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Cuccarini: "Non si vota in Italia da 10 anni". Quando l'ignoranza comanda


Cuccarini: 'Non si vota in Italia da 10 anni'. Quando l'ignoranza comanda
05/03/2019, 15:41

Ieri ci sono stati momenti di imbarazzo durante la trasmissione "Otto e mezzo", su La7. Era ospiti di Lili Gruber i giornalisti Massimo Giannini e Paolo Mieli e la showgirl Lorella Cuccarini. 

Ad un certo punto la Cuccarini ha detto: "Le elezioni politiche che ci sono state l'anno scorso sono state importanti, per non si votava... da quanto? Dieci anni, almeno". Sbandamento e faccia smarrita di Giannini e Mieli, che le hanno fatto presente gentilmente che per Costituzione si vota al massimo ogni 5 anni. E infatti, anche se la Cuccarini se l'è dimenticato, noi abbiamo votato anche nel 2013, quando vinse il Pd di misura su M5S e con Forza Italia e si formò la maggioranza che poi sostenne i governi Letta, Renzi e Gentiloni. Tuttavia, per una persona che frequenta i social network, questa frase della Cuccarini non è una novità. Sono molte le persone - quasi tutte tra coloro che votano Movimento 5 Stelle o Forza Italia - che credono veramente che noi nel 2013 non abbiamo votato. E che il governo Monti, il governo Letta, il governo Renzi e il governo Gentiloni sono frutto di un complotto dell'Unione Europea, della Bce (e magari di Soros) contro l'Italia. Più volte ho trovato persone che dicevano con la massima convinzione che, prima del governo Salvini-Di Maio, l'ultimo governo legittimo è stato quello di Berlusconi che ha guidato l'Italia dal 2008 al 2011. 

Voglio dirlo chiaro e tondo, senza eufemismi: è una questione di ignoranza. Inteso non come un insulto, ma come mancanza di conoscenza. La Costituzione non è letta da molti, oggi come oggi; e quindi la gente è libera di inventarsi qualsiasi balla. Balle che poi vengono diffuse sui social network. Dove per molte persone è più comodo credere alla bufala del complotto dell'Europa e della Germania contro l'Italia, perchè sono tutti brutti, sporchi, cattivi e invidiosi della nostra manifattura, che non alla realtà dei fatti. Ed è più comodo odiare il Pd come nemico perchè si piega a questo presunto complotto che valutare nel merito le azioni del Pd raffrontate al proprio partito. Sia ben chiaro, il Pd non ha sempre agito bene. Anzi, la gran parte delle leggi che ha fatto non mi sono piaciute e posso dimostrare come abbiano avuto più effetti negativi che positivi. Ma con tutto questo, io non amo le bufale complottiste. Renzi, Gentiloni e Calenda mi possono anche stare sulle scatole, ma non inventerò mai che i governi di cui facevano parte non fossero più che legittimi. AL contrario di chi crede nel complotto. 

Ma se la Cuccarini è così ignorante, perchè viene chiamata a parlare di ciò che non sa? Questo è colpa dei conduttori di questi programmi (in questo senso, non parlo solo di "Otto e mezzo", ma di tutti i programmi di questo tipo, da "Che tempo che fa" a "Di Martedì" a "Quarta Repubblica" e via elencando). Che per diversi motivi cercano queste persone per fare share. Cioè cercano persone famose, che attirino i fan che la vogliono sentire. E non importa se dicono cretinate. Anzi, magari ottengono clamore e più share per la prossima volta. Io ricordo ancora una trasmissione su Rai2, "Virus" condotta da Nicola Porro, dove vennero invitati a parlare di vaccini Red Ronnie ed Eleonora Brigliadori (come persone contro i vaccini, mentre a favore c'era il dottor Roberto Burioni, noto vitologo). Ora, se si fosse parlato di musica, nulla da ridire su Red Ronnie; se si fosse fatto un amarcord di quando la Brigliadori era in Tv, idem. Ma cosa volete che ne sappiano  loro due di vaccini? Infatti raccontarono una marea di cretinate, frutto della loro ignoranza in materia. Come nessuno chiamerebbe me a ballare "La notte vola", nessuna persona di buon senso può pensare che la Cuccarini sappia di politica. Ma alla Gruber un po' di share in più non guasta. E lo stesso vale per tutti i conduttori. 

