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Di Maio e Salvini: litigano per preparare le prossime mosse politiche


Di Maio e Salvini: litigano per preparare le prossime mosse politiche
08/04/2019, 15:40

In questi giorni ci sono quasi tutti i giorni dichiarazioni di questo o quell'esponente del Movimento 5 Stelle o della Lega che contesta il comportamento o le dichiarazioni di qualche altro componente della maggioranza. Molti giornali hanno cominciato a parlare di maggioranza spaccata, di governo a rischio e via di questo passo. 

Ma in realtà si tratta solo dell'effetto di due diverse tattiche. Perchè su questo penso che nessuno abbia dei dubbi: i due partiti che formano la maggioranza agiscono ognuno per conto suo. E quindi, le esigenze sono diverse, gli obiettivi sono diversi, e di conseguenza anche le tattiche sono diverse. Con la conseguenza che possono anche essere contrapposte e creare dell'attrito. Perchè entrambi vogliono aumentare il proprio consenso, ma i due elettorati sono in parte diversi, quindi rispondono a "stimoli" diversi.

Per il Movimento 5 Stelle il discorso è più semplice. Loro dicono di essere dalla parte della "gente" e contro la casta. Di conseguenza, una volta approvato il reddito di cittadinanza (che però è una presa per i fondelli, dato che è molto diverso da quello che raccontavano in campagna elettorale ed in effetti è solo un sussidio di disoccupazione, per altro molto basso), il loro scopo è solo quello di dire di no a qualsiasi tassa, a qualsiasi taglio di spesa, ecc. Gli unici tagli che promettono sono quelli relativi alla "casta": e quindi no alle pensioni d'oro, no alle auto blu (anche se ne hanno appena acquistate 8200), e così via. Insomma, cercano di acquisire consenso promettendo tutto a tutti. Dopotutto, loro si sono presentati dicendo di non essere nè di destra nè di sinistra; e quindi si sentono nella possibilità di regalare tutto a tutti. Naturalmente, con obiettivo elezioni europee. 

La strategia della Lega invece sembra essere più complessa. Nel senso che anche loro puntano ad ottenere un maggior consenso in vista delle elezioni europee. Ma sembrano aprire la strada a due possibilità. La prima è puntare ad una vittoria dei sovranisti alle europee, vittoria tale da avere una Commissione Europea scelta da loro o comunque di cui loro ne fanno parte. A quel punto la Lega punta ad ottenere carta bianca sul deficit (che tradotto significa nessun obbligo e nessun limite) per poter fare una finanziaria a dicembre senza coperture (o con coperture fittizie, come era solito fare l'ex Ministro dell'Economia Giulio Tremonti) e portare il deficit alle stelle. Il tutto senza che dall'Europa dicano niente. Se non ci dovesse essere una vittoria dei sovranisti (come indicano i sondaggi) oppure se i sovranisti dovessero dimostrarsi ostili all'idea di un'Italia con il bilancio pubblico buttato nel cesso, con il deficit alle stelle e un debito pubblico in crescita progressiva, scatterebbe il piano B. Che consiste semplicemente nel creare un litigio insanabile col Movimento 5 Stelle dopo le elezioni europee, per poi far cadere il governo dando però la colpa ai grillini. 

Può sembrare strano, ma questa soluzione alla Lega può convenire. Perchè la Lega non può arrivare a dicembre e fare la finanziaria, se deve trovare le coperture. Sia perchè non è assolutamente in grado di trovare queste coperture, sia perchè dovrebbe comunque tassare la gente a sangue. E quindi perderebbe proprio quel consenso che ha faticato tanto ad ottenere. E non sto esagerando, dato che ci vorranno almeno 50 miliardi per la finanziaria. Perchè ce ne vorranno 23 per sterilizzare l'aumento dell'Iva, più altri 8 miliardi per finanziare il reddito di cittadinanza nel 2020, più altri 6 per "quota 100". Perchè entrambe queste due misure hanno finanziamenti solo per il 2019. E non finisce qui, perchè ci vorranno almeno altri 10 miliardi per riparare al buco di bilancio creato dalla mancata crescita del Pil. Perchè non dimentichiamo che il governo aveva previsto una crescita superiore all'1% nel 2019, mentre invece sarà grasso che cola se finiremo a crescita zero e non in recessione. E naturalmente non sto contando i soldi che ci vorranno per la flat tax (10-12 miliardi per la Lega, oltre 50 miliardi per il Ministero delle Finanze). E' chiaro che un governo che dovesse varare una manovra di tale entità sarebbe morto sotto il peso delle critiche e della recessione economica che creerebbe. 

