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Clandestini, irregolari... quanti termini per indicare cosa?


Clandestini, irregolari... quanti termini per indicare cosa?
09/10/2018, 15:50

In queste ultime settimane, come è noto, il nostro ministro degli Interni si è scagliato ripetutamente contro i migranti. "Irregolari", "clandestini", ed altri termini escono quotidianamente sui giornali. Ma sappiamo cosa significano questi termini? 

Perchè nessuno è clandestino o è irregolare. Questi sono concetti legali, non naturali. L'essere umano nasce come essere umano, punto e basta. Immaginiamo di andare nella nurse di un ospedale. Ci sono 10 bambini. Noi possiamo sapere chi è nato da genitori che hanno la nazionalità italiana, chi da genitori che hanno il permesso di soggiorno e chi da genitori che non hanno documenti? Ricordo un vecchio film, in bianco e nero (non ne ricordo il titolo). Ci sono un gruppo di signore anziane che vanno dalla direttrice di una scuola e parlano di continuo di bambini orfani in senso negativo. Ad un certo punto la direttrice si alza e sbraita: "Orfani, orfani, orfani. Voi vi riempite la bocca con questa parola". Poi va alla finestra, la apre e continua: "Adesso guardate quei bambini fuori che stanno giocando e ditemi chi di loro è orfano". Le signore anziane tacciono. Ed è quello il succo della faccenda: i bambini sono bambini. Lì si parlava di orfani, ma io potrei dire lo stesso dei figli di irregolari: come li si distingue dai figli di persone regolarmente in Italia? 

Ma chi decide chi è regolare in Italia o non regolare? Semplice, una legge. O meglio, tecnicamente un regolamento del Ministero dell'Interno. Quello che è attualmente in vigore è stato scritto nel 2010, quando Ministro dell'Interno era Roberto Maroni. E risente profondamente del razzismo leghista: infatti stringe eccessivamente le maglie per impedire il riconoscimento a quante più persone possibile. Anche violando importanti trattati internazionali. Basti pensare che, secondo questo regolamento, un nigeriano non può avere asilo in Italia, neanche di tipo umanitario. Nonostante nel suo Paese rischi di morire per gli attentati e le decapitazioni di Boko Haram o per l'attacco di uno dei numerosi gruppi di estremisti islamici o cristiani, nonostante rischi la vita per le numerose bande armate che circolano nella zona della foce del Niger, nulla di tutto questo è sufficiente per avere una tutela dallo Stato Italiano. Secondo il regolamento, il nigeriano deve tornare a casa sua e farsi ammazzare. Perchè? Perchè altrimenti è irregolare in Italia. E' una cosa normale?

In realtà, la qualifica di irregolare o di clandestino è un marchio. Non diverso da quello che i nazisti mettevano agli ebrei: allora era una stella gialla, oggi è la mancanza di documenti, che nega qualsiasi diritto alle persone. Ma questa è una scelta politica, niente altro che quello. C'è un governo che decide di considerare certe persone di serie B perchè non sono nate nel posto giusto. Tutto qui. Insomma, è anche questa una forma di... come la vogliamo chiamare? Apartheid? Razzismo? Non importa, sono parole. Quello che conta è l'effetto che si crea. Un effetto che si riassume in discriminazione, in impossibilità di essere tutelato dalla legge. Ma siamo ben lontani dalla criminalità, come vogliono affermare i razzisti. Un irregolare viola la legge, ma viola una legge ingiusta. E' criminalità questa? Avrei i miei dubbi, per usare un eufemismo. 

Naturalmente a questo punto salta su il solito imbecille che strepita: "Ma tutti questi africani, mica possiamo ospitarli in Italia". Cominciamo col dire che nessuno di questi africani vuole venire in Italia. Potessero scegliere, rimarrebbero nel loro Paese, tra i loro amici e i familiari. Come del resto farebbe ognuno di noi. Chi sorride all'idea di andare in un Paese sconosciuto? Anche nelle migliori condizioni, crea difficoltà non da poco. E per gli africani venire in Italia non è cosa da poco: devono attraversare il Mediterraneo a bordo di gusci di noce, sperando di non affogare; e non di rado devono anche attraversare il deserto del Sahara. Insomma non è certo agevole. Ma poichè nel loro Paese c'è una guerra in corso, qualcosa devono fare per salvarsi. E badate, c'è sempre una guerra in corso. CHe sia una guerra civile, una guerra con un altro Paese (come tra Somalia ed Eritrea), una guerra con la fame e con la sete, comunque c'è una guerra in corso. E loro cercano di sopravvivere. 

Detto questo, in realtà noi possiamo accogliere un gran numero di profughi, enormemente superiore a quelli che abbiamo accolto finora. In LIbano i profughi sono il 40% della popolazione. Usano la stessa proporzione, significa che in Italia possiamo accoglierne 24 milioni. Nell'intera Europa, 120 milioni. Non è l'intera Africa, ma è un bel pezzo di sicuro. Se poi aggiungiamo che al ritmo di 200 mila migranti l'anno, ci vogliono circa 600 anni per raggiungere quella cifra, è facile capire come l'arrivo dei migranti non è un problema. Lo diventa solo perchè ci sono pseudopolitici privi di scrupoli che fanno in modo da creare paura nella popolazione e poi sfruttano quella paura per ottenere consenso. 

Lo stesso per l'allarme criminalità degli stranieri, che viene lanciato ogni tanto dai suddetti politici. In realtà, i dati veri, analizzati con raziocinio, dimostrano che se ci limitiamo ai crimini violenti (omicidi, stupro, violenza sessuale, ecc.) la quantità di reati è più o meno identica per ogni gruppo etnico: intorno al 6%. Cioè, se prendiamo 1000 italiani a caso o 1000 marocchini a caso o 1000 senegalesi a caso, troveremo in media tra di loro 60 criminali. E' chiaro che nei criminali non considero quello che vende borse false sulla spiaggia o DVD contraffatti in mezzo alla strada. Mi spiace per i titolari dei marchi contraffatti, ma io non mi sento minacciato da una borsa falsa Prada o dal DVD dell'ultimo film della Marvel. Quindi, fatta questa differenziazione, ecco che il livello di criminalità degli stranieri crolla di colpo. E quindi ci permette di guardare all'arrivo dei migranti con un occhio meno impaurito. 

In fondo, la soluzione potrebbe essere quella indicata da John Lennon, nella sua famosissima canzone "Imagine": "Immagina che non ci siano nazioni. Non è difficile da fare". Se togli i confini, se togli l'odio verso chi viene da un altro Paese, hai eliminato praticamente tutti i conflitti. E hai eliminato il concetto di irregolare e di clandestino. Semplice, no? Come diceva una pubblicità dell'Amref: "Basta poco, che ci vuole?".

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di Antonio Rispoli
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