Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Cosa succede a chi ama la verità dei fatti?


Cosa succede a chi ama la verità dei fatti?
28/11/2018, 16:04

C'è un cartone animato di Bugs Bunny in cui il coniglio è inseguito da un "nemico" alla testa di un gruppo di indiani pellirosse. Ad un certo punto dalla parte opposta spunta l'esercito americano. Bunny entra nella solita tana scavata sottoterra e il "nemico" resta in mezzo. Allora cerca di fermare i due gruppi ma non ci riesce e rimane sciacciato e ridotto a sogliola insieme al cavallo. Beh, quella scena è esemplificativa, perchè è esattamente quello che succede a chi cerca la verità dei fatti. Spieghiamolo attraverso due esempi in due materie lontane anni luce: politica e storia. 

La politica è quella italiana. Attualmente abbiamo una propaganda dei partiti che è fatta quasi esclusivamente attraverso i social network, di cui anche la Tv sembra essere una sussidiaria. Ed è una propaganda basata quasi esclusivamente sulle menzogne e sulle bufale. Abbiamo da una parte Lega e Movimento 5 Stelle e dall'altra il Pd, impegnati a darsi addosso a vicenda e a gloriarsi di ciò che non hanno fatto. Con qualche extra: per esempio le bufale razziste della Lega contro gli extracomunitari. Appena però uno fa presente che quella certa notizia è una bufala, subito viene etichettato come un esponente della parte opposta. C'è un link che mi è capitato di vedere che recita: "Secondo un recentissimo studio che sconvolgerà i grillini, non c'è bisogno di far parte del Pd per criticare il Movimento 5 Stelle". Ma lo stesso vale per ogni partito: non c'è bisogno di essere della Lega o del M5S per criticare il Pd, come non c'è bisogno di essere del Pd per criticare M5S e Lega. Chiaramente parlo di critiche motivate, non di insulti rivolti a Tizio o a Caio. 

Tuttavia, c'è una cosa da specificare. Alcuni grillini lamentano una maggiore "severità" di giudizio nei confronti del Movimento 5 Stelle rispetto agli altri partiti. E' vero, ma è giustificata. Perchè sono 10 anni che il Movimento 5 Stelle (perdonate l'espressione che sto per usare, vietata ai minori) ci fracassa i cosiddetti dicendo che loro sono onesti, che loro sono trasparenti, che solo loro hanno le idee giuste e che tutti gli altri sono dei delinquenti. E' chiaro quindi che quello che in un altro partito può essere considerato "normale", nel senso che lo si comment a stento, se avviene nel M5S è molto più rilevante. E' come una macchia di fango su un vestito: se il vestito è sporco e lurido, la macchia di fango non si nota; se uno indossa un vestito bianco, la macchia di fango, per quanto piccola, spicca come se ci fossero mille frecce indicatrici. 

Il punto, che la gente non capisce, è che certi comportamenti sono umani. "L'occasione fa l'uomo ladro" vale per tutti, senza eccezione. Poi c'è quello che diventa ladro davanti all'occasione e quello che invece ha troppo rispetto per se stesso per farlo. Ma questo al di là delle appartenenze politiche. Non è che se uno è di tal partito, sicuramente violerà la legge mentre l'appartenenza ad altro partito sicuramente lo impedirà. Nè si può pensare che siccome uno ha violato la legge, tutto il suo partito sia colpevole di quel reato. Non per niente la Costituzione stabilisce che il reato è personale. Quindi se io denuncio che Tizio del Pd è un delinquente, perchè è stato condannato per questo e quel reato, va bene. Se dico che tutto il Pd è composto da delinquenti perchè Tizio è stato condannato, non lo posso fare. E se critico quello che fa quest'ultima affermazione, non è che lo faccio perchè sono del Pd. 

