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Cipro: la dimostrazione che Bce e Fmi non capiscono nulla


Cipro: la dimostrazione che Bce e Fmi non capiscono nulla
16/03/2013, 15:36

Ma cosa ci vuole perchè una persona (che si suppone intelligente, dato che ha laurea, master ed occupa posti di grande prestigio) si renda conto che sta sbagliando? Esclusa la possibilità di un miuracolo, questa è la domanda che si può fare a ciascuno dei componenti del board della Bce e dell'Fmi. Nonostante a parole tutti si dichiarino contrari a politiche economiche di austerità, appena c'è un Paese che è in difficoltà economica, l'unica cosa che sanno fare è applicare politiche di falsa austerità (e dopo spiegherò il perchè è falsa). 
L'ultimo esempio in ordine di tempo è Cipro: il governo ha chiesto aiuti e la risposta è stata un sì condizionato ad una imposta sui depositi bancari: il 6,75% per tutti i depositi sotto i 100 mila euro, il 9,9% per i depositi al di sopra di questa cifra. Allora uno penserà: beh, almeno è stata mantenuta una sia pur debole progressività. Quindi chi ha di più pagherà di più. Assolutamente no. Dato che questa misura è stata fatta conoscere per tempo, dall'inizio dell'anno, chi aveva soldi in banca li ha portati all'estero. Infatti dall'inizio dell'anno quasi 20 miliardi di euro hanno preso il volo dalle banche cipriote per andare all'estero. E quindi la tassa colpirà come sempre la povera gente, quelli che hanno qualche risparmio da parte e che non hanno la possibilità o la convenienza a spostare i loro soldi in un paradiso fiscale. 
Chiaramente questa decisione costituirà l'ennesimo colpo alle paghe dei lavoratori ciprioti, che dovranno diminuire i loro consumi, per "pareggiare" il prelievo forzoso che è stato inferto loro. E una minore domanda interna significa minori entrate per lo Stato, maggiori klicenziamenti, ecc. Insomma, maggiore povertà ed una maggiore possibilità che Cipro si ritrovi in difficoltà economiche e quindi nella necessità di chiedere altri aiuti. 
E il tutto per cosa? Non si parli di austerità: in queste misure non ce n'è traccia. Infatti, se veramente si vuole applicare una politica di austerità, per prima cosa si eliminano le spese inutili. Ma non inutili secondo Fmi e Bce, che considerano in questa categoria le spese per la scuola pubblica, per la sanità pubblica, le pensioni pubbliche, persino i dipendenti pubblici sono di troppo, per loro. Invece le spese inutili sono altre: i benefici per la politica, le spese militari, spesso (non so se è il caso di Cipro in quanto non en conosco a fondo la legislazione) anche gli aiuti alle imprese, che si trasformano in redditi per proprietari di imprese decotte. Queste sono le spese da tagliare, E sono spese corpose. In Italia un taglio del genere permetterebbe di risparmiare oltre 20 miliardi l'anno, senza incidere negativamente sull'andamento del Pil, come invece fanno gli aumenti di tasse, il taglio della spesa pubblica o i licenziamenti. Al contrario, sia la Grecia che Cipro hanno avuto, tra le varie disposizioni da rispettare, quella di potenziare l'esercito o la Marina. Per esempio la Grecia ha comprato sottomarini e carri armati dalla Germania; e anche Cipro ha comprato navi militari. 
E non sono solo Grecia e Cipro, che dimotrano quanto sbagliate siano le misure prese da Fmi e Bce. La seconda è attiva solo da poco più di 10 anni, ma l'FMI è attivo da molto più tempo. E da quando è nato, non ne ha azzeccata una, neanche per sbaglio. La ricetta che propone è sempre la stessa: taglio del welfare, aumento delle tasse sui più poveri, licenziamenti di massa dei dipendenti pubblici. E il risultato? Una violenta crisi economica. L'Argentina degli anni '90 ne è un esempio. Oppure il Messico negli anni '80: chi non ricorda le rivolte dei contadini del Chiapas e i peones comandati dal subcomandante Marcos? Anche quella fu una rivolta causata dalle misure imposte dal Fondo Monetario Internazionale per concedere un prestito di 800 milioni di dollari. E ne vennero offerti altri 500 se il governo messicano avesse soffocato la rivolta nel sangue. Per fortuna il governo rifiutò quella somma e giunse ad un accordo pacifico. Ma la responsabilità di base è la loro. 
Purtroppo Fmi e Bce applicano la teoria neoliberista, che prevede appunto tagli al welfare, aumenti di tasse al ceto medio e basso e aumento delle spese militari. Dopo di che, trasformato il 70-80% degli abitanti del Paese in una massa di diseredati, si ottiene un crollo degli stipendi: la gente è così bisognosa di lavorare, che lo fa ad ogni costo e a qualsiasi prezzo. E questo permette agli imprenditori di guadagnare molto di più, creando una separazione netta: una massa di poveri e poverissimi ed una elite di ricchissimi e straricchi. Questo prevede la teoria neoliberista, perchè sostiene che questa situazione è quella che meglio permette la crescita del Paese. Peccato che la realtà dica una cosa diversa: dice che un Paese non si sviluppa, se non ha uno sviluppo armonioso; che un imprenditore non vende, se non c'è un mercato diposto ad acquistare, il quale a sua volta si può creare solo con stipendi alti e persone che lavorino avendo la certezza che, caschi il mondo, guadagneranno anche il mese prossimo, e quello successivo e quello dopo ancora.

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di Antonio Rispoli
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