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Debito pubblico: solo la Germania lo abbassa


Debito pubblico: solo la Germania lo abbassa
23/10/2017, 15:43

Interessante un dato che è apparso qualche giorno fa sui giornali e che è passato in sordina: l'andamento del debito pubblico nei principali Paesi europei, secondo il Centro Studi ImpresaLavoro. 

Tra il 2014 e il primo trimestre del 2017 (quindi poco più di tre anni) in valore assoluto il debito pubblico della Germania è calato di 63 miliardi, in Spagna è aumentato di 121 miliardi, in Gran Bretagna di 197 miliardi e in Francia di 209 miliardi. Prendo i dati in valore assoluto, ma non cambia se li prendo in termini di rapporto con il Pil: da 76,3% a 66,9% per la Germania, dal 98,1% al 100,4% per la Spagna, dall'86,8% all'88% per la Gran Bretagna, dal 94,2% al 98,7% per la Francia. Chiedo scusa per la girandola di numeri, ma era una premessa essenziale, visto che vengo accusato di scrivere cose inventandomele e senza rivelare dati o fonti. In realtà, io preferisco scrivere in maniera semplice, per tutti; e questo significa rinunciare a dettagli di questo genere, di solito. Meglio una semplificazione che sia comprensibile anche alla classica "casalinga di Voghera" come amava dire Berlusconi. Non vi pare? Un dettaglio: volutamente non parlo dei dati dell'Italia, perchè non voglio si pensi che, come in altri editoriali, io voglia parlare solo del nostro Paese. Qui il discorso è più ampio, come vedrete tra poco. 

Ovviamente, l'attenzione è puntata sui dati della Germania. Vediamo di esaminarli da diversi punti di vista. Il primo punto di vista è che questi dati sono un calcio nelle palle (scusate la poca signorilità, ma quando ci vuole, ci vuole) alle teorie sulla sovranità monetaria portata avanti da persone come i professori Claudio Borghi e Alberto Bagnai; nonchè alle teorie sulla cosiddetta MMT, pubblicizzata in Italia dla giornalista Paolo Barnard. Entrambe le teorie sostengono che è impossibile per un Paese avere un deficit postivo (cioè le entrate che superano le uscite statali) crescere, in quanto è il deficit che consente allo Stato di aumentare il Pil. Invece la Germania non solo ha mantenuto un deficit positivo (una ventina di miliardi l'anno), ma è anche uno dei Paesi con la maggiore crescita del Pil in Europa (tra il 2 e il 3 per cento all'anno). Come fanno a stare insieme le due cose? 

Semplice: perchè è falso il presupposto. Il deficit positivo strangola l'economia e blocca la crescita del Pil quando è il frutto di una tassazione eccessiva che blocca la domanda interna. Ma se il deficit è positivo perchè la tassazione è concentrata sui redditi alti e sui profitti aziendali, mentre le spese sono concentrate laddove serve, ecco che l'economia va su come niente fosse. Naturalmente, non guasta la fiducia internazionale di cui la Germania gode, cosa che permette di pagare interessi bassissimi sul debito pubblico. E' bene ricordare che i bund tedeschi fino ad un anno hanno interessi negativi, mentre quelli a 10 anni non arrivano all'1%. In questa maniera, anche se il loro debito pubblico fosse il doppio di quello che è, pagherebbero di interessi meno di quanto pagano altri Paesi che hanno i titoli di Stato al 2-3% oppure oltre. Questo dato è bene che rimanga impresso, perchè è il motivo per cui la Germania insiste tanto con l'austerity: perchè loro la applicano (quella vera, non le cretinate della Bce e del Fmi) e i risultati si vedono. 

C'è poi un altro aspetto da considerare. L'andamento del debito pubblico e del deficit così positivo consente allo Stato di spendere i propri soldi con efficacia. E così si possono pagare le pensioni con la fiscalità pubblica, si possono pagare i redditi di cittadinanza, si possono pagare le bollette di casa, gli affitti e così via ai disoccupati. Il tutto senza che questo crei problemi di sorta. Insomma, non è un dato occasionale che si prende in considerazione. E' un dato distemico. Che può anche essere "mollato", se ci sono buone ragioni. Una quindicina di anni fa la Germania varò una legge che prevedeva un taglio delle tasse per i redditi più bassi, con un costo totale di 80 miliardi l'anno. Per alcuni anni, la Germania andò in deficit olltre il 3% (2004-2005), ma poi si è ripresa. Ed è differente quando uno Stato va in deficit per necessità particolari, rispetto a quando un deficit è creato semplicemente dall'incapacità della classe politica, come è successo in Italia, in Grecia e in Spagna. 

E' finita qui? Ovviamente no. Come ho detto, il deficit della Germania è al 66,9%, di poco oltre il livello ottimale che è pari al 60% del Pil. Traduciamolo in cifre: il debito pubblico tedesco è poco oltre i 2000 miliardi di dollari, inferiore al debito pubblico italiano. Supponiamo che domani scoppia un'altra crisi economica e la Germania decide di stanziare soldi per aiutare la propria economia. Una manovra da 100 miliardi? da 200? da 500? da 1000 miliardi di dollari? In Italia una cosa del genere sarebbe improponibile, salterebbero tutti i conti pubblici. Per la Germania una manovra da 1000 miliardi di dollari significherebbe aumentare il debito pubblico restando sotto il 100% del Pil. Insomma, hanno una riserva strategica da poter usare in caso di necessità. In Italia una manovra da 1000 miliardi significherebbe far arrivare il debito pubblico al 200% del Pil, cosa che ci condannerebbe a morte, economicamente. 

