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Caso Kazakistan, Alfano prende per i fondelli gli italiani


Caso Kazakistan, Alfano prende per i fondelli gli italiani
17/07/2013, 15:12

Ieri si è assistito ad uno spettacolo che definire "vergognoso" è un eufemismo. Mi riferisco a quello che viene definito "caso Kazakistan": a fine maggio ben 50 poliziotti hanno circondato la villa dove abitava Alma Shalabayeva e la figlia di 6 anni ed entrambe sono state arrestate, messe su un aereo privato del dittatore del Kazakistan ed inviate in quel Paese. La loro colpa? Sono la moglie e la figlia di Ablyazov, capo del principale partito di opposizione e perseguitato dal dittatore Nazarbaev.
Ieri Alfano è andato alla Camera dei Deputati dove ha dichiarato di non sapere niente di quello che era accaduto perchè nessuno l'aveva avvertito. E, a conferma di quanto raccontava, ha tirato fuori la relazione del capo della Polizia, Alessandro Pansa (che peraltro non aveva ricevuto ancora tale nomina, al momento dei fatti). 
E già questo è un assurdo. Lasciamo stare per un attimo quello che sta scritto nella relazione. Ma che può fare un subalterno, rispetto a quello che l'ha appena nominato? E' ovvio che Pansa (come chiunque altro nella sua posizione) comunque penserà nella relazione per prima cosa a salvare se stesso e il suo superiore. Quindi in quella relazione ci può essere anche il Santo Graal o la formula della pietra filosofale, ma il suo contenuto non è credibile. 
A questo si aggiungono altri dati da considerare. Per esempio lo spiegamento di forze: 50 poliziotti nopn si schierano per arrestare una donna e una bambina. Per quelle si manda una macchina con due tre poliziotti. Voglio esagerare: due vetture, così siamo sicuri che c'è anche un agente donna per non spaventare eccessivamente la bambina. 50 poliziotti è una azione dimostrativa, una dichiarazione: "Sappiamo quando e come applicare il pugno duro". E nessun dirigente di polizia si azzarderebbe a fare una azione dimostrativa senza avere una copertura politica. Può essere che tale copertura non l'abbia offerta Alfano? Certo che può essere. Ma su questo ci torniamo dopo.
La seconda cosa, detta dal senatore Michele Mario Giarrusso, del Movimento 5 Stelle, riguarda l'aereo privato kazako pronto sulla pista di un aeroporto romano, su cui sono state caricate la donna e la bambina. Affittare un aereo non è come affittare un'auto, è molto più costoso. Anche per un capo di Stato, è uno sfizio che costa parecchio. Quindi, chi ha affittato quell'aereo (e non ci vuole un grosso sforzo di fantasia per immaginare chi sia) sapeva già con esattezza quando le due persone sarebbero state prese. Perchè se fosse stata applicata la legge, dando la possibilità alla donna di far valere il suo status di moglie di un perseguitato politico, quell'aereo avrebbe potuto restare sulla pista per mesi, mentre le procedure legali andavano avanti. 
E qui veniamo ad un altro punto, su cui gli esponenti del Pdl hanno insistito molto, per dimostrare l'estraneità ai fatti di Alfano. A sentire loro, ben quattro magistrati hanno dato il via libera all'operazione. Ora, innanzitutto al massimo hanno dato un via libera formale all'atto dell'Interpol di arresto per la Shalabayeva (atto che nulla ha a che vedere con l'asilo politico, dato che è mandato da una polizia all'altra). Seconda cosa è stata, quella dei magistrati,  una valutazione "inaudita altera parte", come si dice in termine tecnico. Cioè non è stato fatto un regolare confronto legale, con in aula la Shalabayeva e il suo legale; la decisione è stata presa solo sulla base di quello che dicevano i poliziotti. I quali non hanno nessun motivo per informarsi del fatto che c'è in ballo un asilo politico. Quindi, la valutazione dei magistrati è stata fatte sulla base di dati parziali. E quindi è, nei fatti, una decisione sbagliata, anche se legalmente corretta. 
E adesso veniamo al punto lasciato in sospeso: se non è stato Alfano a dare copertura politica all'operazione, chi è stato? La risposta la dà il quotidiano l'Unione Sarda, che due giorni fa in un articolo, ha riferito come Nazarbaev sia stato ospite in Sardegna di una conoscenza comune con Silvio Berlusconi. Inoltre non è un mistero che Berlusconi ha buoni rapporti con Nazarbaev, l'ha elogiato spesso in pubblico e cose del genere. Cose normali, considerato che Berlusconi è stato capo di Stato e ha sempre avuto ottimi rapporti con chi agisce in maniera dittatoriale (vedi anche Gheddafi, Putin, Lukashenko in Bielorussia, ecc.); tuttavia è chiaro che si tratta di una vicenda da tenere in considerazione. 
Quindi è evidente che la copertura politica c'è stata. O è stato Alfano e si deve dimettere, per questo; o non è stato lui e si deve dimettere comunque perchè è inammissibile che un ministro si faccia scavalcare a questa maniera. Anche se a scavalcarlo è stato Berlusconi. 

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di Antonio Rispoli
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