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Caro Salvini, allora io odio gli italiani


Caro Salvini, allora io odio gli italiani
07/01/2019, 15:49

Come penso sia noto a tutti, ci sono 49 persone in mare. Sono i migranti salvati dalle navi delle due Ong Sea Watch e Sea Eye: 32 persone a bordo della prima, 17 a bordo della seconda. Nonostante oltre un centinaio di città tedesche si siano dichiarate disponibili ad accoglierli, bisogna sbarcarli in un Paese nel Mediterraneo. Ma sia l'Italia che Malta hanno detto di no. 

In particolare, il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, oltre a rifiutarsi più volte di far approdare le due navi in porti italiani, se n'è uscito con una frase: "Chi vuole far sbarcare i migranti odia gli italiani". Una frase decisamente infelice, dato che tutti hanno ricordato di come durante il nazismo venissero usate frasi simili. Del tipo: chi aiuta gli ebrei è nemico dei tedeschi. E noi oggi sappiamo che cosa è successo poi: nessuno (o meglio pochi) hanno aiutato gli ebrei, molti dei quali sono finiti nei campi di concentramento. E quindi la frase di Salvini lascia immaginare un tragico parallelo storico, anche se a 80 anni di distanza. 

Ma al di là di questo, io voglio dare a Salvini una risposta più personale. Perchè allora, se chi vuole far sbarcare i migranti è uno che odia gli italiani, allora io odio gli italiani. Naturalmente non tutti. Odio gli italiani che appoggiano queste dichiarazioni così razziste. Odio gli italiani che appoggiano il razzismo, sia quello della Lega che quello di qualsiasi altro partito. Odio gli italiani che non considerano i migranti come persone, con le loro caratteristiche individuali, positive e negative. E soprattutto odio quegli italiani - a cominciare da Salvini - che giustificano il loro razzismo raccontando balle oppure anche solo forzando la realtà, per dimostrare che tutti i migranti sono cattivi e quindi meritano quel trattamento. Ed ovviamente odio i cretini che credono a queste bufale senza verificare. 

Che poi sono bufale facili da smascherare. Anche quando sono semplici forzature della realtà. Facciamo un esempio. Una delle bufale più note è quella secondo cui tutti i migranti sono dei criminali, come dimostra il fatto che nelle galere ci sono tanti migranti in carcere. Ora, sarebbe facile rispondere che anche 20 mila detenuti stranieri, rispetto ai circa 5 milioni di immigrati che vivono in Italia, sono ben misera cosa. Ma in realtà c'è dell'altro. Perchè in Italia i giudici applicano due pesi e due misure. E lo si può vedere facilmente guardando i giornali. Prendiamo le notizie per un reato serio, quello di stupro. Provate a leggere un certo numero di notizie e vi accorgerete di una cosa: quando il colpevole o il sospettato è uno straniero, viene arrestato; quando è un italiano, quasi sempre è agli arresti domiciliari o è denunciato a piede libero. Partendo da questa disparità di trattamento, grazie tante che le carceri sono piene di stranieri. Voglio prendere un caso recente: sei ragazzi sono stati condannati per aver stuprato per due anni una ragazza di 13 anni. Ripeto, condannati. Non c'è una accusa, c'è una sentenza. La condanna più grave è a 9 anni di reclusione. E dove sono queste persone? In carcere? Non sia mai. Sono a casa loro, liberi di trovare un'altra 13enne da stuprare. Io vorrei vedere se fossero stati sei stranieri. Minimo minimo, sarebbero stati condannati a 20 anni di reclusione in carcere e messi dietro le sbarre. 

C'è un epsiodio, a cui mi è capitato di assistere per lavoro, un caso minore che forse non è uscito neanche sui giornali. Ma è estremamente significativo di come funziona la giustizia in Italia. I carabinieri beccano un ragazzo italiano che sta spacciando. Lo arrestano e lo convincono a dire chi gliel'ha venduta. Lui descrive lo spacciatore, un extracomunitario, e dice che ha pagato 40 euro la droga, due banconote da 20. I Carabinieri vanno dove il ragazzo aveva acquistato la droga e vedono la persona descritta che si sta salutando con un altro straniero. E arrestano entrambi. Lo spacciatore viene trovato con in tasca circa 1000 euro in contanti; l'altro aveva della droga e due banconote da 20 euro. Si fa il processo, e il secondo extracomunitario dice che lui ha comprato la droga pagandola 60 euro. Ha dato due banconote da 50 e ne ha ricevute 40 di resto. Alla fine del processo, sia il ragazzo italiano sia il secondo extracomunitario vengono condannati per spaccio. Nonostante il ragazzo italiano abbia detto più volte che lui aveva acquistato droga dall'altro, il Pm e il giudice l'hanno considerato colpevole di spaccio. Motivo: aveva la droga dello stesso tipo di quella dell'italiano e aveva due banconote da 20 come quelle che l'italiano aveva pagato. 

