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Di chi sono le banconote? E di chi erano le lire?


Di chi sono le banconote? E di chi erano le lire?
25/10/2012, 17:43

C'è una diatriba che sarebbe quasi divertente, se non fosse stucchevole, su Facebook. Tutto parte dalle teorie di Giacinto Auriti, un professore di diritto della navigazione che un giorno decide di applicare le regole del diritto all'economia, creando una serie di bufale sul signoraggio, che hanno alterato ciò che realmente il signoraggio sia. 
Uno dei punti centrali delle sue teorie è che una delle cause del debito pubblico è nel fatto che i cittadini non hanno la proprietà del denaro che maneggiano. E questo perchè la Bce adesso e la Banca d'Italia prima - che emettono le banconote - sono società private che (sempre a dire di Auriti) prestano i soldi agli Stati in cambio di titoli di Stato, creando così il debito pubblico. 
E la prova è in banconote come quelle fotografate, e come quelle che girano oggi. Nella foto ci sono banconote che circolavano in Italia negli anni '80. Se si guarda, sul fronte c'è scritto "Banca d'Italia", insieme al valore della banconota in lettere e in numeri. Stessa cosa sulle banconote di oggi: sul fronte c'è scritto "Bce". In base a questo Auriti ha stabilito che le banconote sono di proprietà della Bce come lo erano della Banca d'Italia a suo tempo. 
In realtà, la cosa ha senso dal punto di vista del diritto, ma non dal punto di vista economico. Infatti, ho messo la foto delle vecchie banconote perchè su quelle c'è un'altra scritta: "pagabili a vista al portatore".  La frase già negli anni '80 era vecchia e priva di senso, dato che indicava la possibilità di convertire le banconote in oro, una possibilità che sin dagli anni '50 era più teorica che reale e che nel 1971 venne abolita. Tuttavia fa capire una cosa: la proprietà della banconota è del portatore. Infatti una banconota è un bene un po' strano, in quanto non ha valore, finchè uno li ha in tasca. Pensateci: se uno dicesse: "Vuoi avere un miliardo di euro?", nessuno che sia sano di mente rispodnerebbe di no. Con una tale quantità di denaro si fa vita da nababbo per generazioni. Ma se uno dicesse: "Vuoi avere un miliardo di euro? Ti aspettano su un'isola disabitata, senza possibilità di collegarsi col mondo esterno e lontana dalle rotte delle navi", uno comincerebbe a pensarci. A che cosa servono tanti soldi se non li puoi spendere? Si tratterebbe di una montagna di denaro, ma che ha un valore pari a zero. Perchè la banconota ha valore solo ed esclusivamente nell'istante in cui la si usa, per perderlo un attimo dopo e tornare ad avere valore zero fino al successivo uso. E questo valeva per le banconote emesse dalla Banca d'Italia e vale per quelle della Bce. 
In quanto al fatto della proprietà privata delle banche centrali, dividiamo le cose. La Bce ha come azionisti, in quote diverse, le varie banche centrali europee. Quindi la Bce è privata in quanto sono private le varie banche centrali. Per quanto riguarda l'Italia, abbiamo una situazione ibrida. Infatti la Banca d'Italia, tecnicamente, viene definita istituto di diritto pubblico: la forma è privata (nel caso specifico, una Spa), ma la sostanza è pubblica. Infatti, è il Ministero del Tesoro che nomina l'amministratore delegato (che viene chiamato "governatore"). E se si guarda lo statuto della Banca d'Italia, si scopre che le banche che sono proprietarie hanno diritto solo al 4% degli utili annuali; più un altro 6% a seguito dell'approvazione di una specifica delibera da parte del Cda. La restante parte finisce nelle casse dello Stato. Una cosa alquanto anomala: dove una società privata cede il 90% dei propri utili allo Stato? 
QUindi, come si vede, parlare di "banca privata" a proposito della Bce è discutibile, soprattutto se si ricorda che il board della Banca è deciso dai governi europei (qualcuno si ricorda le questioni che ci furono quando venne nominato Draghi come presidente del board della Bce e il governo francese protestava col governo italiano perchè avevamo due rappresentanti e la Francia non ne aveva? Non era la Banque de France che parlava con Banca d'Italia, erano i due governi); parlare di banca privata a proposito della Banca d'Italia è solo una cosa comica. 
Infine il terzo punto: la Bce presta denaro agli Stati ad un alto tasso di interesse? Non è esatto. La Bce riceve titoli di Stato a garanzia del denaro che le banche centrali ricevono. Ovviamente una garanzia che, in quanto tale, va solo sostituita man mano che scade. Ma i redditi da signoraggio della Bce, come si può vedere dai bilanci pubblici che la banca centrale rende noti, finiscono poi alle banche centrali. E non tutte le banche centrali, ma solo quelle dei Paesi che usano l'euro. Per intenderci, la Bank of England non riceve un centesimo dei redditi da signoraggio della Bce, dato che loro usano la sterlina. 
Si tratta di principi semplici ed immediati, nozioni che sono alla portata di chiunque ne sappia un minimo sulla materia. Invece no: chiunque parli di signoraggio, si fida ciecamente delle farneticazioni che espresse Auriti. E le chiamo "farneticazioni" perchè tali sono dal punto di vista economico. Per carità, io sono anche disposto a concedergli la buona fede nel credere alla sua teoria; non avendolo conosciuto, non posso escluderla. Ma non puoi esaminare un problema economico dal lato del diritto. E' come chiamare un ingegnere per operare una appendicite. Uno può essere il miglior ingegnere del mondo, ma chi si farebbe operare da lui?

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di Antonio Rispoli
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