Facciamo un esempio pratico che mi è capitato alcuni giorni fa. Sono capitato in una discussione su Facebook, dove un esponente del Movimento 5 Stelle diceva che la manovra di bilancio è fatta bene e che il deficit del 2,4% è una misura che non farà danni all'Italia. E aggiungeva che l'Europa critica solo perchè loro vogliono governi deboli che abbassano la testa, come quello di Renzi e del Pd, e non governi forti come questo. Affermazioni che io contestavo. Ad un certo punto arriva un tifoso del Pd che dice che questo governo è costato finora agli italiani 80 miliardi di euro. Altra affermazione falsa, in senso opposto. Forse diventa vera se consideriamo l'andamento della Borsa (non ho sottomano i valori esatti), ma comunque quelle sono perdite virtuali che non vanno considerate. E quindi ho contestato anche quelle affermazioni. Risultato? Mi sono beccato insulti da ambo le parti. Quando l'unico dato che abbiamo finora in questo senso è un documento di Banlitalia che afferma che l'aumento dello spread dal primo giugno (data di insediamento di questo governo) ci è costato 1,5 miliardi fino a fine anno e ci costerà circa 15 miliardi dino al 2020 (immaginando uno spread costante intorno a quota 300). 

Ma gli insulti che ho preso in quella occasione sono niente rispetto a quelli che prendo quando si parla del nazismo e della Seconda Guerra Mondiale. Questo perchè abbiamo il 90% della popolazione italiana che è convinto che il periodo che va dal 1919 al 1945 si può riassumere in tre frasi: "Hitler era pazzo", "Il nazismo era il male assoluto" e "Hitler ha ucciso 6 milioni di ebrei". Per usare una frase usata da Luke Skywalker nell'ultimo film di Star Wars, il commento è: "E' incredibile: tutto quello che hai detto è falso". Dall'altra parte abbiamo i negazionisti, persone che negano anche le verità per dimostrare la loro ideologia. Si tratta di due posizioni egualmente false, egualmente in contrasto con le prove storiche ed egualmente da condannare. 

Prendiamo solo la frase: "Hitler era pazzo". Magari nella versione "era uno schizofrenico paranoide". Cosa è uno schizofrenico? E' una persona che non riesce a distinguere le proprie fantasie dalla realtà. Ora, parliamoci chiaramente: come può uno che ha un difetto così grave riuscire a stare in politica per la bellezza di 14 anni (cioè dal 1919 al 1933, anno in cui divenne in pratica dittatore)? E mi fermo al 1933 solo perchè poi uno può dire: "Va bene, ma a quel punto era dittatore comandava lui e nessuno poteva sapere". Io sfido chiunque a trovare uno schizofrenico che possa condurre una vita pubblica per così tanto tempo senza che nessuno si accorga delle sue condizioni (e quindi senza usare nessuno dei farmaci esistenti oggi e allora). E' impossibile. Per la paranoia... beh, un po' paranoico lo era. Ma si tratta di un disturbo che da solo raramente genera disturbi gravi. E comunque, anche qui fino al 1933 non ci furono conseguenze. 

In realtà, Hitler era solo un bambino maltrattato da un padre ubriacone e violento. A cui poi si aggiunse il trauma, quando era appena fuori dall'adolescenza, della morte della madre per un tumore. E si aggiunse anche l'ipocondria, dovuta al fatto di avere sempre avuto una salute malferma (saltò anche un anno di scuola da bambino per malattia). Come tutti i bambini maltrattati, covava una forte dose di rabbia repressa, che di quando in quando esplodeva con furia verbale. Inoltre, molti bambini maltrattati o violentati finiscono per avere una specie di doppia realtà, cioè si creano un mondo immaginario dove gli piacerebbe vivere. Hitler quel mondo se lo creò sulla base del suo presunto talento artistico nella pittura. Un talento che in effetti c'era (anche se mai addestrato e indirizzato) se ci si limita all'architettura. Ma purtroppo lui non potè mai fare la facoltà universitaria di architettura: gli serviva un titolo di liceo tecnico che non riuscì a prendere. E a dirlo non sono io, che di pittura ne capisco poco e niente. Fu il direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Vienna che respinse la domanda di ammissione di Hitler proprio perchè i suoi disegni (presentati unitamente alla domanda) erano troppo basati sui palazzi e poco sulle persone. 

