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Discussione con un parlamentare del Pdl


Discussione con un parlamentare del Pdl
05/09/2013, 18:04

Com'è una una normale discussione tra un giornalista e un parlamentare del Pdl? 

GIORNALISTA - Buongiono, onorevole. Allora, cominciamo dall'argomento del giorno: che ne pensa della decadenza di Berlusconi dalla carica di senatore a causa della legge Severino? Lei come voterà? 
PARLAMENTARE - Dovrò prima leggere gli atti, per farmi una idea. Adesso come adesso non lo so. Tuttavia gli esperti si sono espressi: la legge Severino è una legge penale e quindi non può essere applicata retroattivamente.
G. - Allora voterà no?
P. - Non necessariamente. Secondo me la cosa migliore è mandarla davanti alla Corte Costituzionale. decideranno loro.
G. -  Ma la Giunta per le immunità non è titolata ad appellarsi alla Consulta. Solo un giudice può farlo. Non è solo una scusa per cercare di rinviare l'applicazione della sentenza? 
P. - No, assolutamente. Questa è solo applicazione della democrazia. Bisogna dare ad ogni imputato la possibilità di difendersi. 
G. - Ma Berlusconi ha avuto amplissime possibilità di difendersi. Oltre agli avvocati, che non sono certo di basso livello, ha fatto tante leggi ad personam, grazie ai vostri voti.
P. - Ma quali leggi ad personam? Mai Berlusconi si è fatto una legge ad personam.
G. - Ma come? Ha cancellato il reato di falso in bilancio, quando aveva quattro o cinque processi in corso per questo reato; ha dimezzato la prescrizione di molti reati, per far andare in prescrizione processi come quello di Mills; ha fatto una legge per non pagare una multa di 300 milioni di euro per una frode fiscale; l'ultima durante il governo Monti quando ha tentato di dimezzare la prescrizione del processo Ruby dividendo in due il reatoi di concussione... Certo, in questo ultimo caso gli si è ritorta contro...
P. - La solita propaganda di sinistra. Tutte cose false. La verità è che Berlusconi è sotto il tiro della magistratura di sinistra, che non gli ha mai perdonato, dal 1994, di aver impedito alla sinistra di andare al potere. Per questo lo aggrediscono con le inchieste giudiziarie. Ma sono tutte cose false. 
G. - Guardi che la sentenza Mediaset è stata fatta da un collegio dove tutti i componenti erano di magistratura indipendente che, come lei sa, è di destra.
P. - Ma cosa c'entra? Non ha letto le dichiarazioni del Presidente Esposito? Era evidente il malanimo contro il Presidente Berlusconi.
G. - Veramente, ho sentito anche l'audio. Non si è mai riferito a Berlusconi, ha parlato in maniera generica. E in quanto agli articoli del Giornale, una parte del contenuto è già stato smentito. Il resto è basato su dichiarazioni di tizio e di caio che - mi perdonerà - sono tutte da dimostrare. E sarà necessario dimostrare che sono vere, considerando che il giudice ha querelato Il Giornale. 
P. - E' la solita intimidazione contro la libera stampa.
G. - Scusi, ma allora secondo lei i magistrati, davanti ai reati di Berlusconi dovrebbero fermarsi?
P. - Ma non c'è nulla di vero. Sa qual è il vero problema? Che bisogna fare una riforma della magistratura. Bisogna che ci sia una separazione netta delle carriere tra Pm e magistrati. Come dice il nostro Presidente, il Pm deve andare anche lui col cappello in mano dal Giudice, se ha bisogno di qualcosa. E poi bisogna fare una legge sulla responsabilità civile dei magistrati, perchè non è giusto che chi sbaglia paga, ma non se è magistrato.
G. - Mi scusi, ma ha dimenticato la legge Pinto? CHiunque può fare causa ad un magistrato, se dimostra la sua malafede. E se lo Stato viene condannato, poi si rivale sullo stipendio del magistrato.
P. - Ma non basta. Se un giudice di primo grado condanna qualcuno e un giudice di secondo grado lo assolve, chi lo risarcisce?
