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Cori razzisti a Boateng: reazioni ipocrite o in malafede?


Cori razzisti a Boateng: reazioni ipocrite o in malafede?
07/01/2013, 14:10

La settimana scorsa, un brutto episodio è accaduto durante l'amichevole tra Pro Patria e Milan: dai tifosi della Pro Patria sono stati lanciati dei cori razzisti contro Boateng che, ad un certo punto, ha lanciato il pallone verso gli spettatori e si è ritirato, insieme alla squadra. Nei giorni successivi sono stati tanti gli articoli e le dichiarazioni di condanna verso i tifosi della Pro Patria e contemporaneamente di elogio per il comportamento del giocatore di colore e in generale per i giocatori del Milan. 
Ma nessuno si è soffermato ad esaminare alcuni dettagli. Il primo è il gesto inconsulto e sbagliato di Boateng. Certo, lo stavano insultando. E allora? Per quanto si trattio di un comportamento sbagliato dei tifosi, un giocatore professionista deve essere impermeabile a queste provocazioni. All'estero questi gesti inconsulti da bambino capriccioso vengono severamente puniti. Per fare un esempio famoso, basta ricordare il francese Eric Cantona, che venne sospeso per diversi mesi per una reazione violenta nei confronti di un tifoso avversario. Certo, Cantona lo colpì (anche se di striscio) con un calcio, mentre Boateng non ha colpito nessuno; ma resta una reazione violenta da sanzionare. 
La seconda cosa da notare è che oggi i cori razzisti sono la normalità in molti stadi. E' successo per esempio sabato sera a Roma, durante Lazio-Cagliari. Eppure il Cagliari non se ne è andato, interrompendo la partita; sui giornali nessuno ha stigmatizzato i tifosi della Lazio; insomma, tutto normale. Come mai? Ma non sono solo quelli della Lazio. I giocatori del Napoli, per esempio, appena vanno a nord di Roma vengono insultati a sangue, sia che vadano in Lombardia, che in Veneto che in Piemonte. E questo non da adesso, ma praticamente da 50 o 60 anni. Eppure nessuno si è mai sentito in dovere di stigmatizzare i tifosi del Verona, del Milan, dell'Inter, dell'Atalanta o di altre squadre del genere. Allora come mai questa volta sì? Nons aràè il semplice fatto che il giocatore colpito questa volta non è del Napoli o del Cagliari, ma del Milan? Perchè diciamocelo francamente: è un atteggiamento da vomito quello dei mass media che dividono i giocatori in giocatori di serie A e di serie B non in base alle qualità dei giocatori, ma della squadra in cui gioca. Senza cominciare discussioni sui giocatori in attività, basta pensare come giocatori che non avevano qualità tecniche degne di nota come Gullit del Milan o come Sergio Brio della Juventus erano considerati dei campioni. Mentre dei campioni come Gianfranco Zola sono stati duramente penalizzati dal fatto di giocare in una squadra come il Napoli. 
Una terza cosa: è facile abbandonare una amichevole. Ma come mai nessuno abbandona una partita ufficiale? Forse perchè Sky leverebbe il pelo ed anche la pelle, in un caso del genere, alla squadra che gli creasse problemi? Oppure perchè la Lega Calcio, seguendo il regolamento, darebbe la vittoria alla squadra avversaria per 3-0 a tavolino, oltre ad una penalizzazione di uno o più punti? E' comodo fare i gradassi quando non si corrono rischi; ed è facile. Ma questo dimostra anche debolezza psicologica.
A questo aggiungo un pensiero cattivo: siamo sicuri che ci fosse proprio la necessità di abbandonare la partita? Oppure ha fatto solo comodo? Mi spiego. Mettiamoci nei panni dei giocatori: perchè sfiancarsi in una amichevole senza nessun motivo nè peso, subito dopo Capodanno? Quindi ancora col panettone sullo stomaco? Certo, gli idioti che facevano "buuuuuuuuuuuu" a Boateng hanno fornito la scusa giusta; ma quella era l'unica cosa di cui avevano bisogno i giocatori del Milan, probabilmente. Del resto, è da un pezzo che sui campi di calcio, al di là delle cose che vengono dette, non si vede passione da parte dei giocatori. Scendono in campo, corrono, giocano, ma si vede che lo fanno per dovere, E come succede sempre, quando c'è solo un dovere da eseguire, se si può, si svicola.
Vorrei concludere con una annotazione personale: voglio vedere cosa scriveranno i giornali e cosa diranno la Tv appena saranno gli spalti di San Siro a far partire cori razzistici contro qualche giocatore. Scommetto quello che si vuole: non diranno niente. Scena muta. Esattamente come fanno scena muta da decenni, sui vergognosi cori razzisti  e peggio che fanno i tifosi del Milan. Io sono stato due anni sugli spalti del Napoli, ai tempi in cui il Napoli vinceva il secondo scudetto. Quando vennero i tifosi del Milan un anno lanciarono i bengala in mezzo ai tifosi della curva (che a Napoli sono sempre affollatissime; quindi con il pericolo che si può immaginare); l'anno successivo, dato che il Milan venne sconfitto pesantemente, fecero a pezzi i lavandini dei bagni del loro settore e li lanciarono sui tifosi del Napoli. Il tutto senza che sui giornali uscisse un solo trafiletto di queste cose. 

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di Antonio Rispoli
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