Naturalmente, tra chi legge questo editoriale a questo punto saltano su quelli che credono alla sovranità monetaria e alla MMT a dire: "Bella scoperta: la Germania ha creato l'euro apposta per arricchirsi e danneggiare gli altri Paesi europei"; oppure "la Germania esporta troppo". O cose di questo genere. Già in passato ho risposto con altri editoriali a queste balle (per esempio leggere qui qui per fare qualche esempio). Ma la sostanza è che i dati sono difficilmente contestabili. I dati della Germania non sono il frutto di una scelta estemporanea, bensì di un sistema solido e stratificato nella società tedesca. Sì, lo sottolineo: nella società tedesca, prima ancora che nell'economia. Perchè per esempio il fatto che gli evasori fiscali, oltre ad una condanna penale, subiscono una sorta di ostracismo sociale (cioè in pratica perde tutti gli amici, tutte le conoscenze, ecc.) non è qualcosa che si possa imporre con una legge. E' una consuetudine sociale che si impara in casa e che aiuta a ridurre il numero degli evasori fiscali. Alla stessa maniera, non è la scuola o altro che la famiglia che possa insegnare che le tasse si pagano, perchè servono ad aiutare chi è più sfortunato. 

In realtà la Germania dovrebbe essere presa ad esempio, perchè è un buon sistema economico da imitare. Non è il liberismo sfrenato degli Usa, che danneggia il Paese; ma è un capitalismo "sociale", diciamo così, dove chi guadagna bene finisce per aiutare chi ne ha bisogno. E dove lo Stato fa da intermediario tra i due: le tasse servono per redistribuire le risorse, e lo Stato si occupa di evitare abusi. Un sistema semplice, tutto sommato, ma che non è diffuso al di fuori dei Paesi nordici: Danimarca, Svezia, Norvegia. Paesi che con la Germania condividono sia l'ideologia economica - basata su stipendi elevati, tasse elevate e welfare di elevato livello - sia le ottime performance in termini di finanza pubblica e di crescita del Pil. 

Ma se è così perchè non viene presa ad esempio? Perchè gli altri Paesi non fanno lo stesso? Il motivo è quello che potrebbe essere definito una corruzione morale implicita nella politica. Cioè il fatto che i politici nella maggior part dei Paesi vengono finanziati dagli imprenditori; e quindi sono favorevoli (usiamo questo eufemismo) ad adottare leggi che aumentino la ricchezza dei suddetti imprenditori. Ma più si creano disuguaglianze economiche in un Paese, più c'è differenza tra ricchi e poveri, più la crescita economica del Paese rallenta e il suo deficit sale. Un rapporto che nessun economista approfondisce (e sfido io, sono tutti ricchi sfondati, non ci tengono ad ammettere di essere un problema anche loro) ma che risulta evidente quando si raffronta iul grafico della crescita di un Paese con la sua disuguaglianza economica interna. Invece in Germania le alte tasse sui grandi patrimoni ostacolano questo: a che serve fare sforzi per guadagnare oltre certi redditi se lo Stato si prende la maggior parte dei tuoi guadagni? 

C'è un principio economico molto semplice, di cui non si parla mai. Diciamo che io sono cattivissimo e odio Silvio Berlusconi, per cui faccio una legge che lo obbliga a pagare una tassa da un milione l'anno. Se voglio ottenere quei soldi dagli operai, devo tassare 10 mila di loro di 100 euro a testa. Il problema è che Berlusconi può pagare un milione di euro senza rinunciare a niente che non sia il superfluo; mentre quei 100 euro l'anno per gli operai possono significare la differenza tra comprare pantaloni e magliette per i figli, per esempio. Quindi in Germania hanno fatto la scelta di tassare i Berlusconi, negli altri Paesi quella di tassare gli operai. E questo riduce le imposte ricevute dallo Stato nel lungo periodo, perchè deprime i consumi interni. Naturalmente ho usato il nome di Berlusconi perchè è persona ricca e famosa; ma potrei usare qualsiasi nome di persona con le stesse caratteristiche. 

Come dicevo, è una scelta politica. I cui risultati si vedono: la Germania ha una economia che cresce, un debito pubblico che cala e che costa pochissimo in interessi, una fiducia internazionale praticamente sconfinata. Gli altri Paesi... beh, il meglio che si possa dire è che vanno a traino. E anche se per un anno o due anni o tre possono avere una crescita superiore a quella tedesca, nel lungo periodo non riescono a raggiungere le performance della Germania. E' per questo che la Germania è sempre stata la locomotiva d'Europa: non per la prestazione sul singolo anno, ma per la continuità con cui si mantiene ai vertici.

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di Antonio Rispoli
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