Ora, non ci vuole una laurea in diritto per capire che uno spacciatore non tiene mai grandi quantità di droga addosso, per non essere beccato; ma in compenso si tiene i soldi. E che se due persone diverse vanno dallo stesso spacciatore, questi venderà ad entrambi lo stesso tipo di droga. In quanto ai 40 euro, è evidente che se io devo pagare quella cifra, tendo ad usare il minor numero di banconote possibile. E' istintivo per ciascuno di noi: se andiamo a fare la spesa al supermercato, non tiriamo fuori dalla tasca 40 monete da un euro per pagare 40 euro, ma due banconote da 20 o una da 50 e aspettiamo il resto. Argomentazioni ovvie e perfino banali, ma che il giudice non fece. Alla fine l'italiano venne condannato a 6 mesi per essere stato visto spacciare droga, con pena sospesa (cioè tornò a casa libero); lo straniero venne condannato a 15 mesi di reclusione senza che ci fosse alcuna prova di uno spaccio. Ed era una condanna da scontare in carcere. E quindi ecco che abbiamo un colpevole a casa perchè italiano e un innocente in carcere solo perchè straniero. 

Oppure possiamo prendere un altro esempio tratto dalla cronaca. Mi riferisco al caso di quell'extracomunitario che in Puglia ha passato 4 mesi in carcere perchè accusato di un tentato stupro. Alla fine si è scoperto che l'uomo aveva visto la ragazza svenuta perchè ubriaca e le aveva spruzzato dell'acqua in viso e si era chinato su di lei per farla rinvenire. A quel punto il fidanzato di lei è intervenuto e ha spaccato una bottiglia in testa all'extracomunitario, per poi inventarsi la falsa accusa di stupro. Ora, che cosa ha portato questo? Che la popolazione carceraria è aumentata di uno straniero per quattro mesi, mentre i due italiani sono stati denunciati per calunnia ma a piede libero. E non andranno in galera neanche dopo la condanna, sono pronto a scommetterci quello che volete. E' chiaro che dato che la tendenza è questa (ed è questa, ho 10 anni di esperienza nei Tribunali penali italiani che me lo confermano), la popolazione carceraria non è un parametro affidabile per stabilire la pericolosità dei migranti. 

In realtà, il dato vero è quello che si ricava dal Ministero dell'Interno e di cui Salvini, pur essendo titolare del dicastero, non parla mai. Se confrontiamo il numero dei criminali rispetto al numero degli immigrati di quel Paese presenti in Italia, notiamo che la percentuale di criminali è più o meno identica indipendentemente dalla nazione di provenienza. Cioè circa il 6%: se noi prendiamo 1000 marocchini o 1000 senegalesi o 1000 nigeriani, abbiamo più o meno 60 criminali in ogni gruppo. Ma attenzione: troviamo più o meno 60 criminali anche se prendiamo 1000 italiani. Ci sono numerosi studi che dimostrano come è l'ambiente che crea criminali: più è alta la povertà, più sono evudenti le disuguaglianze sociali ed economiche e più è alto il tasso di criminalità. Non è la nazionalità che conta. 

Perchè è questo che bisogna ricordare. La nazionalità, il colore della pelle, la lingua, sono tutte distinzioni superficiali. Gli esseri umani sono tutti uguali: mettili in un certo ambiente e avranno più o meno la stessa reazione. Naturalmente, sto facendo un discorso generale e quindi non considero le eventuali eccezioni. Negli ultimi su Facebook mi capita di vedere una immagine che spiega alla perfezione il razzismo e quanto sia stupido considerare gli altri diversi da noi. Ci sono due foto: nella prima si vedono tre uova col colore del guscio diverso; nella seconda si vedono tre uova fatte all'occhio di bue, praticamente identiche. Così è per le persone: possiamo essere differenti in superficie, ma dentro di noi siamo tutti uguali. E non solo anatomicamente. 

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di Antonio Rispoli
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