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Cosa conta tra moneta ed economia?


Cosa conta tra moneta ed economia?
01/02/2013, 18:29

Negli ultimi tempi, su Internet si vanno affermando due teorie: la Modern Monetary Theory (Teoria monetaria moderna), sostenuta dall'economista Krugman e, in Italia, da bloggers come Paolo Barnard e Claudio Messora; e la teoria del signoraggio, ideata dal defunto Giacinto Auriti, professorie di diritto della navigazione. 
Entrambe le teorie, diverse amche se con qualche punto di contatto,  hanno un punto in comune: sanciscono il principio che è l'errato uso della valuta a causare la crisi economica; e che usando la moneta nel modo giusto, si risolve tutto. Infatti, la MMT sostiene che il nostro problema è l'uso dell'euro, cioè di una moneta non sovrana, che ci rende deboli rispetto a Paesi come lòa Germania. La soluzione proposta è uscire dall'euro, creare una nostra moneta sovrana (cioè una "lira", stampata da una banca centrale pubblica e non vincolata alle altre valute) ed usare questa moneta sovrana per fare "debito pubblico positivo" (così viene chiamato), cioè investimenti in infrastrutture e cose del genere. Il fatto che il nostro debito pubblico sia così elevato, secondo i sostenitori della MMT, non conta nulla, dato che - a loro dire - un Paese con moneta sovrana non può fallire. 
La teoria del signoraggio invece sostiene che il debito pubblico italiano è dovuto al fatto che l'Italia usa i titoli di Stato per acquistare dalla Bce gli euro (e prima faceva lo stesso con Bankitalia) che poi vengono messi in circolazione nel nostro Paese e che poi usiamo normalmente. La soluzione in questo caso è la creazione di una banca centrale nazionalizzata e gestita "dal popolo", termine con cui si indica l'elezione popolare di una sorta di supergovernatore, in grado di gestire l'emissione delle banconote senza che questo costasse all'Italia nulla di signoraggio (il signoraggio è la differenza tra il valore nominale di una banconota e il costo reale necessario per produrla). Annullando questo costo, il debito pubblico crollerebbe e si libererebbero risorse da usare per lo sviluppo economico. 
Chiaramente, i sostenitori di entrambe le teorie, fissato questo, concentrano  la loro attenzione solo sulla loro visione della moneta, trascurando l'andamento dell'economia e soprattutto gli interventi della politica nell'economia stessa. Tutto quindi per loro è concentrato sulle monete, sull'euro o non euro, sul valòore nominale, ecc. E così non si accorgono di dire cose che non stanno nè in cielo nè in terra. 
Proviamo a fare qualche esempio. I signoraggisti per esempio attribuiscono alle banconote un costo di 30 centesimi l'una, prendendo come assoluta una dichiarazione (mai verificata) di un ex banchiere svizzero che negli anni '80 sosteneva che per fare una banconota in Svizzera ci volevano 30 centesimi di franco. Cosa alquanto improbabile: per creare le banconote, bisogna usare carta filigranata, inchiostri speciali, clichè, bisogna inserire tutti i truchhi antifalsificazione... un po' troppe cose per costare solo 30 centesimi l'una. E più la banconota ha un valore alto, più aumentano i sistemi antisofisticazione, e quindi il costo reale. Quale sia il costo reale di ogni banconota è ignoto (e questo è un errore, perchè le banche centrali dovrebbero renderlo noto), e sicuramente è inferiore al valore nominale delle banconote; ma non è così basso. Anche perchè poi i signoraggisti non dicono che i redditi da signoraggio sono regolarmente conteggiati nel bilancio della Bce e vanno a far parte degli utili, che poi vengono divisi tra le varie banche centrali dei Paesi che soddisfano due requisiti: sono azionisti della Bce (praticamente tutte le banche centrali europee) e sono di un Paese che usa l'euro. Per intenderci, l'Inghilterra che usa la sterlina non riceve questo reddito. Nel caso dell'Italia, il reddito da signoraggio viene messo in bilancio di Bankitalia tra le entrate; dopo di che, quello che avanza finisce negli utili. E poichè Bankitalia non è una società privata, come viene detto, ma una società di diritto pubblico (cioè ha una forma che può anche essere privata - Bakitalia è una Spa - ma in sostanza è guidata dallo Stato), gli utili vengono divisi in parti ineguali: il 6% degli utili (elevabili al 10% dopo una specifica decisione del Cda per ogni bilancio) va a Bankitalia, il resto va al Ministero del Tesoro. 
