottica della fantomatica spending review, la quale, fino ad oggi, non è altro che un modo per punire sia chi crea consenso sul territorio, quindi non un Caldoro qualsiasi calato dall’alto, che i cittadini che vivono in un periodo di profonda crisi indotta dalla mafia finanziaria colpevole di essere riuscita a destabilizzare l’alto valore democratico di un paese da sempre identificato come accogliente e, scusate la ripetizione, democratico. Ma cosa si nasconde dietro questo processo di trasformazione del paese? Un’opera certosina redatta con la squadra ed il compasso da logge massoniche che vogliono destabilizzare la democrazia nei paesi occidentali. E’ successo già con l’America dove, con il pretesto della paura dopo il discusso 11 settembre, è stato emanato il patriot act che ha visto ridurre sensibilmente i diritti dei cittadini di un paese che è sempre stato descritto come il più libero del mondo. La proposta di Caldoro va a braccetto con chi attualmente si trova al Governo vuoi per sudditismo con il fine di reprire fondi vuoi per affinità tra il governatore ed i suoi fedelissimi alle logiche della squadra e del compasso. La proposta di Caldoro è anticostituzionale visto che la modifica del titolo 5 dello “statuto italiano” ha previsto proprio maggiori poteri alle Regioni creando i presupposti delle città metropolitane che hanno affossato giustamente parte delle province proprio nell’ottica della spending review. Il governatore socialista lascia intendere che vuole rendere inaccessibile la politica alla povera gente impavida per favorire un ricambio generazionale nella pubblica amministrazione così come avviene da troppo tempo nel mondo della sanità. E non è un caso se il magistrato anticamorra Raffaello Maggi si è schierato sullo stesso quotidiano contro le banche, le stesse di Monti, Barca e Passera, colpevoli secondo lui di ritirare fidi e prestiti con un conseguente fallimento delle aziende che intralcia il lavoro della magistratura dove Caldoro non si è mai espresso, pur avendo fatto della componente Craxiana che non attuò la volontà popolare sancita dal referendum  sulla responsabilità civile dei magistrati. Il governatore prende esempio dalle costose pubbliche amministrazioni di Spagna e Germania commettendo lo stesso errore di chi negli anni non ha mai cercato di imporre scelte politiche ed amministrative fisiologiche e modelli utili al territorio, portando esempi esterofili. Gli stessi che hanno visto l’Italia fortemente indebitata come i paesi africani dove o c’è una democrazia filoamericana o c’è una dittatura non voluta dal popolo che agisce con la violenza e la repressione oppure c’è una dittatura finanziaria che, con lo spettro della crisi, fa più paura sull’immaginario collettivo di due torri che crollano.  Cosa succederà a noi cittadini? E’ tutto un punto interrogativo ma, a quanto pare, la politica muore, la mafia finanziaria vince e Stefano Caldoro gioca con la squadra ed il compasso sognando un futuro da Napoleone studiato a tavolino da Monti e dalla sua cricca in stretto contatto con le correnti angloamericane: le stesse che stanno depauperando l’Italia con l’export del modello Fabbrica Italiana Automobili Torino.

Commenta Stampa
di CoScienza Riproduzione riservata ©