Quindi alla Lega potrebbe convenire svignarsela, dopo averci messo nei guai. Naturalmente, deve farlo facendo vedere ai propri elettori che la colpa è degli altri. E vista l'incapacità politica dei grillini, per loro sarà facile scaricare la colpa sul Movimento 5 Stelle. Dopo di che si metterà all'opposizione, dichiarandosi indisponibile a qualsiasi governo e costringendo il presidente Mattarella a creare un governo tecnico sostenuto da altri partiti. E si metterà all'opposizione a gridare contro il "governo delle tasse imposto dall'Europa" e cavolate simili. Un copione già visto, dato che è quello che la Lega fece dal 2008 al 2013: prima all'interno del governo Berlusconi sfasciò i conti pubblici, ci mandò in recessione profonda e fece a pezzi l'economia; poi si mise a strillare contro il governo Monti che - sia pure nella maniera sbagliata, cioè massacrando di tasse la povera gente - risanava i disastri fatti dal governo Berlusconi-Lega. 

Ma per fare questo, la Lega non può far iniziare i litigi dopo le elezioni europee. Anche perchè M5S non può fare lo stesso giochetto: non raggiungerà mai più il 33% raggiunto il 4 marzo del 2018. E quindi deve cercare di restare al governo il più a lungo possibile, dato che difficilmente ci tornerà il futuro. Allora ecco che i litigi iniziano adesso. Poi, dopo le elezioni, se andrà come vuole la Lega, i litigi cesseranno; altrimenti si inaspriranno fino alla rottura definitiva. Non è un caso che la Lega stia insistendo tanto in questi giorni per l'introduzione della flat tax nel Documento di economia e finanza (DEF). Non sono cretini, sanno benissimo che è una mossa insostenibile per l'economia italiana, dato che non sono in grado di procurare le coperture. Ma chiaramente così fanno credere agli italiani che loro sono il partito che vuole abbassare le tasse. Tanto quanti volete che capiscano, visto il bassissimo livello culturale dei leghisti, che la flat tax è una riduzione delle tasse solo per i ricchi? Basta un solo dato per capirlo: un parlamentare con la flat tax al 15% riceverebbe un bonus fiscale di 20 mila euro l'anno; un operaio con la flat tax al 15% riceverebbe un bonus fiscale di poco meno di 150 euro l'anno. Cioè neanche 5o centesimi al giorno. Allora, chi ci guadagna di più? Il parlamentare leghista oppure l'operaio che lo vota perchè crede al fatto che avrà chissà quanti soldi di tasse in meno da pagare? 

Come si vede quindi è tutto un giochetto politico. Fatto ovviamente sulle spalle degli italiani. Un giochetto che, comunque vada, creerà enormi distruzioni nell'economia italiana. Perchè se la Lega userà il piano B, si creerà un enorme consenso mentre altri risaneranno il bilancio statale; e quindi potrà tornare al governo a distruggere tutto. Se invece resterà al governo e farà una finanziaria a deficit, ci sarà un disastroso aumento dell'interesse sui titoli pubblici (e dello spread, che è collegato), che renderà il Paese inaffidabile sui mercati a livello mondiale. E questo significa che ci sarà un aumento delle tasse negli anni successivi, per poter risanare i bilanci. Oppure succederà che diventeremo talmente una palla al piede dell'Europa, a causa del nostro debito pubblico, che ci butteranno via. E senza accesso al mercato unico europeo, con la necessità di pagare dazi per commerciare con gli altri Paesi europei e interessi pesantissimi sul debito pubblico, l'economia italiana naufragherebbe in pochi anni. 

C'è una soluzione? No, nessuna che mi venga in mente. Perchè anche se in caso di caduta del governo si dovesse andare ad elezioni, secondo i sondaggi attuali avremmo comunque un governo Lega-M5S o Lega-Forza Italia-Fratelli d'Italia. Quindi governi a dir poco pessimi. Non che l'attuale Pd sia meglio. Prima delle elezioni del 2018, scrivevo che l'Italia sta andando a sbattere. Se avesse governato il Pd dopo le elezioni sarebbe andato a sbattere forte, se avesse governato il centrodestra sarebbe andato a sbattere ancora più forte, se avesse governato il Pd sarebbe andato a sbattere fortissimo. E oggi le cose non sono cambiate. Anche se si andasse ad elezioni a breve termine, la previsione sarebbe la stessa di un anno fa. Con una aggravante: rispetto ad un anno fa abbiamo preso velocità verso il disastro. 

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di Antonio Rispoli
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