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Clima e metereologia sono la stessa cosa?


Clima e metereologia sono la stessa cosa?
03/06/2019, 13:55

E' indubbio che dal punto di vista climatico, gli ultimi mesi sono stati abbastanza anomali. E molti giornali e personalità politiche stanno dicendo in pratica: ma come si fa a parlare di riscaldamento globale se stiamo a giugno e andiamo ancora in giro con vestiti semi-pesanti? 

Innanzitutto, bisogna capire le basi di cosa sia il riscaldamento globale. Perchè molti di quelli che ne parlano non ne hanno neanche una vaga idea. "Riscaldamento globale" non significa che fa più caldo in ogni singolo giorno dell'anno. Significa che la temperatura della Terra è più alta rispetto alla media degli ultimi 30 anni. Perchè si usa questo riferimento, "la temperatura media degli ultimi 30 anni"? Perchè ci possono essere variazioni tra un anno e l'altro, ci possono essere situazioni particolari che fanno sì che ci siano anni "anomali" o mesi "anomali", rispetto alle abitudini. Ovviamente sono pochi che lo ricordano, ma cinque anni fa succedeva la stessa cosa di adesso: ci fu un maggio con temperature abbastanza fredde. Non voglio fare il presuntuoso: non lo ricordo neanche io. Ma la pagina "ricordi" di Facebook mi mostra i post che scrivevo sull'argomento. Ma anche senza questo, comunque capita ogni tanto il mese di maggio particolarmente freddo o il mese di agosto dopo piove 20 giorni su 31. 

Bisogna capire che il clima è qualcosa di molto complesso. E' molto più che capire se domani ci sarà il sole o meno. E' come se avessimo una sfera piena di gas di diversi colori in movimento e provassimo a calcolare come si potrà muovere ciascun colore. La temperatura della Terra è solo uno dei componenti del clima. Quindi il riscaldamento globale altera il clima, ma non necessariamente creando più caldo tutti i giorni. Se prendiamo quello che è successo negli ultimi 12 mesi, lo vediamo. Abbiamo avuto una estate caldissima, che è durata praticamente fino ad ottobre, a cui poi è seguito un inverno straordinariamente mite. Praticamente abbiamo avuto i primi abbozzi di freddo solo a Natale e per un paio di settimane. Poi temperature più alte della media, fino alla seconda metà di aprile, quando le temperature sono rimaste allo stesso livello, anche se con molte giornate di pioggia. Fino a questi giorni, dove le temperature sono le stesse di due mesi fa, più o meno; anzi sono salite un po'. Ma il mese di maggio è considerato freddo perchè siamo abituati di questi tempi ad andare al mare la domenica o giù di lì. 

Può sembrare strano, ma tutto questo è frutto proprio del riscaldamento globale. Certo, uno potrebbe dire: "Ma se è riscaldamento globale, come fa ad essere più freddo?". E' quello che per esempio hanno detto Donald Trump e in Italia Vittorio Feltri, tanto per fare qualche nome noto. E non deve stupire: tendenzialmente le persone che amano le ideologie di destra non hanno un gran rispetto per la scienza, e men che meno la studiano. E devo essere sincero che le prime volte la cosa ha sorpreso anche me, quando cominciai ad interessarmi al problema. Poi ho visto che è vero. E c'è un esempio molto semplice da fare: un film. 

Non so quanti di voi abbiano visto "The day after tomorrow", un film del 2004. In quel film si immagina un cataclisma climatico che provoca una nuova era glaciale che interessa tutta la parte nord del mondo (Europa, Russia, Stati Uniti e Canada). E tutto nasce dal riscaldamento globale che scioglie i ghiacci ai poli e provoca un cambiamento di direzione della Corrente del Golfo, una corrente sottomarina che porta l'acqua calda dall'equatore fino all'Atlantico settentrionale. Interrompendo quella corrente, si scatena il cataclisma climatico. Naturalmente è un film, non un documentario scientifico. Eppure molte cose che vengono raccontate sono vere e scientificamente provate. A cominciare dal cosiddetto effetto soglia. Cioè ci sono dei fenomeni che fino ad un certo punto si accumulano senza dare segnali; poi, si supera una soglia e cambia tutto. E nel clima questo avviene piuttosto spesso. 

