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Come si può vivere con 500 euro al mese?


Come si può vivere con 500 euro al mese?
06/02/2013, 14:55

Ci sono due notizie oggi che rendono molto bene qual è il problema economico dell'Italia e perchè c'è la crisi. La prima è uno studio della Cgia di Mestre, che dimostra come in media ogni italiano pagherà circa 12 mila euro di tasse nel 2013. La seconda è uno studio dell'Istat che ci dice che nel 2011 il reddito medio degli italiani è stato di 18 mila euro circa. Certo, si tratta di dati che non possono essere comparati, trattandosi di due anni differenti, se si vuole fare una misura di precisione. Ma poichè a noi interessa la tendenza (e nel 2012 il governo Monti ha aumentato le tasse in maniera enorme, mentre i redditi non sono aumentati nella stessa maniera), il confronto si può fare. 
E il primo confronto è immediato: se ognuno guadagna 18 mila euro euro al mese e ne spende 12 mila in tasse, gliene restano 6000 all'anno. Pari a 500 euro al mese. Cosa può fare una persona con 500 euro? Non gli bastano neanche per l'affitto di un appartamento, a meno che non si tratta di una stanza o di un monolocale. E' chiaro che con questa situazione, pensare di poter spendere soldi per qualcosa che non siano le spese di immediata necessità (cibo, il necessario per la propria salute e per l'igiene, i prodotti per la casa, ecc.) è fuori dal mondo. 
Il secondo confronto da fare è a livello regionale: infatti, abbiamo che in media il reddito di un bolzanino o di un veneto è quasi il doppio di un campano.  E in generale, il reddito nel nord è molto più alto che nel sud; anche quando non si arriva al doppio, parliamo almeno del 50% in più. E questo è un altroi problema che poi si ripercuote a livello nazionale. Infatti, il nord è sempre stato strafavorito nello sviluppo economico a scapito del sud, ma in questa maniera si crea uno sviluppo squilibrato che non permette di crescere. L'economia di una nazione è un po' come un albero: può crescere solo se possono crescere tutte le loro parti. Se crescono solo i rami o solo le radici, prima o poi la crescita si blocca. 
Inoltre un corollario: il reddito medio dei campani è poco sopra i 12 mila euro; le tasse da pagare idem, dato che non variano molto da regione a regione. Risultato: il reddito medio di un campano è vicino allo zero. E' chiaro che questo nasconde quei dati che non risultano dalle statistiche, come il lavoro per conto della criminalità organizzata. Tuttavia è un segnale devastante, che dimostra il totale disinteresse dei governi Berlusconi (i 13 mesi del governo Monti in questo caso possono fare poco) per il Mezzogiorno. Una politica che ha cancellato tyutti gli investimenti nel sud negli ultimi 10 anni a vantaggiod el nord (solo tra il 2008 e il 2010 ben 32 miliardi sono stati dirottati dal sud al nord) ha prodotto questo disastro.  
Sia ben chiaro, non era indispensabile raffrontare questi dati per conoscere questa situazione. Chi conosce la situazione dell'economia italiana, sa che è così. Ma è una situazione che fa comodo a tanti: agli industriali perchè offre un mercato senza concorrenza; ai politici perchè garantisce i voti degli imprenditori del nord e consente al sud di creare delle zone che sopravvivono grazie ai soldi pubblici che il politico fa arrivare (e quindi così il politico incassa i voti). Certo, non fa comodo ai cittadini, ma questo dettaglio non interessa a nessuno. 
Le soluzioni? Beh, ovviamente invertire la tendenza: creare posti di lavoro al sud, aumentare i salari, ecc. Ma al sud non si possono creare posti di lavoro, finchè a comandare sono camorra, mafia e 'ndrangheta. Sono una idrovora che prosciuga il mondo del lavoro, creando solo una gran massa di disoccupati che poi sono disposti ad accettare un lavoro, quale che sia e a qualsiasi condizione. E questo mantiene i salari molto bassi.
Ma nelle politiche dei governi degli ultimi anni o nelle promesse dei partiti di questi giorni questi argomenti non ci sono. Non se ne parla mai. Solo la Lega ne parla, ma per accentuare la crisi, con quella proposta idiota ed irrealizzabile (almeno si spera, se non si vuole sfrantumare il Paese, in una lortta per non morire di fame) di mantenere nelle regioni il 75% delle tasse intascate.
La realtà è che nessun partito vuole affrontare la crisi. Si fanno solo proposte per ingannare gli italiani (per esempio la riduzione o l'abolizione dell'Imu, dell'Irap, ecc.) oppure per rassicurare gli imprenditori che potranno continuare ad evadere il fisco e a ricevere contributi pubblici. Ma nessuno sembra voler capire che non è così che si uscirà dalla crisi, che questa è solo la ricetta per impoverire la massa. La massa ma non tutti, ovviamente: la stragrande maggioranza degli imprenditori, che ha evaso a volontà negli ultimi decenni, ha abbastanza risorse all'estero da espatriare e godersi il risultato del loro latrocinio. Lo stesso anche per parlamentari di lungo corso ed altri boiardi di Stato. Ma nulla da fare per i normali cittadini, per i lavoratori dipendenti, insomma per quelle persone che hanno mandato e mandano avanti il Paese.  

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di Antonio Rispoli
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