Quindi, quando agiva, l'allora capo del Partito Nazista era perfettamente lucido. Anche l'odio contro gli ebrei era lucido. Ma poichè la gente non conosce la storia non se ne rende conto. C'era una fetta molto grossa del Paese che odiava gli ebrei anche prima del Partito nazista. I tedeschi approfittarono ed incentivarono quest'odio, ma non furono loro i primi. Esisteva una ideologia politica, detta "Volkisch" (nazionalista), adottata da diversi partiti di destra e di centro. Una ideologia che affermava la superiorità della razza ariana contro gli ebrei e gli slavi che volevano distruggerla dall'interno, "contaminandola" mediante matrimoni. Hitler non fece che pescare a piene mani in questa ideologia, anche perchè condizionato sia dal suo odio familiare (il padre che lo picchiava era il figlio illegittimo di un ebreo presso cui la madre lavorava come cameriera) sia dalle letture antisemite fatte da ragazzo. Chiaramente, essendo un odio molto condiviso, divenne una delle armi della propaganda nazista. Ma Hitler non ne era ossessionato: quando andava a parlare agli industriali (molti dei quali erano ebrei oppure avevano amici ebrei) non toccava mai di questo argomento. Si limitava a parlare della lotta che intendeva condurre ai sindacati, dei limiti che intendeva imporre ai salari e delle commesse pubbliche che lo Stato avrebbe fatto per il riarmo della Germania. 

Quello che successe poi fu una combinazione di fattori. I problemi mentali di Hitler finora elencati vennero inaspriti da altre cose. Innanzitutto dall'età: tutti noi tendiamo con l'avanzare dell'età a rendere più decisi i tratti principali del nostro carattere, anche se non ce ne accorgiamo. Insomma, uno buono diventa più buono, uno nevrastenico diventa più nevrastenico, ecc. Quindi questo aumentò la sua paranoia e la sua ipocondria. A questo punto entra in scena il dottor Morrel. Hitler l'aveva conosciuto dopo essere diventato Cancelliere e il medico era entrato nelle sue grazie aiutandolo a risolvere un problema di infiammazione intestinale. E quindi divenne il medico di fiducia di Hitler. Quando l'allora dittatore tedesco cominciò ad accumulare cariche (era capo del Partito Nazista, capo del governo, capo dell'Esercito e per un certo periodo anche comandante di un terzo delle truppe che avevano invaso la Russia) creò un cocktail di sostanze per aiutarlo a stare in piedi una intera giornata. C'erano dentro vitamine e proteine, ma anche eccitanti come la stricnina. E nel lungo termine queste sostanze gli danneggiarono il sistema nervoso. E di certo le continue sconfitte che dal 1942 si susseguirono non furono un balsamo per una mente danneggiata sia emotivamente che fisicamente. 

Ora, dire se divenne pazzo oppure ci fu solo una esasperazione di quei caratteri negativi che già esistevano prima, è roba che sarebbe spettato ad un medico a suo tempo. Io mi limito a dire che questa è la cronistoria di ciò che avvenne. I fatti. Fatti che però non piacciono nè a chi sostiene la versione ufficiale nè ai negazionisti. Per cui, se capita una discussione su questo argomento, mi ritrovo nello stesso fuoco incrociato di cui parlavo prima; di solito condito con accuse di essere un negazionista oppure un nazista. E sempre perchè ci si rifiuta di rispettare e conoscere i fatti. Si preferisce lasciare che sia l'ideologia a parlare. Il problema dell'ideologia - politica, religiosa o di qualsiasi altro tipo - è che è un bel castello costruito su fondamenta di aria: solide per chi ci crede, evanescenti per tutti gli altri. I fatti invece costituiscono per tutti una catena solidissima e indistruttibile. Per questo la gente li odia: costringono a rivedere la propria rassicurante ideologia...

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©