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Come funzionano le espulsioni di clandestini secondo la legge italiana?


Come funzionano le espulsioni di clandestini secondo la legge italiana?
18/09/2018, 15:51

E' uno dei principali argomenti di propaganda della Lega: l'espulsione dei clandestini. Ma come avviene l'espulsione dei clandestini?  Cioè, dal punto di vista della burocrazia e della legge, cosa succede? 

Innanzitutto ci sono due tipologie di espulsioni. La prima la possiamo definire "formale". In pratica, ci si limita a consegnare alla persona da espellere un documento dove c'è scritto in diverse lingue (solitamente inglese, francese e rumeno; ultimamente qualche volta anche in arabo) che deve andarsene dall'Italia entro 5 giorni. Se non lo fa, scatta il reato. Peccato che sorgono due problemi. Il primo è che, per i giudici che la applicano, c'è una sentenza che afferma che non è punibile lo straniero che non obbedisce all'ordine di espulsione se non ha i mezzi materiali per lasciare l'Italia. E poichè sono tutti senza passaportoe raramente hanno i soldi per comprare il biglietto aereo, a rigor di giurisprudenza, non dovrebbero essere condannati. Ma molti giudici tendono a dimenticare quella sentenza e quindi passano lo stesso alla condanna. 

Il secondo problema è che oltre il 90% dei decreti di espulsione sono illegittimi. Di solito infatti sono moduli prestampati, che vengono compilati col nome dello straniero da espellere e basta. Ma c'è una legge che stabilisce che ogni provvedimento amministrativo (e il decreto di epulsione lo è) va motivato. Cioè bisognerebbe scrivere a mano, caso per caso, la motivazione di quel decreto di epulsione. Cosa che non viene fatta. Ma anche in questo caso i giudici raramente agiscono di conseguenza e respingono il decreto di espulsione, come dovrebbero fare. E quindi non dovrebbero condannare i migranti per mancanza di uno dei presupposti giuridici. 

C'è poi la seconda tipologia, che è quella dell'espulsione vera a propria. Cioè dei migranti che vengono presi e portati nel loro Paese. Ma qui la procedura è molto complessa. Perchè innanzitutto bisogna identificare senza tema di errore la persona e il Paese di provenienza. Dopo di che, si chiede la collaborazione della polizia e del Ministero competente del Paese dove bisogna mandare quella persona. E' una collaborazione indispensabile, perchè il trasferimento è fatta sempre per via aerea. E poichè raramente la persona da espellere ha il passaporto, bisogna ottenere un permesso dal Paese in questione. Per questo servono gli accordi internazionali, di cui ogni tanto si legge sui giornali, sena che però nessuno li spieghi. 

Solo a quel punto, parte l'espulsione vera e propria. Però servono aerei charter oppure cinque biglietti aerei per ciascuna persona espulsa. Tre biglietti sono per l'andata (due poliziotti o carabinieri più la persona espulsa) e due per il ritorno. Nel caso del charter, stessa cosa: due poliziotti per ogni persona espulsa. E già basta questo per capire come certe affermazioni ("Rimpatrieremo 600 mila migranti in sei mesi"; "Rimpatrieremo 10 mila migranti al giorno") sono campate in aria. Ammesso e non concesso che tutte queste persone rientrino negli accordi internazionali, veramente uno crede che possono essere distratti 20 mila poliziotti o carabinieri dal loro lavoro? Io non so se ci sono in Italia 20 mila persone, tra coloro che indossano la divisa da Carabiniere o da poliziotto...

In realtà in un mese si possono rimpatriare forse un centinaio di persone, al massimo. E comunque parliamo di un costo totale che supera il milione di euro. I soldi chi li caccia? Teniamo presente che sono comunque soldi tolti dalla disponibilità delle forze dell'ordine. Quindi è una pèossibilità molto più limitata di quanto vadano raccontando Salvini e i suoi amici. 

Ma c'è una condizione preliminare, perchè si avviino le pratiche per l'espulsione: l'identificazione. E questa è una precondizione che non è sempre attuabile. Perchè una persona può sentirsi spinta, dalla sua situazione personale o da quella del suo Paese, a dare generalità false. Per esempio, prendiamo un gay che fugge dall'Afghanistan o dal Pakistan (due Paesi dove l'omosessualità è considerata reato). Credete veramente che dia le generalità giuste per farsi riportare in quei due Paesi per essere ucciso? Ma neanche per sogno. Per questo le operazioni di identificazioni possono richiedere amche più di un anno: perchè noi non sappiamo se il migrante sta mentendo o meno. E non è detto che menta perchè è un criminale. Magari è solo un perseguitato nel suo Paese, per le proprie tendenze sessuali, oppure per le proprie credenze religiose o per altro. Tutte queste cose i giornali non le dicono, vero? E neanche i politici...

Invece, sono menzogne quando si sentono i leghisti dire: "Li rispediamo tutti a casa" senza specificare qual è casa loro. Perchè in quel caso, in base ai trattati internazionali, abbiamo una deportazione di massa. Una nave di profughi che viene respinta in Libia, per esempio, dal punto di vista giuridico non è differente dalle SS che nella prima metà degli anni '40 portavano ebrei e non ebrei nei campi di concentramento. Quello è un comportamento illeggittimo, anche se nessuno punirà l'Italia per quello. Ma è bene ricordarlo che quando Salvini o altri si vantano di respingere i migranti: è un comportamento illegittimo, un comportamento crudele, un comportamento non dissimile da quello dei nazisti. E lo stesso comportamento è quello di chi applaude ai respingimenti. 

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di Antonio Rispoli
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