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Dal finanziamento pubblico al finanziamento privato dei partiti


Dal finanziamento pubblico al finanziamento privato dei partiti
31/05/2013, 17:58

Il Consiglio dei Ministri di oggi ha varato il disegno di legge sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. 
Naturalmente, non è oro tutto quello che luccica: la legge partirà solo nel 2017 e verrà sostituita con un prelievo del 2 per mille fatto dalle tasse che paghiamo (con le stesse modalità dell'8 per mille: si sceglie il partito a cui donarli; mentre chi non barra quella casella, vedrà i propri soldi assegnati ai partiti in mantera proporzionale ai voti dei partiti stessi. Inoltre resta la possibilità di finanziamenti privati volontari, come avviene anche oggi. 
Assolutamente prevedibili le reazioni: Pd e Pdl che festeggiano; Grillo che si prende il merito della legge, ma poi dice che è una legge truffa. Ma è una legge che funzionerà? 
L'esperienza indurrebbe a dire di no. Infatti una legge simile venne varata dopo l'abolizione del finanziamento pubblico causato dal referendum promosso dal Partito Radicale nel 1993. Allora si trattava solo di una scelta volontaria: chi voleva, li dava ai partiti, gli altri se li tenevano. In quella occasione il "bottino" raccolto dai partiti fu miserrimo: i dati non vennero resi noti, ma si parlò di cifre inferiori al mezzo miliardo di lire. Per questo questa volta il governo Letta ha aggiunto una clausola di garanzia: i soldi di chi non indica un partito verranno divisi tra gli altri partiti. 
Resta il problema di base: ha senso eliminare il finanziamento pubblico ai partiti? E' vero che in Italia i partiti ne hanno abusato, e per questo meritano ogni genere di condanna. Ma senza finanziamento pubblico, che ne sarà dei piccoli partiti? Io cittadino, come faccio a sapere di una Italia dei Valori o di un Partito Socialista, se si candidano o meno? Dalla loro presenza in TV? Solo se ho la pazienza di sorbirmi delle noiosissime tribune stampa sulla Rai dove prima o poi può capitarmi di incrociare il partito che mi interessa. Naturalmente a condizione che me le posso registrare agli orari assurdi in cui vengono trasmesse, tipo le 9 di mattina o le 16. E' chiaro che è un po' poco. E pretendere che le Tv rispettino la par condicio è solo una illusione: una volta almeno coloro che violavano questa legge, venivano sanzionate; ma alle ultime elezioni (tra il 2009 ed oggi) in campagna elettorale le Tv hanno presentato una visione totalmente di parte a favore del Pdl (e in occasione delle elezioni 2013, anche in favore di Monti). Talmente a favore che sono stati nascosti i dati sulla divisione per partiti del tempo dedicato ai partiti.
Il punto è che senza finanziamento pubblico, il finanziamento privato dipende da chi i soldi li tiene. E gente del genere non dà i propri soldi, se non in cambio di qualcosa. L'Ilva è l'esempio più lampante: credete che Pd e Pdl si sarebbero precipitati a fare una legge "salva Ilva", se i Riva, proprietari dell'azienda, non avessero versato quasi 100 mila euro per il finanziamento di Bersani e 250 mila per il Pdl? Non voglio dire che si siano fatti comprare, ma senz'altro l'idea di perdere quei soldi è stato un incentivo ad agire a favore dell'azienda. Più si apre al finanziamento privato, e più questo è evidente. 
Certo, si potrebbe fare la legge sulle lobbies, di cui si è parlato recentemente, ma anche questa è solo una illusione. Le lobbies negli Usa sono istituzionalizzate e agiscono alla luce del sole. E anche se tutti i cittadini sanno che i lobbisti sono quelli che decidono dell'elezione dei Congressisti; sanno che ci sono sempre degli accordi segreti; tollerano la cosa purchè il favore dato a questa o quella azienda non sia totalmente sfacciato. Una "maturità elettorale" che gli italiani non hanno. Quando vanno alle urne si sono dimostrati inclini a votare qualsiasi delinquente si presenti sotto le bandiere del partito che ciascuno vota abitualmente. Quindi non c'è nessuna possibilità di aspettarsi dal cittadino italiano medio una valutazione seria ed attenta della situazione. 
A questo punto cosa fare? Noi cittadini possiamo solo assistere. Ma questo è uno dei tanti esempi di cosa significa la demagogia. E' per demagogia che Grillo sta tuonando ininterrottamente da anni contro il finanziamento pubblico ai partiti, E quando lui dice: "Il Movimento 5 Stelle non spende una lira" dice il falso. I singoli cittadini anzi spendono parecchio, per gli spettacoli di Grillo. Chi non spende è proprio l'ex comico, che anzi ci guadagna soldi a palate: essendo il suo blog il fulcro su cui tutti i suoi seguaci convergono, questo permette a Grillo di guadagnare ogni anno milioni e milioni. Ma quanti partiti hanno personaggi di tale attrattiva? Grillo è stato per 40 anni un comico noto. Il Pd con chi può replicare? Mettendo Benigni come segretario di partito? Insomma, è un fenomeno molto particolare. L'unica cosa che si potrebbe fare è tentare il boom virale: il partito sconosciuto che trova la persona che, per un motivo o un altro comincia ad essere diffuso su Internet perchè piace e quella persona diventa la bandiera del partito op del movimento. Ma quante possibilità ci sono che questo accada? Sono talmente minime da essere vicine allo zero. 
E quindi, visto che tutti gli italiani hanno applaudito alle sparate demagogiche di Grillo contro il finanziamento pubblico, ci teniamo il finanziamento pubblico (perchè il 2 per mille è comunque un finanziamento pubblico) ma in più rischiamo di aggiungerci un grosso finanziamento privato, con le conseguenze negative che restano. 
Un dettaglio per concludere: Grillo non può accedere neanche a questo finanziamento secondo la nuova legge, così come non può accedere al finanziamento pubblico oggi in vigore. E il motivo è lo stesso: non ha statuto, non ha tesoriere, non ha trasparenza interna. QUesto giusto per chiarire, perchè sono stufo delle balle dei grillini che dicono che hanno rifioutato i soldi del finanziamento pubblico. E' come se io dicessi che non ho voluto ritirare i 20 mila euro al mese che spettano ad un parlamentare. Qualcuno potrebbe chiedermi: "Ma tu sei stato eletto?". No. E quindi quei soldi a me non spettano. Così come a Grillo non spettano i soldi del rimborso elettorale. 

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di Antonio Rispoli
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