Un'altra tesi dei signoraggisti è che John Fitzgerald Kennedy venne ucciso nel 1963 perchè aveva redatto un ordine esecutivo (il numero 11110, per chi vuole essere pignolo e controllare) che autorizzava il conio di monete da 2 dollari garantiti dalle riserve di argento di Fort Knox (non dalle riserve d'oro, perchè quelle garantivano la vonvertibilità del dollaro). QUesta norma permetteva di avere più moneta circolante senza dover creare nuovi titoli di Stato (le leggi statunitensi prevedono che ci siano banconote per un valore che deve essere uguale al valorte complessivo dei titoli di Stato). QUesto romperebbe la lobby delle banche centrali che usano il signoraggio per mettere in ginocchio gli Stati e per questo sarebbe stato ucciso. In realtà questo ordine esecutivo non venne mai messo in pratica anche se rimase in vigore per molti anni. E comunque le riserve di metalli preziosi nel mondo possono garantire solo una frazione infinitesimale delle valute oggi necessarie per il commercio internazionale. La cosa divertente è che l'idea di Kennedy non è tramontata: c'è stato negli Usa chi ha proposto, per ovviare allo stesso problema di debito pubblico del 1963, di fare monete di platino. per 100 miliardi di dollari. 
Passando ai sostenitori della MMT, anche qui si raccontano cose non vere. La principale è che l'uscita dall'euro sarebbe un vantaggio, sintetizzato in questa semplice formula: la lira si svaluterebbe rispetto all'euro permettendo ai nostri prodotti esportati di diventare più convenienti e agevolando la vendita di prodotti italiani sia all'estero che all'interno.  Peccato che ci sono due cose che vengono trascurate. La prima è che, se si esclude la produzione agroalimentare, non esiste prodotto italiano. Infatti noi siamo un Paese trasformatore: importiamo materie prime e semilavoratio e li trasformiamo in semilavorati di qualità migliore o in prodotti finiti. E' chiaro che, nel momento in cui abbiamo una moneta che si svaluta, le materie prime e i semilavorati importati costano di più; e quindi anche il prodotto finito costa di più. E' il vecchio problema della "svalutazione competitiva", cavallo di battaglia dell'Italia negli anni '80 e '90. E il risultato qual era? CHe finchè è esistita la scala mobile, avevamo una inflazione in doppia cifra, cosa che andava a colpire il potere d'acquisto di salariati e pensionati. QUando la scala mobile è stata eliminata, i salari sono cresciuti sistematicamente meno dell'inflazione, e quindi è diminuito il potere d'acquisto di salariati e pensionati. E qual è il problema di oggi dell'economia? Pensionati e salariati non hanno soldi per arrivare neanche alla seconda settimana del mese, altro che la quarta. 
la seconda cosa che non si valuta sono gli interessi sui titoli di Stato. SI tratta di un valore che è determinato da varie variabili. Uno di questi è la solidità della moneta stessa. Noi oggi abbiamo un tasso di interesse compreso tra lo zero e il 5% grazie al fatto di usare l'euro, che è una moneta forte grazie alla solidità dell'economia di Germania e Francia. Il fatto di usare una moneta basata sulla ridicola solidità dell'Italia, ci costerebbe parecchi punti percentuali nei tassi di interesse. E ogni punto percentuale significa un aumento di 15-20 miliardi all'anno di interessi. Un aumento di 5 o 10 punti sarebbe drammatico. Inoltre le agenzie di rating valutano il debito pubblico italiano al limite dei junk bonds (titoli spazzatura). Oltre questo limite, i titoli schizzano oltre il 10% e spesso arrivano anche al 20% ed oltre. Come lo si ripaga questo aumento degli interessi? parliamo di un raddoppio della spesa per interessi, da 85 a 150-200 miliardi l'anno. Non sono noccioline. E quindi questo provoca una ulteriore svalutazione della moneta, innescando nuovamente il circuito negativo descritto in precedenza. 
Come mai queste due teorie hanno tante falle? Semplice, perchè escludono il problema economico. Escludono in particolare le dinamiche salariali, l'esame dei flussi delle imposte, lo sviluppo economico del Paese... insomma, concentra l'attenzione solo su un dettaglio del tutto. E' chiaro che non può fuinzionare.
Però sono due teorie che hanno tantio seguaci. E la cosa non deve stupire. E' come nella Germania degli anni '20 e '30. Perchè tanti tedeschi si accanirono contro gli ebrei? Perchè la loro rabbia per la crisi economica, per un Parlamento di incapaci e per una serie di governi uno più inefficace dell'altro venne indirizzata dai nazisti contro gli ebrei. Non era loro la colpa, ovviamente, ma l'argomento era valido: è colpa loro. La stessa cosa fanno queste due teorie: non spiegano nulla razionalmente, ma danno un obiettivo contro cui rivolgere la propria rabbia. e a molti italiani non serve altro 

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di Antonio Rispoli
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