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Facile scaricare la colpa sui poteri oscuri, dopo l'incuria

Città della Scienza, una sola parola: VERGOGNA


Città della Scienza, una sola parola: VERGOGNA
06/03/2013, 09:23

Dolore, sgomento, rabbia e voglia di ripartire. Questi sono i sentimenti diffusi tra i cittadini napoletani e stranieri dopo il rogo che ha devastato Città della Scienza. Il polo fieristico culturale e scientifico è stato negli anni di Antonio Bassolino il fulcro dell’attività attrattiva di Bagnoli e della ricerca campana. Un incendio definito doloso ad opera di cartelli malavitosi che vogliono colonizzare una città in perenne odore di camorra. Ma la domanda che sorge spontanea è la seguente: sono così stupidi i malavitosi nell’appiccare un fuoco, in una città sempre sotto la lente di ingrandimento per i problemi legati al malaffare, per poi acquistare i suoli con la possibilità di incombere in problemi giudiziari peggiori? Una domanda d’obbligo nella circostanza di difficoltà in cui versava la megastruttura costruita sulla spiaggia di Bagnoli dove grandi, ma soprattutto piccini, i veri penalizzati, approfittavano di quella divertente valvola di sfogo per trascorrere momenti di formazione e di distrazione. Piuttosto, fa rabbia vedere come tutti si adoperano nella riscossione di fondi, quote ed aiuti per la resurrezione di un morto prim’ancora che fosse deceduto. Cosa c’è dietro questo incidente dalle dinamiche strane e facilmente bollabile per opera della criminalità organizzata che da anni vuole mettere le mani in un quartiere dove sono stati spesi miliardi di euro in bonifiche ed infrastrutture da parte degli Enti statali che a niente sono servite se non a creare Città della Scienza che versava oramai in una situazione di degrado e di immobilismo totale? La magistratura farà il suo corso, ma i primi colpevoli sono coloro che non hanno mai pensato ad un rilancio del polo museale scientifico più famoso d’Italia, che non pagavano gli stipendi da 10 mesi (dico ben dieci mesi) ai dipendenti ai quali in primis va la solidarietà perché in una Campania in leggera ripresa sul fronte occupazionale secondo l’ultima indagine ISTAT, si sono persi cento posti di lavoro per l’incuria e la mancata progettualità di una eccellenza territoriale. Se c’era il sospetto su una ritorsione della criminalità organizzata, perché i responsabili della struttura ed i loro referenti istituzionali non si sono adoperati nel rafforzare le misure di sicurezza con la stessa premura che hanno dimostrato nel reperire i fondi, più cospicui tra l’altro, per la sua ricostruzione? Ci troviamo dinanzi all’ennesimo ed atavico problema della nostra Terra: tanti soldi spesi nella progettazione e nell’implementazione ed incuria nella gestione. Una sola parola: vergognatevi.

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di Giuseppe Forma Riproduzione riservata ©