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Crollo delle nascite in Italia. Ma è assolutamente normale


Crollo delle nascite in Italia. Ma è assolutamente normale
28/11/2017, 15:53

Oggi l'Istat pubblica il rapporto annuale sulle nascite relativa all'anno precedente. E così si scopre che nel 2016 in Italia sono nati 473 mila bambini, 12 mila in meno del 2015. Un calo demografico, quindi. Esattamente come c'è da decenni: negli ultimi 40 anni sono stati pochi gli anni in cui le nascite sono aumentate rispetto all'anno precedente. Ma come mai avviene questo? 

In realtà è un fatto normale, spiegato facilmente dalla sociologia. Ed è connesso allo stato di benessere medio. Più sale la ricchezza, più le donne scelgono di ritardare la prima nascita e meno figli fanno. Nel 1950 le donne facevano in media 2 figli; 20 anni dopo ogni famiglia aveva in media 1,5 figli; oggi siamo a 1,2 figli a famiglia. Ci sono numerosi studi che lo confermano, ma ci si può arrivare intuitivamente guardando l'andamento delle nascite per tipologie. Per esempio, per molti anni le nascite al sud sono state superiori a quelle che avvenivano al nord; e in quegli stessi anni il reddito pro capite al sud è stato di molto inferiore a quello riscontrato al nord. Negli ultimi 20 anni, con l'arrivo degli stranieri, si è visto che le nascite tra gli stranieri erano superiori, in percentuale, a quelle tra gli italiani; e che il loro reddito era più basso. Naturalmente queste sono tendenze su larga scala, non è che si può stabilire in anticipo quanti figli farà la singola famiglia basandosi solo sulla nazionalità dei due genitori. 

Naturalmente questa tendenza non avviene solo in Italia. E' tipica di tutti i Paesi nel mondo. Se andiamo a guardare, questa tendenza alla denatalità è diffusa ovunque. L'esempio estremo è il Giappone. Da sempre è utilizzato anche nelle battute come esempio di sovraffollamento. Negli anni '80 ha raggiunto i 120 milioni di abitanti. Ma oggi ci sono in Giappone solo 80 milioni di abitanti. Questo perchè la denatalità ha fatto sì che i morti fossero più delle nascite, e quindi una progressiva riduzione degli abitanti. Ed è la stessa cosa che avviene in tutti i Paesi europei, negli Usa, in Canada, in Australia. Solo che nei vari Paesi di solito la denatalità viene parzialmente o totalmente nascosta dall'immigrazione. La gente non si rende conto che la popolazione italiana è stabile da oltre 15 anni. E come fa a rimanere stabile se la natalità è in calo? Perchè arrivano gli immigrati. Circa il 10% della popolazione con cittadinanza italiana è nata in Romania, in Cina o in Africa. Senza quella fetta di popolazione, oggi in Italia ci sarebbero meno di 55 milioni di persone, anzichè poco più di 60 milioni. 

Sull'argomento interviene ogni tanto Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia oppure il Movimento 5 Stelle oppure altri esponenti dei partiti di destra o di estrema destra. Lo fa dicendo che c'è bisogno di aiutare le famiglie economicamente, affinchè facciano più figli. Una ricetta certamente non nuova, visto che era utilizzata sia dal fascismo che dal nazismo. Ma allora funzionava perchè all'epoca l'Italia era un Paese povero e la Germania aveva grosse potenzialità di crescita economica, potenzialità bloccate dalla crisi del 1920-21 e dalla crisi del 1929. Ma oggi l'Italia è un paese mediamente benestante. E le donne spesso vogliono realizzarsi nel lavoro e non nella famiglia. Quindi promettere un bonus bebè - tanto per fare un esempio - rischia di essere inutile. Nella Germania nazista venivano concessi prestiti a tasso agevolato alle coppie di sposi. Ogni due figli, il 25% di quel prestito veniva cancellato. Con otto figli il prestito veniva completamente cancellato. Inoltre le madri che facevano molti figli avevano delle medaglie consegnate in apposite cerimonie pubbliche (di bronzo se avevano fatto 6 figli, d'argento con 8 figli e d'oro con 10 figli). Ma oggi fare una cosa del genere avrebbe senso? 