Soprattutto in quel film ci sono due cose interessanti. La prima avviene all'inizio, quando il protagonista, un climatologo, durante un convegno internazionale in cui sta esponendo la sua tesi di una possibile era glaciale provocata dal riscaldamento globale, si sente rispondere dal vice Presidente degli Stati Uniti: "Le aziende americane non sono pronte a sostenere le spese per combattere questa storia del riscaldamento globale". Alcune settimane dopo e alcune decine di milioni di cittadini statunitensi morti a causa del freddo dopo, lo stesso vice Presidente, diventato Presidente, dice: "Mi sbagliavo". Ecco, il problema è proprio questo: che non è detto che chi oggi combatte le idee sul riscaldamento globale e si oppone a misure ambientaliste potrà poi dire: "Scusate, mi sono sbagliato". Inoltre c'è il problema dell'inerzia. Per decenni e per secoli abbiamo inquinato il pianeta. In un certo senso, è come se spingessimo una immensa sfera in una direzione. Ora dovremmo fermare la sfera e tornare indietro; ma per farlo serve la stessa forza usata per spingerla. Ma per fermare la spinta di 7 miliardi e mezzo di persone moltiplicata per almeno 3 secoli serve tanto tempo e tante persone. Soprattutto perchè una parte di quei 7 miliardi e mezzo continua a spingere verso la distruzione. Ed è la parte che conta: imprese petrolifere e di altro tipo, politici pagati dalle imprese petrolifere e così via. 

Inoltre ci sono coloro che negano il riscaldamento globale. Oppure - ed oggi questi sono sempre di più - che dicono: "Sì, c'è il riscaldamento globale, ma non dipende da noi esseri umani. Quindi qualsiasi cosa facciamo non possiamo cambiare la temperatura della Terra". Che poi sono quelli che dicono: "Io non sono razzista ma gli stranieri sono tutti criminali". Insomma, persone che si nascondono dietro le parole per non ammettere di negare la realtà dei dati scientifici. E sia ben chiaro, in parte hanno ragione. E' paleontologicamente dimostrato che in passato ci sono state variazioni della temperatura, con ere glaciali ed ere di temperature elevate. Il problema è la velocità del cambiamento. Perchè in passato i cambiamenti climatici erano lenti e graduali; questa volta invece sono veloci ed è difficile seguirli. Certo, non tutti sono in grado di seguirli. Per esempio, negli ultimi decenni c'è un tipo di alga che sta invadendo i fondali del Mar Mediterraneo e sta distruggendo gli altri tipi. Perchè prima non è stato un problema? Perchè ha bisogno di una temperatura media relativamente alta. Una temperatura che prima raramente veniva raggiunta nel nostro mare. Ma con l'innalzamento delle temperature medie, il Mediterraneo è diventato un habitat ottimale perq uesta alga. E poichè i pesci del Mediterraneo non sono abituati a mangiarla, si sta diffondendo ovunque. 

"E va bene, ma è un'alga. Chi se ne frega?". Questo probabilmente risponderanno molti. E invece è importante, perchè anche questi sono cambiamenti legati al riscaldamento globale. Bisogna ricordare che tutta la natura è collegata, tramite la catena alimentare. Quindi un cambiamento di questo genere ne può innescare altri. Con quali conseguenze, non si sa. 

Perchè il problema del riscaldamento globale è questo. Non si sa quali saranno le conseguenze. Negli anni '70 e '80 ci si concentrava soprattutto sul buco dell'ozono e sull'ipotesi di un surriscaldamento del pianeta. Poi ci si è resi conto che l'ipotesi del film che ho menzionato, quella che un surriscaldamento globale possa portare ad un'era glaciale, era da considerare. E tuttora ci sono sostenitori sia dell'una che dell'altra ipotesi. Non c'è certezza, perchè non è mai capitato in passato un tale impatto dell'uomo sulla natura. Quindi non si sa esattamente cosa potrebbe succedere. Si fanno schemi e teorie, ma l'attendibilità è variabile. Ricordate quando all'inizio ho detto che il clima è come una sfera di gas in movimento? Ecco, vale anche in questo caso. 

Naturalmente, qualsiasi persona di buon senso agirebbe in base al principio di precauzione. Cioè, anche se non c'è certezza, bisognerebbe agire come se fossimo certi che continuando così ci saranno danni per la popolazione mondiale. Se poi così non fosse... beh, comunque abbiamo migliorato il nostro stile di vita. Ma i politici raramente hanno buon senso. A loro interessa solo il consenso. E il consenso significa mantenere lo status quo per essere finanziati proprio da coloro che stanno distruggendo il pianeta. Simpatica situazione, vero? In realtà, noi potremmo tranquillamente avviare una tecnologia basata sul non inquinare. Ma ci sono costi di riconversione che ovviamente gli imprenditori non vogliono pagare. Non vorrete mica che rinuncino al loro yacht nuovo solo per salvare il pianeta, vero?

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di Antonio Rispoli
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