Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Donne bugiarde e false pubblicità: ecco Forza Italia


Donne bugiarde e false pubblicità: ecco Forza Italia
25/09/2013, 13:52

Forse non tutti se ne sono accorti, ma è partita la campagna pubblicitaria/elettorale della nuova Forza Italia. 
Ma è partita in maniera subdola, un nuovo lavaggio del cervello sullo stile del lancio del partito nel 1993. Un punto in comune con allora è l'uso della Tv, in particolare con una pubblicità. Nel 1993 veniva trasmesso un cartone animato in cui si sosteneva che Madiaset non costava niente, mentre per la Rai si paga il canone e per la Tv via satellite si paga la tariffa che loro vogliono. Oggi la stessa cosa: uno spot (non a cartone animato, ma cambia poco), in cui si dice che Mediaset non costa niente e che si tratta di una società "senza denaro pubblico e senza essere un colosso americano" (palese il riferimento a Rai e Sky). In realtà questo non è vero, noi Mediaset la paghiamo. Quando? Ogni volta che andiamo a fare la spesa. Una percentuale del prezzo (a seconda dei casi dal 30% al 70%) che paghiamo quando compriamo un prodotto pubblicizzato in Tv, deriva dal fatto che quella azienda compera spazi pubblicitari; e Mediaset è quella che ne trasmette di più. Se Mediaset non si facesse pagare la pubblicità, la spesa ci costerebbe in media la metà. Quindi la paghiamo, Mediaset. Eccome se la paghiamo. Ma pochi ragionano su questo fatto. Per cui lo spot che dice "Mediaset non costa nulla", aggiunto al "a Mediaset lavorano migliaia di persone" si traduce per molti in un merito di Berlusconi, da ricompensare elettoralmente. 
Ma non è solo questo. Berlusconi ha anche arruolato i parenti (l'ultima è la figlia Barbara) per andare a dire in Tv e sui giornali che il povero paparino è un povero perseguitato dalla magistratura, che sì, è stato condannato, ma che è una ingiustizia, perchè lui non ha mai commesso reati. La condanna? Praticamente un complotto delle toghe rosse che vogliono farlo fuori giudizialmente. Peccato che la legge è chiara: un giudice che condanni qualcuno per motivi che non siano quelli elencati nel Codice Penale, commette un reato, l'abuso di ufficio. Se io accuso qualcuno di aver commesso un reato, i casi sono due: commetto un reato che si chiama diffamazione oppure ho le prove. Io non posso andare a dire che Tizio è un ladro, a meno che non ho una sua fotografia mentre allunga le mani nel portafoglio di qualcuno che è stato effettivamente derubato. Inoltre, come dice la legge, se un reato viene commesso da più di tre persone scatta l'associazione a delinquere, un altro reato. E ce ne vogliono di giudici per condannare un innocente: almeno un Pm, almeno un Gip (a seconda dei casi, ce ne possono volere anche di più), tre giudici per il primo grado, cinque giudici per il secondo grado, cinque giudici per la Cassazione, più un Procuratore presso la Corte d'Appello e un Procuratore Generale presso la Cassazione. Parliamo di almeno 17 magistrati, dei quali 6 stabilmente a Roma, che si mettono d'accordo e sono dispostissimi a violare la legge per un semplice sfizio politico. Insomma, ci vuole qualcosa di più, come prova, che dire: "Lo dimostra il fatto che hanno processato Berlusconi 18 volte". Perchè è chiaro che se Berlusconi continua a commettere reati, che altro possono fare i magistrati? 
Facciamo un esempio, che è tratto sommando le varie sentenze della Cassazione. Nel 1995 Berlusconi viene iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di aver pagato tangenti ad alcuni finanzieri affinchè non indagassero su Telepiù, che all'epoca non figurava nelle proprietà di Berlusconi (anche se David Mills riferì ai magistrati che lui le gestiva ancora tramite un testimone). Si fece il processo, durante il quale emersero prove che accusavano Silvio e testimonianze, come quella di Mills, che invece puntavano sul fratello Paolo. Alla fine Berlusconi venne assolto, proprio grazie alla testimonianza di Mills. Ma quella testimonianza era falsa ed era stata ottenuta mediante il versamento di 640 mila dollari. Chi era stato a costringere Berlusconi a pagare i finanzieri e poi Mills? I magistrati? Semplicemente lui aveva violato la legge Mammì creando tre canali Tv oltre ai tre che già aveva; e per non essere condannato ha pagato un testimone chiave. Colpa dei magistrati? Non direi. 
Un'altra cosa su cui sia Marina che Barbara Berlusconi hanno insistito molto nelle varie interviste è stata la sentenza che ha condannato la Mondadori a risarcire la Cir di De Benedetti di quasi 500 milioni. Ma anche lì, cosa altro si poteva fare? C'era una sentenza penale della Cassazione che aveva accertato che Cesare Previti ha corrotto il giudice Metta con i soldi della Mondadori affinchè un tribunale civile assegnasse la Mondadori a Berlusconi anzichè a De Benedetti, a cui invece spettava. La sentenza però, oltre a condannare Previti e Metta, dice una cosa molto semplice: trattandosi di una cifra enorme, a decidere il risarcimento che spetta a De Benedetti non sarà il Tribunale penale, ma quello civile, i cui giudici sono più avvezzi a fare queste valutazioni. Quindi, non c'è discussione: i giudici dovevano stabilire solo l'entità del risarcimento. Si può discutere sull'entità, ma è oggettivo che in realtà la somma finale è stata un vero e proprio regalo per Berlusconi. Sarebbe stato più giusto un risarcimento più adeguato, se consideriamo che De Benedetti, quando riacquistò da Berlusconi Repubblica, L'Espresso e diversi quotidiani locali, pagò 330 miliardi di lire all'inizio degli anni '90. Sono 170 milioni di euro di oggi. Possibile che 20 anni di interessi, più il valore della più grande casa editrice italiana, anch'essa rivalutata con gli interessi di 20 anni, più il mancato guadagno che De Benedetti ha avuto per questi 20 anni valgano 300 milioni? Chiunque ha a che fare con questi calcoli, sa che i calcoli non corrispondono. 
E naturalmente non manca l'intervista con Francesca Pascale, "fidanzata" di Berlusconi, che dovrà far dimenticare al pubblico sia Veronica Lario che i bunga bunga frequentati dalle varie veline e da almeno una minorenne, Karima El Maghroub, alias Ruby Rubacuori. Lei va sul personale: Berlusconi è dolce, è bravo, è gentile, ecc. ecc. Il tipo di intervista adatto a far venire la lacrimuccia all'adolescente o alla casalinga che poi vanno a votarlo per difenderlo da tutti quei cattivoni brutti, sporchi ed odiosi.
Da notare come invece non siano in primo piano i politici: certo, continuano ad andare in Tv a sbraitare e a raccontare balle, ma non sono più in primo piano. Una cosa già vista alle elezioni di febbraio, dove è stato Berlusconi in prima persona a farsi il giro di tutte le trasmissioni televisive (ovviamente senza contraddittorio e con scendiletti al posto dei conduttori, Santoro compreso). Ed è un segnale importante: dimostra come la paranoia di Berlusconi sia ormai oltre i livelli di guardia, come non si fidi più di nessuno. E come, alle prossime elezioni, il successo o meno di Forza Italia dipendenrà da quante ore riuscirà a fare in Tv. E quindi se verrà rispettata la legge oppure, come accade dal 2007, la par condicio verrà messa sotto i piedi da tutte le reti televisive e dalle autorità come l'Agcom che ne devono sorvegliare l'applicazione. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©