Per fare un altro esempio, questa mattina a "L'aria che tira", sempre su La7, c'era il giornalista sportivo Giampiero Mughini. Ora, per carità, se si fosse parlato del campionato italiano di calcio o delle coppe europee, nulla questio. Ma a parlare di politica proprio no. E l'ha dimostrato con una citazione: "Il Movimento sta dalla parte di Maduro, in Venezuela. E nessuna persona civile può stare dalla parte di Maduro". In realtà, ogni persona civile deve stare con il governante di un Paese legittimamente eletto, piuttosto che non dalla parte di un usurpatore che sta tentando un colpo di Stato dopo aver collaborato ad affamare la popolazione che intende governare. Ma Mughini, che ne può sapere? Il suo campo d'azione non è la politica o gli esteri. Su quelle cose ne sa quanto il signor Mario Rossi. Ma il signor Mario Rossi non è un personaggio noto e quindi Myrta Merlino non lo chiama. Invece chiama Mughini perchè chi segue il calcio (e sono tanti che lo fanno) sa chi è e magari apprezza il suo modo poco convenzionale di porsi al pubblico. 

C'è una frase, che ogni tanto mi capita di incrociare sui social network, che viene attribuita a Confucio. E recita più o meno così: "Se incontri uno che afferma di sapere tutto, non puoi sbagliare: è un imbecille". Ed è vero. Anche se non si sa se il cervello ha limiti di memoria, imparare le cose richiede tempo; e anche se le impari, se non le richiami di continuo, poi si perdono. Questo significa che ci sono tre scelte che si possono fare nella vita: si può scegliere di rimanere ignoranti, si può scegliere di specializzarsi in qualcosa, si può scegliere di avere una cultura vasta, ma non specifica. La seconda e la terza, dal mio punto di vista sono equivalenti. Ma chiaramente cambia l'approccio col resto del mondo. Se hai una cultura specifica, per esempio sei un medico o un avvocato, il tuo campo d'azione è quello e solo su quello puoi fare l'esperto. Se hai una cultura vasta, puoi parlare di tutto, ma con non esperti. Di fronte ad un esperto stai zitto ed impari in quella metria. 

Quelli che invece non perdono sono coloro che scelgono di rimanere ignoranti. Perchè oggi rimanere ignoranti è una scelta. Le informazioni sono ovunque, quindi non è difficile imparare. Il problema è che bisogna fare una scelta su quali fonti ritenere affidabili. Ma una persona di bassa cultura deve impegnarsi a fondo per riuscire a capire quale fonte è affidabile e quale no. E oggi come oggi, la maggior parte delle persone non ha voglia nè di impegnarsi nè di faticare in qualcosa che non dia una ricompensa immediata. Perchè la cultura è questo. E' come un magazzino di cose per la maggior parte inutili, da tirare fuori magari una volta o due nella vita. E quella volta che la tiri fuori è magari solo per tua soddisfazione personale. Quindi non c'è nessuna ricompensa, nè immediata nè futura. Anzi, di solito ci sono insulti, perchè oggi la maggioranza delle persone disprezza la cultura. E chi sa le cose viene qualificato come "professorone", "saccente" o peggio. 

Del resto, a che serve sapere le cose? Nel lavoro serve una preparazione specifica e molto servilismo, se vuoi andare avanti. Nella vita, c'è Google, grazie al quale trovi qualsiasi cosa ti interessa, anche le balle, come quelle raccontate dalla Cuccarini. Che altro serve? Sapere solo per il gusto di sapere le cose? Ormai non interessa a nessuno. E così, quando si va in Tv o si scrive sui social network, è più facile sparare cazzate e insultare chi sa le cose. Tanto, gli ignoranti ormai sono la maggioranza in Italia...

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di Antonio Rispoli
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