Editoriali / L'opinione

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Preoccupazione per la tenuta sociale o per gli eventi?

Decreto del CDM: Realfonzo VS De Magistris


Decreto del CDM: Realfonzo VS De Magistris
06/10/2012, 12:33

E’ tornato a piangere il primo cittadino di Napoli e le sue lacrime di coccodrillo non hanno impietosito il ministro del Tesoro Vittorio Umberto Grilli che parte da altri presupposti rispetto alla visione a larghe maniche della fascia tricolore partenopea. La crisi globale impone rigore ed abnegazione ad un’idea un po diversa di spesa pubblica che sia soprattutto previgente per un futuro immediato più che lassista rispetto al quotidiano. Ma questi sono argomenti che non sembrano interessare il sindaco di Napoli, per il quale la gallina oggi vale molto di più dell’uovo domani. Ovviamente questa è una visione che non ha nulla a che fare con il comunismo, né con qualsiasi ideologia liberista o pseudo sociale, ma rispecchia solo l’esigenza di un uomo che, durante le pause dei suoi eventi populisti, rammenta anche di avere responsabilità di stabilità sociale e di crescita di una società prigioniera della ztl e del degrado. Questo è lo scenario nel quale ci troviamo , questo il background nel quale la spettacolarizzazione di ogni singolo evento apporta quel fumo prezioso negli occhi di una città che affoga e non certo per colpa del rigore statale. Della serie: provate a smentirci, o almeno provate a smentire una realtà pesante che vede il grande ex mega assessore al Bilancio Riccardo Realfonzo, persona seria, ponderata e pratico di matematica, fare i conti in tasca alla Giunta de Magistris. “Un anno e mezzo fa era ancora possibile – tuona il professor Realfonzo – imboccare la strada del risanamento e abbandonare lo scivolo del dissesto mediante interventi socialmente accorti e razionali, evitando di far pagare poi il conto salato delle manovre alle categorie deboli”. Ma così non è stato, il primo cittadino ha pensato bene di sbarazzarsi del suo assessore tecnico, e quella strada è stata persa, favorendo il comodo scivolo dei grandi eventi, nient’altro che specchietti per allodole, in questo caso per Napoletani poco furbi. “Troppo populismo e niente rigore”, queste le accuse dirette a de Magistris del suo ex assessore strategico, ma la cosa veramente buffa, è assistere alla sceneggiata della spending review, quando la morsa della crisi è avvertita dal primo cittadino tra una festa e un’altra, tra un grande evento e l’altro, quando giunge il tempo di friggere l’aria.

 

 

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di Rosario Lavorgna
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