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Canapa indiana: una risorsa sconosciuta per ignoranza


Canapa indiana: una risorsa sconosciuta per ignoranza
16/04/2019, 15:57

Quando si parla di canapa indiana, si parla solo di hashish e marijuana, di sequestri fatti dalle forze dell'ordine, di condanne in Tribunale. Ma la canapa indiana è solo questo? 

In realtà, fino all'800, la canapa indiana era anche altro. Era innanzitutto una fonte di tessuti: la iuta (usata per i sacchi e per creare un tessuto grezzo di basso valore) deriva dalla pianta di canapa. Le tisane a base di foglie di canapa erano considerate un medicamento. E il tessuto ricavato dalla pianta veniva usato anche per fare le corde più spesse. Insomma, era un materiale molto usato. Anche perchè di facile produzione: la canapa cresce praticamente ovunque, perchè è molto adattabile. Inoltre ha una crescita molto veloce: si possono raccogliere le sue foglie tre volte all'anno. E' una pianta molto resistente, sia agli sbalzi di temperatura che agli insetti e ai parassiti; poichè fino all'800 la quantità di pesticidi usata era minima, questo garantiva di non avere problemi di produzione. Ma allora perchè oggi ha una nomea così negativa? 

Tutto nasce all'inizio del '900. Negli Usa, in quel periodo si affrontavano due lobby. Una era quella formata dalle cosiddette "Sette sorelle", cioè le sette società petrolifere (erano inglesi e statunitensi) più importanti del mondo, che premevano per usare il petrolio come fonte primaria di energia. Per contro c'era una lobby che potremmo definire di imprenditori illuminati, che invece premevano per usare la vegetazione. A capo di questa seconda lobby c'era John T. Ford, creatore della omonima casa automobilistica. Ovviamente, ciascuna lobby diffondeva notizie a proprio vantaggio e contro l'avversario. Uno dei principali argomenti usati dalle "Sette sorelle" era (ma non mettetevi a ridere) il fatto che l'uso del petrolio era ecologico. "Perchè distruggere ettari ed ettari di piantagioni, quando basta scavare un buco per trovare tutto il petrolio che ci serve?", sostenevano. Lo so, alla luce di quella che è la realtà di oggi e dell'inquinamento creato dal petrolio, c'è solo da ridere; ma lo sostenevano per davvero. 

Dal canto suo invece, la lobby guidata da Ford insisteva che non c'era bisogno di distruggere tutto il pianeta alla ricerca di metalli e di petrolio. E per dimostrarlo, Ford creò quella che viene considerata la prima auto veramente ecologica. Si trattava di un auto dove veniva fatto larghissimo uso della canapa: i sedili erano di iuta e il carburante era etanolo ricavato dalla canapa. Persino la carrozzeria era fatta con foglie di canapa, compresse, scaldate e trattate in maniera tale da assumere un aspetto metallico. Era resistente ma elastico: c'è un filmato che mostra Ford che la colpisce con una mazza senza che ci siano segni. Anche le gomme erano fatte con canapa vulcanizzata (cioè sottoposta allo stesso trattamento che viene usato per la gomma, per fare gli pneumatici). Le uniche parti metalliche erano il motore, il cambio e gli ingranaggi. Ma parliamo forse del 15% dell'auto. L'inquinamento era quasi zero, dato che l'alcool di canapa brucia senza quasi lasciare residui. 

Fu un argomento molto forte, visto che con una pianta si sostituivano gomma, ferro, acciaio, tessuti e petrolio. E la controparte non aveva argomenti altrettanto forti. E quindi, visto che l'argomento forte era la canapa, decisero di demolire l'idea di usare la canapa. Come? COminciando a diffondere false notizie sull'uso di hashisgh e marijuana, ma anche della canapa stessa. E così nei film di Hollywood comparivano persone che impazzivano e si suicidavano oppure diventavano serial killer dopo aver mangiato o fumato della marijuana (anche in Italia usarono la stessa trama per fare un film di Totò che uccideva i proprietari della villa in cui lavorava come giardiniere dopo aver mangiato per errore una insalata di marijuana); i giornali davano immenso risalto alle lotte tra bande criminali per il controllo della droga; vennero dichiarate illegali le rivendite di hashish che prima erano tollerate; ecc. Insomma, fu una vittoria completa, tanto che il petrolio è tuttora la materia prima principale della economia di tutto il mondo. 

