Editoriali / Capitani coraggiosi

Commenta Stampa

Appena il Pd l'ha scaricato, cambia "l'aria" in Internet

Di Pietro, parte la diffamazione via web


Di Pietro, parte la diffamazione via web
07/08/2012, 15:19

Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, è stato uno dei primi, tra i segretari di partito, ad usare Internet per tastare ilpolso al proprio elettorato. Ha creato un suo blog, dove abitualmente posta - come fanno sempre più parlamentari - interventi, comunicati stampa e video. 
Ed è chiaro che ha provocato sempre reazioni: c'è chi ha reagito creando blog pensati appositamente contro di lui, come iltribuno.com; c'è chi invece lo supporta, condividendo su Facebook ogni comunicato e video; e così via. Insomma, una situazione nella normalità, almeno finora. 
Negli ultimi giorni  però qualcosa è cambiato. Persone che prima sembravano disinteressate adesso improvvisamente si interessano a Di Pietro per accusarlo di questo e di quest'altro; e chi prima lo ostacolava, ora comincia ad alterare pesantemente la realtà dei fatti, per dimostrare una incoerenza che non esiste. 
 L'ultimo esempio è stato in questi giorni. Di Pietro ha fatto una semplice affermazione: Napolitano è una persona inaffidabile, dato che lui era uno di quelli che prendeva i soldi da Mosca; ascoltate cosa di lui ha detto Bettino Craxi interrogato durante il processo Enimont. Per carità, si può essere d'accordo o meno con questa affermazione, non c'è niente di male. Ma subito il discorso è stato diffuso in due versioni, entyrambe in malafede. La prima versione è stata: "Di Pietro ha riabilitato Craxi". Una affermazione degna di una querela, tanto è falsa. Perchè Di Pietro non ha mica detto che Craxi improvvisamente non è più un delinquente. E' un delinquente, ma è un delinquente che su Napolitano ha detto una verità non piacevole per l'attuale Presidente della Repubblica. Ma non è che per aver detto una verità vengono cancellate le sentenze di condanna penale  che l'ex segretario del PSI ha collezionato a suo tempo. 
Una seconda versione distorta è stata: visto che lo accusi di aver preso soldi da Mosca, perchè non hai proceduto contro di lui penalmente, quando eri Pm? Perchè era del PCI? In realtà a questa versione, è lo stesso leader dell'Idv a rispondere nel suo intervento, dato che specifica che quando Craxi ne parla, il fatto non è più reato (c'era stata l'amnistia nel 1989). 
Tuttavia questi due esempi sono tipici della malafede di molti. Non solo per il fatto di aver alterato a proprio uso e consumo le parole di Di Pietro, ma perchè è l'unico politico per il quale è necessario farlo. L'ex Pm è una persona fondamentalmente grezza, benche sia laureato; anche da deputato, resta un contadino. Ma proprio per questo è una persona coerente, e l'ha sempre dimostrato. Cerca di perseguire l'onestà e la vuole negli altri. Ha litigato senza differenza contro Pdl (o Forza Italia) e contro Pd, quando si volevano difendere i rei; non ha fatto nulla per impedire le dimissioni dalle cariche di partito del figlio Cristiano quando quest'ultimo si macchiò di un errore etico, contattando direttamente un fornitore del Ministero delle Infrastrutture quando il padre era Ministro di quel dicastero. Finora è stato accusato praticamente di tutto, ma lui ha sempre risposto apertamente, ai giornalisti e su Internet, per ognuna di quelle accuse. Incassando poi anche bei risarcimenti: da ex magistrato, non pochi sono andati a discutere davanti ad un giudice delle false accuse che gli rivolgevano. 
Ovviamente non è privo di difetti, sia personali che politici. Sbaglia grandemente nella gestione del partito, perchè accentra troppe decisioni sulla sua persona. Deve capire che un partito non dura se non c'è adeguata democrazia interna; mentre finora l'Idv come organizzazione somiglia troppo a Forza Italia, con un capo nazionale e tanti capetti locali. E questo crea seri problemi: sia perchè ogni capetto tende come prima cosa a rafforzare se stesso e non il partito; e seconda cosa perchè tenterà di erodere la base di consenso del "capo nazionale" per prenderne il posto. Dal punto di vista di Di Pietro, io ne capisco la mentalità. E la classica mentalità contadina (e non solo): l'ho costruito io e non voglio me lo portino via. Ma è una mentalità sbagliata, se applicata in un partito. 
Il secondo difetto che ha è che quando sceglie le persone da portare in Parlamento non ne azzecca una, neanche per sbaglio. E anche per questo sarebbe il caso da parte sua di prenderne atto di questa sua debolezza e quindi predisporre una struttura incaricata di selezionare candidati. In modo che la prossima volta eviti di portare i de Gregorio, i Razzi, gli Scilipoti che poi sono pronti a passare nelle schiere del miglior offerente.  
Ma certo non è questo il peggio che si può trovare in Parlamento, che annovera un centinaio tra indagati, inquisiti, processati e condannati.
E nonostante questo, viene pesantemente bersagliato, adesso anche in rete, oltre che, come sempre, sui giornali. Ma bersagliato sul nulla, come abbiamo visto. La sua "lite verbale" col Quirinale, che è uno dei principali argomenti dei giornali, è comunque una questione di opinioni: Di Pietro chiede che il Quirinale sia trasparente; Napolitano, che non ha mai gradito la trasparenza, perferisce altre strade. Ma resta una questione di opinioni in reciproco disaccordo. 
Quindi appare evidente che c'è un notevole astio verso di lui. Come mai? Il motivo è semplice: Mani Pulite. Lui fu l'ariete si sfodnamento di quel pool, l'uomo che mandavano avanti a prendere il grosso di onori ed oneri. E fece saltare un giocattolo - che ormai era comunque arruginito, ma funzionava ancora - con cui la classe politica e quella imprenditoriale si intascavano soldi pubblici a volontà. Oggi non è che le cose siano cambiate più di tanto, come è noto Mani Pulite è stata fermata e poi eliminata; ma comunque non gli possono perdonare a Di Pietro, come magistrato, di aver "osato" intervenire sui politici. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©