In realtà no. Nessuna donna o quasi accetta di annullarsi in casa badando ad una mezza dozzina di figli. Anche le casalinghe vogliono poter fare altro, oltre che badare ai figli. E certo non basta dare qualche centinaio di euro l'anno per convincerle a cambiare idea. Però è un ottimo argomento per i razzisti d'Italia. Per questo viene cavalcato da tutti i partiti di destra, compreso il Movimento 5 Stelle. Perchè per i razzisti? Perchè bisogna salvaguardare "la razza italiana", "la storia italiana", "la cultura italiana" e boiate del genere. In realtà, devo ancora trovare qualcuno che mi spieghi perchè noi saremmo così diversi da un francese o da un libico. Certo, abbiamo uno stile di vita diverso, ma questo non dipende dal Dna. Qualsiasi neonato nato in Italia oppure portato qui a meno di 6 mesi, prenderà lo stile di vita degli italiani. In Italia ci sono tante persone di colore che non hanno alcuna differenza di comportamento rispetto alle persone di pelle bianca. Se usassimo un programma come quello usato dai nazisti, che rapivano i bambini di aspetto ariano e li facevano crescere in Germania da famiglie tedesche, potremmo avere qui una colonia di neocittadini italiani di cultura ma libici o tunisini o egiziani o algerini di nascita. E nessuno se ne accorgerebbe. 

La storia insegna che questi movimenti di massa delle popolazioni ci sono sempre stati. Ma anche che le nuove popolazioni, tranne casi particolari, non hanno danneggiato quelle preesistenti. Prendiamo l'Impero Romano. Negli ultimi due secoli venne colpito e attraversato da numerose popolazioni provenienti dall'Europa centrale e orientale. Ma alla fine a Napoli o a Roma si installarono le popolazioni gote o quelle celtiche? No. restarono gli abitanti autoctoni, anche se una parte di quelle popolazioni straniere si insediarono. Giusto per anticipare l'obiezione che qualcuno potrebbe fare: non c'è paragone con lo sterminio degli indios in centro America o dei pellerossa nell'America del Nord. Lì non era una migrazione di massa, ma una guerra di sterminio finalizzata ad eliminare le popolazioni presenti per impadronirsi delle terre e delle altre risorse naturali. 

E anche l'Impero Romano, negli ultimi due secoli, avevano una natalità in decrescita. Natalità che veniva sostenuta dalle nascite delle popolazioni che venivano assorbite dall'Impero. Esattamente come accade oggi dove i Paesi più ricchi sono in denatalità e le loro popolazioni vengono integrate dall'immigrazione. E per quanto i politici facciano la faccia dura contro gli stranieri, per cercare di beccarsi qualche voto in più da parte delle fasce più ignoranti e razziste della popolazione, è un fenomeno che non si può fermare. Ed è un fenomeno che è indispensabile per mantenere un equilibrio all'interno del Paese. Per evitare quello che rischia di accadere in Giappone. Come ho detto, in Giappone un terzo della popolazione è morta negli ultimi decenni senza essere sostituita. Paradossalmente, questo fenomeno ha avuto una conseguenza positiva: il calo della disoccupazione. Nel corso degli anni l'automazione e la tecnologia hanno fatto sparire molti posti di lavoro; ma sono "spariti" molti più lavoratori. Ma se si continua così, c'è un rischio: che comincino a mancare i lavoratori per settori essenziali. 

Per capirci, voglio prendere un esempio di fantasia, un film. Mi riferisco a "Cose dell'altro mondo", un film con Diego Abatantuono e Valerio Mastandrea. In questo film Abatantuono è un imprenditore razzista proprietario di una fabbrica e di una Tv locale. Una sera, va in Tv a fare una delle sue solite tirate razziste contro gli extracomunitari, dicendo che se ne devono andare via dall'Italia. Il giorno dopo, gli extracomunitari sono spariti, ma l'Italia del Nord è nei casini: molte aziende sono ferme per mancanza di lavoratori, gli ospedali vanno a rilento perchè mancano gli infermieri; mancano le badanti, i camerieri... tutte le posizioni più umili. Una denatalità prolungata come in Giappone alla lunga può creare proprio una situazione di questo genere: si fermano i servizi essenziali, le fabbriche, tutto quello che conta. E un Paese muore lentamente, soffocato, come se affodnasse nelle sabbie mobili. E' per questo che quando ci sono esponenti politici che dicono: "In Europa servono tot milioni di immigrati nei prosismi 20 anni" o cose del genere non sono persone che sono contro gli europei o facenti parte di un gigantesco piano mondiale, come blaterano i più ignoranti. Dicono una semplice verità. Senza milioni di immigrati nei prossimi decenni, tutto il sistema economico europeo (inteso come sistema dei singoli Paesi e come sistema integrato) crollerebbe; e dopo il sistema economico, toccherebbe al sistema sociale. E questo a causa della denatalità che viene portata dalla ricchezza e dal benessere raggiunto. 

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di Antonio Rispoli
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