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I giornali hanno dato una versione distorta dei fatti

Commissione Grandi Rischi: condanna giusta, ma non capìta


Commissione Grandi Rischi: condanna giusta, ma non capìta
24/10/2012, 14:15

E' un leit motiv che si ripete; sembra quasi che Tv e giornali facciano a gara nel riproporre le notizie in modo scorretto. L'ultimo esempio, in ordine di tempo, è quello riguardo il processo, celebratosi a L'Aquila, contro i membri della Commissione Grandi Rischi a proposito del terremoto accaduto in Abruzzo nell'aprile 2009. 
 Come è noto, i membri della Commissione sotto processo sono stati condannati a 6 anni di reclusione a testa. Subito dopo è stato dato ampio risalto alle loro dichiarazioni e al fatto che il Presidente Luciano Maiani e gli altri due membri dell'Ufficio di Presidenza si sono dimessi. E oggi la Protezione Civile che lancia l'allarme, perchè così non ci saranno le previsioni su eventuali disastri naturali che dovessero in furturo accadere. Ma soprattutto, quello che hanno detto e ripetuto i mass media è stato che gli imputati sono stati condannati "per non aver saputo prevedere il terremoto". 
Il che è completamente falso. La condanna è stata perchè hanno previsto che non ci sarebbe stato il terremoto. Attenzione a questo punto, che è sottile ma decisivo. Loro sono stati condannati perchè hanno detto ai cittadini aquilani: "State tranquilli, andate pure a dormire, non ci sarà nessun terremoto. Lo diciamo noi scienziati". Una affermazione che è ben lontana dal "non aver saputo prevedere". Perchè è vero: un terremoto non si può prevedere. Ma non si può prevedere neanche che non ci sarà alcun terremoto. 
A prima vista può sembrare un gioco di parole, ma non lo è. Tanto è vero che anche su Internet molti hanno completamente frainteso la situazione, avallando la teoria del "condannati per non aver saputo prevedere il terremoto". Una teoria che è apparsa anche su diversi giornali stranieri. Ma che contrasta con il contenuto della sentenza. 
Perchè ahimè, il problema del nostro Paese è questo: non si ragiona sulle cose. La gente decide l'interesse verso questa o quella notizia per lo più sulla base del titolo, senza ragionare sulle cose. E così basta avere due o tre giornali, magari accompagnati da qualche Tv, che danno una informazione sbagliata e si creano leggende metropolitane. Come questa del "condannati per non aver previsto il terremoto". Oppure come quella del politico condannati perchè "non poteva non sapere". Quando in realtà il Codice Penale speicfica chiaramente che o ci sono le prove di un coinvolgimento diretto di ciascun imputato nel reato contestato, oppure bisogna lasciarlo libero. E così via. Sono talmente tante le sciocchezze raccontate che enumerarle tutte è impossibile. Ma sono tutte sciocchezze che assumono vita perchè la gente le ripete a pappagallo, senza rifletterci su e prendendo per buona la prima cosa che leggono. 

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di Antonio Rispoli
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