G. - Va bene, ma non può punire un giudice solo perchè un altro ha una diversa valutazione. Capita che ci siano diverse valutazioni tra il primo e il secondo grado. Prenda il caso di Perugia, quello che vede imputati Sollecito e Amanda Knox. Che facciamo? Mettiamo in galera i giudici del primo grado? 
P. - Se hanno sbagliato, devono pagare. E' per questo che ho firmato il referendum di Pannella.
G. - Ma così con che serenità potrà decidere un giudice? Se ha di fronte uno ricco, avrà sempre paura di una assoluzione di secondo grado, anche se l'imputato è colpevole. 
P. - Questo non è vero, non succederà. Ma le misure che noi proponiamo eviteranno che la magistratura continui ad interferire con la politica, come fanno dal 1992 e da Mani Pulite. 
G. - Veramente, la magistratura ha il compito di perseguire i reati. Se i reati sono commessi dai politici, cosa può fare, se non perseguirli?
P. - Certo che li deve perseguire, ma la politica deve potersi difendere. Vede, il punto centrale è che noi dobbiamo reintrodurre l'autorizzazione a procedere abolita nel 1993.
G. - Cioè vuole tornare indietro di 20 anni?
P. - Certo, è necessario. Vede, i nostri Padri Costituenti inserirono in Costituzione l'autorizzazione a procedere proprio per limitare le interferenze della magistratura nella politica. Fu un grave errore abolirlo, sotto la spinta della piazza giustizialista. 
G. - Potrei dirle che è stata una risposta democratica del Parlamento ai loro elettori. Ma la discussione porterebbe lontano. Invece vorrei farle presente che l'autorizzazione a procedere è stata usata per fermare processi di tutti i tipi, anche quando c'erano prove su prove. E si contano sulle dita delle mani i casi in cui la stessa è stata concessa. 
P. - Evidentemente c'era il fumus persecutionis.
G. - Ma dove? Se lei guarda i casi della scorsa legislatura, non è mai stato nè trovato nè cercato il fumus persecutionis. Tutti quelli del Pdl e della Lega che intervenivano dicevano: "Io sono un garantista, l'imputato è innocente fino a sentenza di terzo grado e quindi niente autorizzazione a prcoedere". Il che è una risposta anche tecnicamente sbagliata: se c'è una sentenza definitiva, la magistratura non viene a chiedere autorizzazioni, ha già fatto tutto.
P. - Sì, va bene, ho capito, lei è un giustizialista.
G. - Beh, se essere giustizialista significa volere che chi compie un reato finisca in galera, anche quando è un potente, sì. Sono un giustizialista ed orgoglioso di esserlo. Invece lei si trova a suo agio a sapere che il suo Presidente è un ladro che ha rubato 376 milioni ai cittadini italiani? 
P. - Ma quale ladro! E' tutta una montatura delle toghe rosse.
G. - Già gliel'ho detto, ci vuole tornare?
P. - Ma il problema è quello, che la magistratura se la prende con Berlusconi. Lo dimostra il fatto che non è mai stato indagato prima dle 1994.
G. - Veramente non è esatto. La prima volta venne indagato nel 1983 per traffico di droga, a causa dei suoi rapporti troppo stretti con Marcello Dell'Utri e il boss Vittorio Mangano, e venne prosciolto; poi nel 1989 venne condannato per falsa testimonianza: chiamato in Tribunale a testimoniare, asserì di non aver mai fatto parte della P2, nonostante le evidenti prove che dimostravano il contrario. La pena poi venne indultata nel 1990. 
P. - Sì, ma sono sciocchezze. Invece dal 1994 c'è stata una escalation. Ha dimenticato l'avviso di garanzia che ebbe al G8 di Napoli e che venne riferito al Corriere della Sera prima che all'imputato?
G. -  Veramente nel 1994 ebbe solo un avviso di comparizione: era stato chiamato a testimoniare perchè c'era il sospetto che avesse pagato delle tangenti alla Guardia di Finanza. E anche l'articolo del Corriere della Sera venne fatto sulla base di informazioni arrivate dall'entourage di Berlusconi. 
P. - Ma da quel processo Berlusconi è stato assolto.  