Ma in realtà, tutti quelli che sono gli usi del petrolio sono ottenibili anche dalle piante. Come carburante per motori, abbiamo già visto che può essere usato l'acool (e ci sono alcuni Paesi dove si usa anche l'alcool ricavato dalla barbabietola da zucchero o dalla canna da zucchero). Ma le piante possono essere utilizzate anche per fare la plastica. Pochi lo sanno, ma la prima plastica venne ricavata proprio dalle piante. Fu un nome che tutti conoscono, Leonardo Da Vinci. Nei suoi tanti esperimenti prese delle foglie, le mise a bagno a lungo nell'acqua bollemnte e poi li compresse con una pressa. Alla fine ottenne un materiale che oggi sappiamo essere simile alla bachelite, uno dei primi materiali plastici utilizzati nel '900. E come la bachelite, il materiale ottenuto da Leonardo era duro ma fragile: cadere a terra da un tavolo era sufficiente per romperlo. 

La spiegazione risiede nello studio della chimica. Sia la cellulosa (che forma le piante) che il petrolio, dal punto di vista chimico, sono costituite da una catena di atomi di carbonio che formano una sorta di supporto centrale, una colonna vertebrale delle cellule, a cui poi si agganciano atomi diversi. Quindi, se con un certo trattamento si modificano gli atomi del petrolio per ricavarne carburante, lo stesso si può fare con le piante e viceversa. E del resto, cosa è il petrolio se non resti di piante e animali modificate dalla pressione e dal calore che esiste sotto terra? Ma il petrolio esiste in quantità limitate; e secondo molti esperti siamo in una fase dove abbiamo consumato la maggior parte del petrolio e d'ora in poi ne estrarremo sempre di meno. Invece le piante, se usate in maniera intelligente, possono rinnovarsi. E in questo senso la canapa indiana è estremamente utile, proprio per la sua duttilità. Oltre a tessuti, corde e medicamenti, esiste l'olio di canapa, esiste la colla di canapa, una volta esisteva anche la carta di canapa. Oggi molti di questi prodotti sono sostituiti da altri, spesso sintetici. Ma niente impedisce di tornare alla canapa e in generale alle piante, dato che si tratta di prodotti più ecologici dell'uso di petrolio. 

E anche il pericolo "droga" è estremamente sopravvalutato. Nell'ultimo secolo non esiste un solo caso dimostrato di decesso causato dall'hashish o dalla marijuana. L'unico "danno" scientificamente dimostrato che fanno hashish e marijuana è un certo indebolimento di riflessi, a cui si aggiunge l'euforia al di sopra di una certa soglia. In pratica, è lo stesso effetto del vino e degli alcolici in generale: se ne bevi poco, ti si appannano i riflessi; se alzi il gomito, diventi euforico e cominci ad avere difficoltà di equilibrio e a parlare. Ma bere tanto da finire in coma etilico è caratteristica di pochi sconsiderati. Inoltre, a differenza degli alcolisti, che nel lungo periodo sviluppano spesso una cirrosi epatica e altri problemi al fegato, tale alterazione non si è vista neanche nell'uso prolungato di hashish e marijuana. Ogni tanto compare qualche articolo di giornale che afferma con certezza che queste droghe creano problemi di memoria o altri problemi neurologici; ma sono articoli che riferiscono di studi fatti in maniera grossolana oppure scientificamente non valida. Ne ricordo per esempio uno, dove ad un gruppo di persone è stato fatto vedere per qualche decina di secondi un cartellone con una cinquantina di immagini di oggetti di uso comune. Dopo di che il cartellone è stato coperto e le persone dovevano scrivere il maggior numero di oggetti che ricordavano. Peccato come sia noto che ci sono persone che, senza aver preso nessuna droga, non hanno la capacità di ricordare una cosa vista per pochi secondi. Quindi che scientificità ha uno studio del genere? 

Di conseguenza, come si vede, non c'è nessun problema reale a coltivare su scala industriale la canapa. Ci sono solo sciocchi pregiudizi e forti interessi delle compagnie petrolifere. E se dalla produzione, tra i vari usi, si ricava anche un po' di hashish per qualche spinello, che differenza fa? Nessuno ne soffrirà, come dimostra il fatto che in molti Paesi nel mondo l'uso dell'hashish è depenalizzato e nessuno è morto o è impazzito per aver fumato 

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di Antonio Rispoli
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