G. - Vero, ma è stato assolto solo grazie alla testimonianza di David Mills, come specifica la COrte di Cassazione nelle sue motivazioni, mentre i manager sono stati condannati. E poi anche Mills è stato riconosciuto colpevole di aver rilasciato dichiarazioni false perchè aveva ricevuto 640 mila euro da Berlusconi tramite un manager Fininvest, Bernasconi. 
P. - Non è vero, Mills ha detto che i soldi li ha ricevuti da un imprenditore napoletano, Diego Attanasio.
G. - Ha detto questo ai giudici al processo, ma ai Pm e alla Polizia inglese ha detto di aver ricevuto i soldi da Berlusconi. Ha dimenticato che quando successe ci fu un enorme scandalo in Inghilterra perchè l'allora moglie di Mills farceva parte del governo Blair e dovette dimettersi? Tanto è vero che poi i due hanno divorziato. 
P. - Sì, ma comunque non è stato dimostrato che Berlusconi si acolpevole.
G. - Beh, con tutte le leggi ad personam ha fatto andare in prescrizione il proprio processo...  E la prescrizione non è una assoluzione. 
P. - Ma comunque non è stato condannato. Il punto è che Berlusconi viene condannato solo perchè "non poteva non sapere". Oppure senza prove, come nel processo Ruby o nel processo Mediaset. 
G. - Veramente, non c'è un solo processo dove è stato condannato perchè "non poteva non sapere". E in quanto al processo Mediaset, ci sono documenti, conti correnti, testimonianze... sono so se ha visto, ma il processo in Cassazione è arrivato grande una mezza dozzina di faldoni. O forse anche di più. E nel processo Ruby ci sono intercettazioni e testimonianze che dimostrano la colpevolezza di Berlusconi. 
P. - Ma come, non ha visto? In quel processo hanno chiesto di indagare tutti quelli che hanno testimoniato a favore di Berlusconi e lo stesso Berlusconi.  
G. - Non è colpa dei magistrati se tutti i testi presentati da Berlusconi prendono stipendi di varia entità da Berlusconi. Non è una ipotesi peregrina che Berlusconi gli abbia anche detto di testimoniare il falso, dato che le loro dichiarazioni cozzano contro le prove e contro quello che hanno detto al telefono. E in quanto a Berlusconi... beh, poteva evitare di organizzare ad Arcore incontri con i furturi testimoni del processo per parlare di cosa doveva dire. Insomma, diciamocela tutta: se le va a cercare. Perchè nessuno lo obbliga a commettere reati.
P. - Ma Berlusconi non ha mai commesso alcun reato. Lo perseguono solo perchè sono invidiosi del suo successo.
G. - Se così fosse, il Gip fermerebbe tutto. E se no lo farebbe il giudice di primo, di secondo o di terzo grado.
P. - Ma se sono tutti di sinistra!!!!!
G. - Magistratura democratica prende meno di un terzo dei voti, alle elezioni interne della magistratura. I due terzi sono di centrodestra. Le pare possibile che Berlusconi dovunque vada acchiappi solo Pm e giudici di sinistra? Non sta in piedi. 
P. - Ma con lei non si può proprio parlare! E' pieno di pregiudizi. Basta, l'intervista è finita. Me ne vado.  
G. - (Mentre il parlamentare sta andando via) Un attimo, mi era rimasta una domanda: non è che Berlusconi non vuole decadere da Senatore perchè se esce dal Parlamento finisce che alla prima intercettazione lo beccano con qualche altro delinquente? O che alla prima perquisizione scoprono una mezza dozzina di reati fiscali?


Naturalmente questa intervista è falsa. Non ho incontrato alcun parlamentare. E nessun parlamentare (del Pdl o di altri partiti) accetterebbe un confronto così serrato. Le risposte sono alcune di quelle che si sentono quotidianamente ogni volta che un esponente del Pdl è intervistato. Ormai sono così scontati e prevedibili che potrebbero mandare dei registratori, al posto di persone. Il giornalista invece è un qualunque giornalista abbia la schiena dritta e non sia abituato a leccare le terga a nessuno. Lo so, è un identikit che non trova una rappresentazione reale, tra quelli che vediamo in TV. Ma diavolo, un po' di immaginazione... 

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di Antonio Rispoli
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